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Berlino torna e va subito in vetta: la storia vera del dipinto che ha ispirato la stagione 2

20/05/2026 19:08 - Ultimo aggiornamento 20/05/2026 19:08
Berlino e la Dama con l'ermellino su Netflix: Pedro Alonso a Siviglia e il ritratto originale di Leonardo da Vinci

Berlino e la Dama con l’ermellino è in cima alla Top 10 delle serie più viste su Netflix dal 15 maggio 2026, giorno stesso dell’uscita. Lo spin-off de La Casa di Carta ha riportato in scena Pedro Alonso nei panni di Berlino e, con lui, Álvaro Morte nel ruolo del Professore – un ritorno che il pubblico non si aspettava e che ha trascinato la serie direttamente al primo posto. Al centro della seconda stagione c’è un colpo ambientato a Siviglia: rubare la Dama con l’ermellino, il celebre ritratto di Leonardo da Vinci. Nella serie, però, il dipinto è una cortina fumogena – il vero obiettivo è il Duca di Malaga e sua moglie, che ricattano Berlino. Nella realtà, il quadro non è mai stato a Siviglia, e la sua storia vera è più complicata – e più movimentata – di qualsiasi colpo cinematografico.

Berlino e la Dama con l’ermellino è la seconda stagione dello spin-off spagnolo diretto da Álex Pina, lo stesso creatore de La Casa di Carta. Rispetto alla prima stagione – ambientata a Parigi, con un colpo da 44 milioni di euro a una casa d’aste – questa si sposta in Spagna e cambia registro: più personale, con una dinamica tra Berlino e il Professor Damián (Tristán Ulloa) che riscrive gli equilibri della banda. Il titolo però è un’esca precisa: la Dama con l’ermellino esiste, ha una storia di cinque secoli, è sopravvissuta ai nazisti e oggi si trova in un museo di Cracovia. Vale la pena sapere cosa c’è davvero dietro quel quadro – anche perché Pina lo sa e ci gioca.
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Dama con l'ermellino: ritratto di Cecilia Gallerani dipinto da Leonardo da Vinci

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Leonardo, Cecilia e l’ermellino: cosa c’è davvero dietro il titolo

Il dipinto fu eseguito da Leonardo da Vinci tra il 1489 e il 1490, durante il suo soggiorno alla corte sforzesca di Milano. Il soggetto è Cecilia Gallerani, che all’epoca aveva circa sedici anni ed era la favorita di Ludovico il Moro, duca di Milano. Figlia di un funzionario di corte, Cecilia era nota per la sua cultura e la sua padronanza del latino – una figura tutt’altro che marginale nella vita intellettuale milanese, che continuò a frequentare anche dopo la fine della relazione col duca, morendo nel 1536. Il dipinto è l’unico suo ritratto certo.

Quello che rende il quadro straordinario non è solo chi ritrae, ma come. Prima di Leonardo, la ritrattistica italiana era dominata dal profilo rigido, il soggetto immobile come su una medaglia. Cecilia è invece colta in movimento: il busto ruotato, la testa che si gira, lo sguardo rivolto verso qualcosa fuori campo, come se qualcuno fosse appena entrato nella stanza. Leonardo chiamava questo principio “il moto dell’animo” – la capacità di mostrare lo stato interiore attraverso il corpo. Era del tutto nuovo nel 1490. L’ermellino che tiene tra le braccia non è decorativo: è un gioco di allusioni cifrate. Simbolo di purezza, ma anche omaggio a Ludovico il Moro, che nel 1488 aveva ricevuto l’Ordine dell’Ermellino dal re di Napoli. E in greco, galê significa ermellino – un rimando velato al cognome Gallerani.

Museo dei Principi Czartoryski a Cracovia, sede del dipinto originale
Museo dei Principi Czartoryski a Cracovia, sede del dipinto originale

Il quadro non è a Siviglia: dove si trova davvero

Dopo la caduta di Ludovico il Moro nel 1499, il dipinto rimase in Italia per quasi tre secoli. Alla fine del Settecento fu acquistato dal principe polacco Adam Jerzy Czartoryski come dono per sua madre, la principessa Izabela Czartoryska, che stava costruendo a Cracovia una delle prime collezioni museali pubbliche della Polonia. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu sequestrato dai nazisti e portato in Germania – uno dei casi documentati dalla task force dei Monuments Men – per poi essere recuperato dagli alleati e restituito alla Polonia nel 1946. Nel 2016, il governo polacco ha acquistato l’intera collezione Czartoryski per circa 100 milioni di euro, garantendo che il quadro restasse patrimonio pubblico della nazione. Oggi si trova al Museo dei Principi Czartoryski di Cracovia, aperto dal martedì alla domenica. Il dipinto, la serie e il nome scelto da Álex Pina per la sua stagione più ambiziosa parlano tutti della stessa cosa: un oggetto che vale molto di più di quanto appare.

Guarda "Berlino e la Dama con l'ermellino" su Netflix

Federica Gaida

Federica Gaida

Giornalista e digital strategist con una solida esperienza internazionale, Federica Gaida lavora da oltre 25 anni nell’editoria e nella comunicazione, fondando New European Media Ltd. Lettrice appassionata e osservatrice dei fenomeni pop, segue con la stessa dedizione un noir scandinavo, una commedia italiana o un documentario d’autore — e se una storia vale, l’ha già segnalata ai suoi lettori.View Author posts