
Kemal ha una vita perfetta. Una famiglia ricca e rispettabile, un matrimonio programmato con la donna giusta. Poi incontra Füsun in un negozio di Istanbul e tutto si spacca. Non è un colpo di fulmine romantico: è l’inizio di un’ossessione che lo consumerà per decenni. Ambientata nell’Istanbul degli anni ’70 e ’80, tra tensioni sociali e differenze di classe insormontabili, la nuova nuova serie turca segue Kemal mentre il suo amore proibito per Füsun si trasforma in una spirale ossessiva. Inizia a collezionare ogni oggetto che lei tocca — orecchini, forcine, mozziconi di sigaretta — trasformando la sua casa in un archivio privato di un amore impossibile. Non cerca di dimenticarla. Cerca di possederla attraverso le cose.
l museo dell’innocenza è l’adattamento del celebre romanzo di Orhan Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura 2006, una delle opere più tradotte della letteratura contemporanea. Pamuk ha seguito personalmente la sceneggiatura per un anno e mezzo dopo una “brutta esperienza a Hollywood”, per assicurarsi che il libro non venisse stravolto. E ha creato davvero un museo fisico a Istanbul, dove sono esposti gli stessi oggetti della storia. Ma cosa spinge davvero un uomo a collezionare oltre 4.000 mozziconi di sigaretta della donna amata? E quando l’amore smette di essere sentimento per diventare possesso? La storia completa è sotto: chi è Kemal, chi è Füsun, cosa dice la critica. (Il trailer in fondo all’articolo)

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Il museo dell’innocenza: tutte le informazioni
- Titolo: Il museo dell’innocenza
- Titolo originale: Masumiyet Müzesi
- Formato: Serie
- Durata / Episodi: 9 episodi da 60 minuti circa
- Genere: Dramma romantico
- Paese di produzione: Turchia
- Lingua originale: Turco
- Regia: Zeynep Günay Tan
- Sceneggiatura: Ertan Kurtulan
- Cast principale: Selahattin Paşalı (Kemal), Eylül Lize Kandemir (Füsun), Oya Unustası
- Produzione: Ay Yapım per Netflix
- Data di uscita su Netflix: 13 febbraio 2026
- Classificazione per età: VM14
Di cosa parla Il museo dell’innocenza
Istanbul, anni ’70. Kemal è un uomo di trent’anni, benestante, fidanzato con Sibel, una ragazza della sua stessa classe sociale. Durante i preparativi del matrimonio incontra Füsun, una cugina lontana di estrazione più modesta che lavora in un negozio. Tra i due nasce una relazione clandestina che Kemal vive come una passione travolgente, ma che la società e le convenzioni familiari rendono impossibile.
Quando Füsun sparisce dalla sua vita, Kemal inizia a collezionare metodicamente ogni oggetto che lei ha toccato o che gli ricorda i momenti passati insieme: orecchini, posacenere, biglietti del cinema, persino i mozziconi delle sigarette che ha fumato (oltre 4.000 in totale). La sua casa diventa un archivio dell’amore perduto, un museo privato dell’ossessione che lo consuma per anni, mentre Istanbul cambia intorno a lui e la sua vita si cristallizza in un presente immobile.
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l museo dell’innocenza – Cast e personaggi

Selahattin Paşalı interpreta Kemal, il protagonista trentenne erede di una delle famiglie più ricche di Istanbul. Paşalı, già noto al pubblico turco per Mezzanotte a Istanbul, porta sullo schermo un personaggio complesso e introspettivo: un uomo che ha tutto ma che vede la propria vita crollare quando incontra Füsun. Kemal è il volto dell’ossessione che si trasforma in malattia, un collezionista compulsivo che cerca di possedere ciò che non può avere.

