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Ecco i 15 migliori film da vedere e/o rivedere su Disney+: la nostra lista aggiornata

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26/06/2024 09:00

Disney+ compone la triade dello streaming, assieme a Netflix e Prime Video. Invero vi sono numerose altre piattaforme, ma di certo non possono vantare un catalogo altrettanto ricco e, soprattutto, di qualità. In questo articolo ci concentreremo sulla sola Disney+ e vi diremo quali sono (secondo noi) i 15 film da vedere e/o rivedere, tra quelli che sono in catalogo nel momento in cui scriviamo.
Ecco, dunque, una selezione più eterogenea possibile, che spazia tra i generi, aggiornata al giugno 2024. Adesso sedetevi, prendete appunti e decidete il film da guardare su Disney+. (Continua a leggere dopo la foto)

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Basato sul romanzo di Alasdair Gray e diretto da Yorgos Lanthimos, il film è stato premiato agli Oscar 2024  per i Migliori CostumiTrucco e Acconciatura e la Miglior Scenografia. Anche se non era considerata tra le favorite, Emma Stone ha vinto l’Oscar come Migliore Attrice protagonista per il suo ruolo e la interpretazione della evoluzione del personaggio di Bella Baxter, morta suicida ma riportata in vita grazie a un abile trapianto di cervello eseguito dal dottor Godwin Baxter. Il film è vincitore, inoltre, del Leone d’Oro a Venezia, di cinque premi BAFTA e di due Golden Globe. La trama, già brevemente anticipata, segue la storia di Bella Baxter, una giovane donna morta suicida ma prontamente riportata in vita dal dottor Godwin (Willem Dafoe), uno scienziato brillante e poco ortodosso.
Leggi la scheda completa â–ºPovere creature, dove vedere il film premio Oscar in streaming

È il primo successo di Wes Anderson, regista visionario di cui vi parleremo anche in seguito. I Tenenbaum conta su un cast stellare, in cui troviamo: Gene Hackman, Anjelica Huston, Ben Stille, Gwyneth Paltrow, i fratelli Luke e Owen Wilson e Bill Murray. È la storia di una riunione di famiglia che avviene all’improvviso, quando il capo, Royal, la convoca inaspettatamente. Sono passati vent’anni dall’ultima volta in cui la famiglia era unita, Royal era ancora sposato con sua moglie Etheline, la donna da cui ha avuto tre figli: Chas, Richie e Margot. Chas ha un’affermata carriera nella finanza internazionale, Margot è una commediografa di successo e Richie ha vinto per tre anni consecutivi assieme alla nazionale juniores di tennis degli USA. I tre sono cresciuti con un padre anaffettivo e una madre con un carattere debole: privi di punti di riferimento hanno ottenuti dei successi, che non hanno però colmato l’assenza di una figura paterna.

Un film celeberrimo che quasi non ha bisogno di presentazioni, con Brad Pitt ed Edward Norton. Sul noto sito aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes vanta addirittura il 96% di audience score. Fight Club è un potente affresco della contemporaneità, un atto d’accusa al consumismo e alla società moderna con i suoi (dis)valori assai effimeri e velleitari. Un respiro anarcoide che ben si inseriva negli anni del “Popolo di Seattle” o dei “No Global”, quel movimento che, purtroppo, è morto assieme a Carlo Giuliani. Ma non divaghiamo e torniamo al film. È la storia di un ragazzo la cui vita banale e ordinaria viene sconvolta da Tyler Durden, un sedicente produttore di saponi che lo convince ad abbandonare tutto ciò che ha per fondare un club segreto, il Fight Club appunto, dove altri ragazzi vittime delle loro vite scontate, si dedicano a combattimenti illegali. In tutto ciò conosce Marla, una donna sola che frequenta gruppi di sostegno per malati terminali.

L’ultimo classico d’animazione Disney rivisitato in live action è La Sirenetta, per la regina di Rob Marshall. Halle Bailey interpreta Ariel, la più giovane – e la più ribelle – figlia di Re Tritone, affascinata dalla vita sulla terraferma. Alle sirene è vietato interagire con gli umani ma, quando Ariel si innamora del principe Eric, stringerà un patto con la strega del mare Ursula per inseguire l’amore.

Keira Knightley interpreta il ruolo di Loretta McLaughlin, reporter che negli anni Sessanta del Novecento riesce a trovare una correlazione tra gli omicidi dello “Strangolatore di Boston”. Mentre il misterioso assassino miete sempre più vittime, Loretta cerca di continuare le sue indagini insieme alla collega e confidente Jean Cole, ma il duo si trova ostacolato dal dilagante sessismo dell’epoca. Ma McLaughlin e Cole sono pronte a mettere a repentaglio le loro stesse vite nel tentativo di scoprire la verità. Basato su una storia vera.

Questo delizioso film è la storia di una cena fuori dal comune, in cui l’alta cucina si fa horror e dà vita a un thriller in piena regola. A prender parte a questo stravagante e inquietante banchetto sono Tyler, appassionato della cucina gourmet, e Margot, la misteriosa (forse) fidanzata con cui si reca a Hawthorn, un ristorante stellato su un’isola privata. Il gestore è Slowik, un ottimo Ralph Fiennes nei panni di uno chef specializzato in cucina molecolare il cui menù si rivelerà non solo rinomato, ma pieno di macabre sorprese.

