
Diecimila persone al Circo Massimo per vedere in anteprima due episodi di una serie TV: numeri che in Italia si associano più spesso a un concerto che a una serie animata. Eppure la nuova creatura di Zerocalcare arriva su Netflix mentre il suo universo narrativo continua a trasformarsi in qualcosa di molto più grande di un fumetto generazionale. Lo scopo è raccontare precarietà, amicizie che si sfilacciano e ansie quotidiane senza smettere di far ridere, anche quando il disagio diventa collettivo.

Sospesa tra satira e osservazione quotidiana, la serie animata (o, se preferite, graphic novel) Due spicci riporta al centro Zero, Cinghiale e tutto quel microcosmo romano che negli anni è diventato quasi una lingua condivisa tra chi è cresciuto tra disagio e ansia sociale. Due spicci sta per debuttare su Netflix dopo una campagna di lancio gigantesca culminata con l’evento al Circo Massimo. [TRAILER in fondo]
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- Titolo: Due spicci
- Formato: Serie animata
- Genere: Serie tv animata, commedia
- Paese di produzione: Italia
- Lingua originale: Italiano
- Creatore: Zerocalcare
- Cast principale: Zerocalcare, Valerio Mastandrea
- Produzione: Movimenti Production, BAO Publishing
I personaggi di Due spicci (e chi li doppia)
Zerocalcare torna a doppiare tutti i personaggi della serie – tranne uno, come vedremo –, mantenendo quella recitazione spezzata, velocissima e piena di esitazioni che ormai è diventata parte integrante del suo stile narrativo. Il suo Zero continua a essere il filtro attraverso cui leggere paure collettive, senso di inadeguatezza e rapporti umani sempre più difficili da gestire. Accanto a lui torna Valerio Mastandrea nei panni dell’Armadillo, la coscienza sarcastica del protagonista. Dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, il personaggio rimane il contrappunto più lucido e crudele dell’universo di Zero: quello che dice le cose che tutti pensano ma nessuno vuole formulare davvero.

C’è poi Cinghiale, qui molto più centrale rispetto al passato: non solo spalla comica, ma simbolo di una generazione che continua a sopravvivere arrangiandosi tra lavori instabili, amicizie logorate e illusioni sempre più piccole. Intorno a lui si muovono ancora personaggi amatissimi come Sara e Secco, ormai parte di un immaginario collettivo che i fan trattano quasi come una lunga terapia di gruppo.
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Chi è Zerocalcare
Artista visionario e impegnato, Zerocalcare è lo pseudonimo del fumettista e sceneggiatore Michele Rech, 39 anni, romano di Rebibbia e di madre francese. La sua impronta narrativa riesce a inquadrare, con garbo e leggerezza importanti tematiche sociali, tipicamente il disagio giovanile e quello delle ampie sacche di marginalità sociale che costellano le metropoli. Alla fine del 2019 ha raggiunto il traguardo del milione di copie vendute delle sue graphic novel. Il suo curioso nome d’arte nacque per caso, come ha spiegato egli stesso, allorché, dovendo scegliere un nickname per partecipare ad una discussione su Internet, s’ispirò al ritornello dello spot televisivo di un prodotto anti-calcare che stava andando in onda in quel momento.
Non è una storia vera, ma è verosimile
Due spicci non è tratto da una storia vera specifica, ma come gran parte dell’opera di Zerocalcare nasce chiaramente da esperienze autobiografiche, osservazioni personali e dinamiche generazionali molto riconoscibili. I personaggi di Zero, Secco, Sara e Cinghiale esistono ormai in una zona sospesa tra realtà, memoria personale e finzione narrativa. La forza della serie sta proprio lì: prendere ansie economiche, isolamento sociale, amicizie consumate dal tempo e trasformarle in episodi che sembrano assurdi solo fino a quando non ci si riconosce dentro.

Cosa aspettarsi
Chi conosce Zerocalcare ritroverà subito il suo ritmo narrativo: dialoghi velocissimi, esplosioni surreali, riferimenti pop e continue deviazioni comiche che nascondono però qualcosa di molto più amaro. Questa volta, però, il tema economico sembra avere un peso centrale: il locale gestito da Zero e Cinghiale diventa quasi il simbolo di una precarietà permanente che non riguarda più solo i trentenni di Rebibbia. Se ti è piaciuto Strappare lungo i bordi, qui trovi un racconto più corale e più caotico, con rapporti umani continuamente spinti verso il limite. Se invece hai amato Questo mondo non mi renderà cattivo, ritroverai quella capacità di trasformare conflitti sociali e disagio personale in scene che fanno ridere pochi secondi prima di diventare improvvisamente dolorose.

Di cosa parla Due spicci
Al centro della serie ci sono Zero e Cinghiale, impegnati a tenere in piedi un piccolo locale di quartiere mentre tutto il resto sembra andare nella direzione opposta. I soldi mancano, le incomprensioni si accumulano e le vite personali iniziano lentamente a collassare dentro problemi molto più grandi di quanto appaiano all’inizio. Come nelle opere precedenti di Zerocalcare, anche qui la quotidianità diventa un territorio assurdo dove discussioni banali, drammi interiori e tensioni sociali esplodono in scene surreali, animate con ritmo frenetico e dialoghi che oscillano continuamente tra comicità e malinconia. Ma, rispetto a Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, il tono sembra più instabile, quasi più nervoso: ogni episodio parte da dettagli minuscoli e finisce per aprire crepe molto più profonde.

Quando esce su Netflix
Due spicci è disponibile su Netflix dal 27 maggio 2026. ► GUARDA DUE SPICCI SU NETFLIX