Eylül Lize Kandemir interpreta Füsun, la giovane commessa diciottenne che diventa l’oggetto del desiderio di Kemal. Kandemir, vista in Ah Nerede, Elbet Bir Gün e Tormenta de amor, dà vita a un personaggio tanto idealizzato quanto intrappolato dalle proprie circostanze sociali. Füsun non è solo un interesse romantico: rappresenta la possibilità, la fuga, ma anche il costo emotivo di essere legata a qualcuno di un’altra classe sociale.
Oya Unustası interpreta Sibel, la fidanzata di Kemal proveniente dalla sua stessa classe sociale. Senza saperlo, Sibel si trova coinvolta in un triangolo amoroso di cui ignora l’esistenza. L’attrice, conosciuta per Hercai, Diriliş: Ertuğrul e Losers’ Club, rappresenta la vita programmata che Kemal è destinato ad abbandonare.
Il cast include anche Tilbe Saran, Bülent Emin Yarar, Gülçin Kültür Şahin e Ercan Kesal, attori rispettati del panorama turco che completano il ritratto della borghesia di Istanbul e delle sue contraddizioni. Emirhan Parlak interpreta Asker, un personaggio che si muove tra la vita pubblica e quella privata di Kemal e Füsun.
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Chi è Orhan Pamuk

Orhan Pamuk è uno degli scrittori turchi più celebri al mondo, Premio Nobel per la Letteratura nel 2006. Le sue opere esplorano le tensioni tra tradizione e modernità, Oriente e Occidente, attraverso storie ambientate principalmente a Istanbul. Il museo dell’innocenza, pubblicato nel 2008, è uno dei suoi romanzi più ambiziosi: Pamuk ha creato un vero museo fisico a Istanbul (quartiere di Çukurcuma), aperto nel 2012, che espone gli oggetti descritti nel libro, trasformando la finzione in installazione artistica permanente.
Tra le sue opere più note: Il mio nome è rosso (Premio IMPAC 2003), Neve e Istanbul. Il suo stile unisce introspezione psicologica, dettagli storici e riflessione culturale, con una particolare attenzione agli oggetti come portatori di memoria.
Pamuk ha seguito personalmente la stesura della sceneggiatura della serie per un anno e mezzo, dopo una “brutta esperienza a Hollywood” in cui un progetto cinematografico non si è mai realizzato. Lo scrittore si è detto soddisfatto del risultato finale, che non stravolge il romanzo.

È una storia vera?
No, Il museo dell’innocenza è un romanzo di finzione, ma Orhan Pamuk ha creato un vero museo a Istanbul (nel quartiere di Çukurcuma) che ospita gli oggetti descritti nel libro. Il museo esiste dal 2012 e fa parte integrante del progetto narrativo: ogni capitolo del romanzo corrisponde a una vetrina espositiva. Il museo è visitato ogni anno da migliaia di turisti e dialoga con il romanzo offrendo un’esperienza fisica della memoria del protagonista. La serie si basa esclusivamente sul romanzo, non su fatti reali.
Cosa dice la critica
La serie, uscita il 13 febbraio, sta ricevendo attenzione per la fedeltà all’opera originale e per la capacità di trasformare lo spettatore in “una macchina di raccolta di dettagli”. La regia di Zeynep Günay Tan lavora con inquadrature lente, carrellate su oggetti e primissimi piani che non cercano l’effetto spettacolare ma “l’effetto accumulo”. La fotografia rende ogni gesto significativo, quasi rituale, trasformando la quotidianità in un reliquiario.
La struttura narrativa non segue una linea temporale retta ma stratifica passato, presente e memoria, intersecandoli in un tessuto narrativo che rimodula continuamente il senso della storia. Non è una trama di mistero, ma una trama di percezione.
Perché vederlo
Il museo dell’innocenza è una delle poche serie Netflix tratte da un Premio Nobel per la Letteratura, insieme a Cent’anni di solitudine: due adattamenti di capolavori letterari che trasformano pagine immortali in saghe visive. Per chi cerca storie d’amore lontane dai cliché romantici: qui l’amore non salva, consuma.
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Quando esce su Netflix
Disponibile su Netflix dal 13 febbraio 2026. ► GUARDA IL MUSEO DELL'INNOCENZA SU NETFLIX
Trailer
Ecco il trailer ufficiale per farti un’idea dell’atmosfera.

