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“Hit Man”: il successo di Glen Powell e Richard Linklater in un film che sfida le definizioni di genere

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06/06/2024 12:35 - Ultimo aggiornamento 17/06/2024 17:13

“Hit Man – Killer per caso”, nasce un nuovo genere insieme al film con Glen Powell. La star di Top Gun: Maverick e Everyone but You è il protagonista indiscusso di Hit Man, il film che segna la seconda collaborazione tra Richard Linklater e Netflix, dopo la commedia animata Apollo 10 ½: A Space Age Childhood del 2022. Linklater, noto per i suoi film di formazione come Dazed and Confused, SubUrbia e Boyhood, ha creato un film che esplora la doppia vita e la psicologia di un sicario, o meglio, un killer per caso. Per la buona riuscita del prodotto cinematograafico, il regista si è posto una missione: realizzare qualcosa di completamente diverso. Ed è così che con Hit Man il genere cinematografico crime va incontro a qualcosa di completamente diverso. Vuoi saperne di più? In questo articolo proveremo a spiegarti come Hit Man sia riuscito a sovvertire ogni schema narrativo e di genere! (Continua a leggere dopo la foto).

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Hit Man: il successo di Glen Powell e Richard Linklater in un film che sfida le definizioni di genere

Hit Man, diretto da Richard Linklater, è arrivato nei cinema il 24 maggio, ottenendo immediatamente successo sia da parte del pubblico che della critica. Il film ha raggiunto un punteggio del Tomatometro del 97% e questo probabilmente per due motivi. Anzitutto il film è riuscito a trasporre cinematograficamente per la prima volta la storia vera diffusa sull’articolo del 2001 della rivista Texas Monthly del giornalista Skip Hollandsworth in merito alla figura di Gary Johnson. L’uomo, ex professore di filosofia, ha lavorato sotto copertura per la polizia di Houston. Johnson è diventato noto per aver impersonato un sicario, aiutando le forze dell’ordine a catturare persone che cercavano di assumere un killer.

Il secondo motivo riguarda invece la colonna sonora ritenuta quasi perfetta su Rotten Tomatoes a cura di Graham Reynolds. Ma c’è anche un terzo motivo che potrebbe esservi sfuggito e noi siamo qui per provare a spiegarlo. Per farlo partiamo dalle dichiarazioni del regista: “Volevo fare qualcosa che non era stato mai fatto in termini di identità, relativamente al modo in cui lui è intrappolato nel suo personaggio”, ha detto Linklater. “Il protagonista è in qualche modo intrappolato nella sua identità da sicario. Mi sono chiesto: cosa sarebbe successo se lui avesse deciso diversamente nel finale? E così è venuta fuori questa commedia un po’ noir, ma che contiene in sé generi differenti“. Così Richard Linklater ha saputo calare il personaggio di Gary Johnson nei panni di un uomo la cui identità e consapevolezza viene letteralmente sdoppiata in due vite diverse, anche cinematograficamente parlando.

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Hit Man: una “commedia un po’ noir”

Il film è stato presentato alla 80ma Mostra di Venezia del 2023, dove ha vinto il Premio del Pubblico, e ha ottenuto il secondo posto al People’s Choice Award del Toronto International Film Festival del 2023. Linklater ha dichiarato che il film esplora il concetto di identità e di scelta morale. Un passaggio reso sicuramente attraverso la trama, in grado di mettere in discussione cosa significhi essere una “brava” persona, ma anche attraverso la resa registica in uno stile che mira a spaziare tra più generi. Un crime avvincente, dunque, poliziesco nel’azione, ma con un sottotesto che, grazie alla comicità, prova a conquistare il pubblico con empatia. Gary è un uomo che resta intrappolato nella sua seconda identità da sicario, accettando con ironia il brutto scherzo tirato dal destino. “In ogni caso, la persona media, consapevole e intelligente, vive pensando che [i sicari] siano reali. La fantasia di un sicario occupa un posto nel nostro cervello perché sembra una soluzione semplice ai complicati problemi della vita”, ha spiegato Powell.

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Fonti: Netflix Tudum