
Non capita spesso di vedere in un solo film, uno accanto all’altro, i nomi più grossi del cinema. Oscar Isaac, Al Pacino, Gerard Butler, Jason Momoa, Gal Gadot, John Malkovich e perfino Martin Scorsese in persona. E ancora più raro è che una produzione del genere riesca a mettere insieme un poeta medievale, la mafia, un manoscritto rubato e un’ossessione capace di collegare persone separate da sette secoli.

La mano di Dante è una delle uscite più insolite dell’anno: un dramma ambizioso firmato Julian Schnabel che, dopo le proiezioni alla Mostra del Cinema di Venezia, approda su Netflix. Ecco cosa aspettarsi dal film in uscita oggi. [TRAILER in fondo]
Scopri di più ▶ La Top 10 (aggiornata) dei film su Netflix
- Titolo originale: In the Hand of Dante
- Formato: Film
- Durata: 153 minuti
- Genere: Dramma, crime
- Regia: Julian Schnabel
- Sceneggiatura: Julian Schnabel, Louise Kugelberg
- Tratto da: il romanzo In the Hand of Dante di Nick Tosches (2002)
- Cast principale: Oscar Isaac, Gal Gadot, Gerard Butler, John Malkovich, Al Pacino, Martin Scorsese, Jason Momoa, Louis Cancelmi, Sabrina Impacciatore, Franco Nero, Benjamin Clementine
- Uscita: 3 settembre 2025 (Venezia); 12 giugno 2026 (cinema USA)
La trama: di cosa parla In the Hand of Dante?
Il film si sviluppa su due linee temporali in parallelo, e questa scelta formale è la chiave per comprendere l’intero progetto. La linea contemporanea (girata in bianco e nero): Nick è uno scrittore newyorkese e studioso di Dante che, dopo la morte della figlia, si è ritirato dal mondo. A trascinarlo fuori dal suo isolamento è un boss mafioso (lo interpreta John Malkovich), con una missione precisa: rintracciare il manoscritto della Divina Commedia – pare l’originale, vergato dallo stesso Alighieri – verificarne l’autenticità e, alla fine, rubarlo. Nick parte accompagnato dall’imprevedibile killer Louie (Gerard Butler) e da un altro scagnozzo, in un viaggio cupo dentro un ambiente che disprezza l’arte, considerandola nient’altro che merce.

La linea storica (girata a colori): l’Italia del Trecento. Dante Alighieri è alla ricerca di ispirazione e di una conoscenza quasi mistica che gli permetta di portare a termine l’opera più importante della sua vita. Il suo mentore ha il volto di Martin Scorsese – il primo ruolo attoriale davvero significativo del regista da anni.
Leggi anche ► Il romanzo latinoamericano più venduto del XX secolo arriva in streaming. Prodotto da Isabel Allende!
Le due narrazioni sono unite da un’ossessione comune: per l’amore, la bellezza e il sacro. Nick e Dante non sanno nulla l’uno dell’altro, ma i loro percorsi rispecchiano la stessa nostalgia attraverso sette secoli di distanza. Schnabel contrappone volutamente l’estetica delle due epoche: il presente in bianco e nero è un mondo in cui l’arte è ridotta a merce; il Trecento a colori è uno spazio in cui, ancora, non lo è.
Il cast
L’elemento più magnetico del film è senza dubbio il cast. Oscar Isaac sostiene il peso dell’intera narrazione interpretando sia lo scrittore Nick Tosches sia Dante Alighieri, in un doppio ruolo che collega le due epoche raccontate dal film. Per il pubblico Netflix non è certo un volto nuovo: è stato tra i protagonisti di Frankenstein e Beef, due tra i titoli più visti della piattaforma negli ultimi anni.
Accanto a lui troviamo Gal Gadot, già protagonista dell’action Netflix Heart of Stone, Gerard Butler (Geostorm), John Malkovich (Ava, Bird Box), Jason Momoa (Aquaman), Al Pacino (Scarface, Hunters), Sabrina Impacciatore e Franco Nero. A rendere ancora più insolita l’operazione c’è poi la presenza di Martin Scorsese, che questa volta abbandona la regia per comparire davanti alla macchina da presa in un ruolo da attore.

Il romanzo di Nick Tosches
Il manoscritto autografo della Divina Commedia è ovviamente un’invenzione: l’originale firmato da Dante non è mai stato ritrovato e non esiste alcuna prova che sia sopravvissuto. Il personaggio di Nick Tosches – scrittore e giornalista musicale – è invece reale: Tosches ha pubblicato il romanzo In the Hand of Dante nel 2002, inserendo se stesso come narratore e protagonista. Tosches è scomparso nel 2019 e non ha fatto in tempo a vedere l’adattamento. Dante Alighieri è, naturalmente, una figura storica, autore della Divina Commedia scritta nel XIV secolo. Il film sfrutta un contesto storico autentico come sfondo, ma l’intera trama – sia contemporanea sia storica – resta finzione letteraria.
L’accoglienza
Il film non si è rivelato il successo che prometteva. Dalla critica ha incassato il 43% di recensioni positive su Rotten Tomatoes. Gli spettatori lo descrivono come «un film dalle grandi ambizioni, ma un fallimento artistico», contestandogli soprattutto una narrazione caotica, un ritmo altalenante e una forma che sovrasta la sostanza. Eppure sorprende, perché le aspettative erano enormi: è difficile restare indifferenti davanti a una produzione con un cast così impressionante, diretta da Julian Schnabel e con Martin Scorsese in un’insolita parte da attore.

Perché guardare il film
La mano di Dante non è certo un action convenzionale né un thriller tradizionale. È cinema d’autore, denso di simbolismi, salti tra le epoche e interrogativi filosofici sulla natura umana. Dopo l’anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, ha raccolto giudizi molto contrastanti. C’è chi ha applaudito il coraggio di Julian Schnabel e la fotografia ipnotica, e chi invece ha criticato l’eccesso di sottotrame e un ritmo irregolare. Una cosa però è certa: ognuno da questo film tirerà fuori qualcosa di strano, personale, unico.
Quando guardare La mano di Dante su Netflix
L’uscita è fissata per il 24 giugno su Netflix.
Fatti trovare pronto: GUARDA SU NETFLIX

