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La miniserie horror più acclamata di sempre è targata Netflix

12/02/2026 18:20 - Ultimo aggiornamento 12/02/2026 18:20

È una delle serie tv più acclamate dal pubblico, presentando un approccio originale e una narrazione avvincente. Seppure sia uscita nel 2018 rimane una delle serie televisive più acclamate, e spaventose, di produzione Netflix. Una vera chicca per i numerosi appassionati del genere horror: si tratta del primo capitolo della antologia horror di Mike Flanagan (lo stesso regista de La caduta della casa degli Usher). Nel 2020 è stato lanciato il seguito ideale, The Haunting of Bly Manor

La componente principale, che caratterizza e diversifica The Haunting of Hill House dalle altre produzioni horror, è la continua tensione e partecipazione attiva che lo spettatore sperimenta mentre segue i tortuosi sviluppi della trama. La miniserie, basata sul romanzo omonimo scritto da Shirley Jackson nel 1959, è composta da 10 episodi. [TRAILER in fondo]
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The Haunting of Hill House ci trasporta e ci fa vivere in prima persona ciò che accade all’interno della famiglia Crain. All’apparenza una famiglia senza segreti. Il padre e suoi i cinque figli, ormai cresciuti, raccontano la loro infanzia passata all’interno di quelle mura che sarebbero poi diventate parti integranti della casa più infestata del paese. La serie pone al centro le complesse dinamiche familiari che a volte generano conflitti. Si tratta di un horror raffinato che unisce il sovrannaturale al dramma psicologico, esplorando temi come il lutto, il senso di colpa e il trauma familiare. Una narrazione magistrale che tiene lo spettatore in sospeso fino all’ultimo episodio.

Il regista ci illustra, rendendoci un pubblico attivo nella storia, attraverso i suoi flashback del passato dei protagonisti, quali sono i veri scheletri nell’armadio, ma soprattutto perché la protagonista principale di questa storia diventa la casa, la “Hill House” del titolo. Le ambientazioni sono cupe, inquietanti, sinistre ed è così che il regista ci fa capire come l’essere umano si sente nel sotterrare il proprio passato cercando di dimenticarlo, proprio come hanno fatto i componenti della famiglia Crain.
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“L’horror è cambiato negli anni, c’è stato un periodo, fino a qualche tempo fa, in cui ci si accontentava di far sobbalzare la gente, ma ora vediamo che il pubblico è molto più sofisticato. Nella serie vogliamo tornare a quando l’horror trattava temi molto più profondi del fare semplicemente paura. Credo che la nostra vita sia piena di fantasmi, che prendono varie forme come i rimpianti, le memorie, la vergogna, la colpa e così via e volevo che il pubblico fosse costretto ad affrontare la durezza di queste cose all’interno del genere horror”.
Mike Flanagan

Mike Flanagan, il maestro dell’horror

La miniserie, lo abbiamo anticipato, è seguita da una seconda serie, anch’essa presente su Netflix e diretta dallo stesso regista, chiamata The Haunting of Bly Manor. Mike Flanagan, inoltre, ha prodotto per la piattaforma altre serie tv come Midnight Mass (2021) e The Midnight Club (2022)

Il cast

Il cast di The Haunting of Hill House è uno degli elementi che hanno contribuito a definire l’identità autoriale della serie, grazie a un gruppo di interpreti capaci di muoversi con naturalezza tra horror, melodramma e introspezione psicologica. Michiel Huisman porta in scena Steven Crain con un registro misurato e razionale, lontano dai toni epici di altri suoi ruoli seriali, mentre Carla Gugino è il vero cuore emotivo della storia: la sua Olivia Crain, fragile e inquietante, si impone come una delle figure materne più memorabili dell’horror televisivo recente.

Timothy Hutton interpreta Hugh Crain adulto con una gravità classica, affiancato nella linea temporale passata da Henry Thomas, volto centrale del cinema di Spielberg e presenza ricorrente nelle produzioni Netflix di Mike Flanagan. Elizabeth Reaser costruisce una Shirley Crain controllata e repressa, mentre Oliver Jackson-Cohen dà corpo a Luke, personaggio segnato dalla dipendenza e dal trauma, in una delle interpretazioni più fisiche e dolorose della serie.

Accanto a loro, Kate Siegel, presenza chiave dell’universo Netflix di Flanagan, e Victoria Pedretti, al suo debutto televisivo di grande impatto, incarnano due declinazioni opposte del dolore e della memoria.

La nostra recensione

Piuttosto che affidarsi a spaventi improvvisi o a svolte sensazionalistiche, la miniserie sceglie un racconto misurato e immersivo, che si sviluppa attraverso ricordi, ferite interiori e legami mai davvero risolti. Il suo punto di forza risiede nella costruzione dei personaggi, fragili e credibili, segnati dall’assenza e dal lutto, sostenuti da prove attoriali di grande intensità: è precisamente questa scelta riesce a colpire più a fondo, trasformando l’angoscia in malinconia e l’elemento soprannaturale in una potente allegoria.The Haunting of Hill House è un’efficace storia di fantasmi la cui costante e crescente attesa è parte stessa del racconto.

Quando guardare la miniserie su Netflix

The Haunting of Hill House è disponibile per lo streaming GUARDA SU NETFLIX

Il trailer