Leone d’oro al miglior film alla 74esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, nonché vincitore di due Golden Globe e ben quattro Premi Oscar, il film di Guillermo Del Toro racconta di una donna che, affetta da mutismo, lavora in un laboratorio governativo segreto dove vengono fatti degli esperimenti a scopi militari. La sua vita cambia per sempre quando scopre una misteriosa creatura che vive in una vasca piena d’acqua.

Una sorta di crossover: una reunion dei supereroi della Marvel. Carol Danvers (Brie Larson), ovvero Captain Marvel, deve farsi carico del peso di un universo destabilizzato. Quando i suoi compiti la portano in un wormhole anomalo collegato a un rivoluzionario Kree, i suoi poteri si intrecciano con quelli della sua super fan Kamala Khan (Iman Vellani), alias Ms. Marvel, e con quelli della nipote di Carol, il capitano Monica Rambeau (Teyonah Parris).

Il film di Wes Anderson, lo stesso regista de I tenenbaum di cui abbiamo scritto in precedenza, si ispira ai libri di Stefan Zweig, in particolare a “Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo“. Si aggiudicò il Gran Premio della giuria al 64esimo Festival del Cinema di Berlino e vinse quattro premi Oscar come migliori costumi, migliore scenografia, miglior trucco e migliore colonna sonora. Il film racconta la storia del Grand Budapest Hotel, un albergo ormai decaduto e prossimo alla demolizione che un tempo visse un periodo di grande splendore. Un giorno il suo concierge eredita un dipinto prezioso da una nobildonna con la quale ebbe una relazione.

Una commedia che affronta il nazismo, lo mette a nudo in maniera innocente, tramite la storia di un bambino tedesco, Johannes Betzler, detto Jojo, che trascorre le sue giornate insieme al suo amico immaginario, il Fuhrer, evidente frutto dell’indottrinamento nazista. Siamo nel 1945 e Jojo scopre che sua madre nasconde una giovane ebrea in soffitta. Il suo nome è Elsa, Jojo vorrebbe consegnarla subito alla Gestapo, ma è la stessa Elsa a convincerlo a non farlo: se lo facesse, sua madre Rosie (Scarlett Johansson) verrebbe uccisa. I due trascorrono quindi del tempo insieme, durante il quale il bambino rivaluterà le proprie ideologie naziste e cambierà radicalmente opinione in merito al suo “amico immaginario”.

West Side Story ( 2021)

Candidato a sette premi Oscar tra cui quello come miglior film, West Side Story è il nuovo adattamento cinematografico di Steven Spielberg del celebre musical. Rivisitazione in chiave moderna di Romeo e Giulietta, è ambientato nella New York di fine anni Cinquanta del secolo scorso e vede lo scontro tra due gang rivali.

Il film animato Disney e Pixar parla di Mei Lee, una tredicenne alle prese con i cambiamenti tipici dell’adolescenza. Ad esempio, quando si emoziona troppo si trasforma in un gigantesco panda rosso. E sua madre Ming, iperprotettiva e un po’ troppo autoritaria, non la molla un secondo, con tutti le conseguenze del caso, dando vita a una trama simpatica e godibile adatta ai bambini.

Ancora un capolavoro partorito dalla mente visionaria di Wes Anderson. Il film dà vita a una raccolta di articoli tratti dal numero finale di una rivista americana pubblicata in una città francese immaginaria del Ventesimo secolo. In episodi antologici, Anderson racconta il lavoro della redazione del settimanale che dà il titolo al film (ispirato in realtà al New Yorker, per ammissione dello stesso Anderson) in vista del prossimo numero, soffermandosi su tre servizi ispirati ad articoli realmente apparsi appunto sul New Yorker: il mercante d’arte interpretato da Adrien Brody è basato su Lord Duveen, protagonista di un profilo pubblicato nel 1951, e la rivolta studentesca che vediamo nel film è ispirata al pezzo “The Events in May: A Paris Notebook” di Mavis Gallant, pubblicato nel 1968.

Si tratta di un reboot (cioè una riedizione indipendente dall’opera originaria) dei due film La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera (1996) e La carica dei 102 – Un nuovo colpo di coda (2000), e racconta la storia di Cruedelia, interpretata da Emma Stone. Prima di essere Crudelia, si chiamava Estella ed era una giovane e intelligente truffatrice che voleva far carriera nell’industria della moda. Quando fa amicizia con una delle personalità più influenti nel mondo della moda, la leggendaria baronessa von Hellman, sceglie di stare dalla parte del male, abbracciando il suo lato malvagio e diventando Crudelia.

Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Jessica Bruder, giornalista del New York Times. Il film vinse il Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia 2021, il Golden Globe per il miglior film drammatico e per la miglior regista e tre premi Oscar, rispettivamente per il miglior film, la miglior regia e la migliore attrice protagonista. Al centro della storia c’è la sessantenne Fern (Frances McDormand) che dopo aver perso il marito e il lavoro durante la crisi finanziaria del 2007-2013, lascia Empire, in Nevada, per avventurarsi in un viaggio all’interno degli Stati Uniti occidentali, il tutto a bordo del suo furgone. Durante il percorso conosce altre persone che come lei sono diventati dei nomadi moderni.