
Non vuole soldi e non cerca vendetta. Impugna una pistola solo per poter riabbracciare sua figlia, e quando prende in ostaggio l’ex moglie non ha un piano, né una via di fuga, né un’idea di cosa fare dopo. Questo thriller psicologico svedese del 2023, uscito in sordina e quasi nascosto nel catalogo Netflix, parte proprio da quel gesto disperato e usa il linguaggio del thriller per raccontare altro: non la caccia al colpevole, ma l’impossibilità di accettare una perdita. Niente azione spettacolare né colpi di scena, solo una tensione che non si allenta mai e tutto ciò che due persone non sono più riuscite a dirsi.

Un giorno e mezzo (En dag och en halv) è un film svedese che segue Artan, un uomo che decide di prendere in ostaggio la ex moglie Louise per rivedere la figlia affidata a lei. Non è un piano costruito, ma un gesto che nasce da una pressione accumulata. A inserirsi nella dinamica è Lukas, un agente con cui l’uomo accetta di parlare, trasformando la fuga in una negoziazione continua.
L’auto diventa l’unico spazio possibile: un luogo chiuso in cui i ruoli iniziali iniziano a perdere definizione. Ciò che sembra una situazione da gestire si trasforma progressivamente in qualcosa che non può essere ricondotto a una soluzione operativa. [TRAILER in fondo]
Leggi anche ► Migliori Nordic Noir (film) su Netflix
La trama di Un giorno e mezzo: un sequestro sulle strade svedesi
La struttura del film è ridotta all’essenziale: un tragitto, tre persone, una direzione apparente. Eppure, lungo quel percorso, le posizioni cambiano senza bisogno di svolte narrative evidenti. Il confronto tra Artan e Louise, inizialmente rigido, si apre a elementi che non trovano mai una vera composizione. Non emerge una verità unica, ma una serie di prospettive che continuano a coesistere. La presenza dell’agente introduce un ulteriore livello. Non è solo mediazione, ma osservazione interna al conflitto.

La legge resta sullo sfondo, mentre ciò che avanza è la necessità di comprendere dinamiche che non rientrano in categorie immediate. Il movimento fisico — i chilometri percorsi — coincide con un’esposizione graduale delle tensioni, senza mai offrire un punto di stabilità definitivo.
Leggi anche ► Ecco quando torna il nordic noir che ha sconvolto il pubblico (100% su Rotten Tomatoes)
Perché guardare questo thriller psicologico
Molti thriller psicologici costruiscono la tensione attraverso escalation e risoluzioni. Qui accade l’opposto: il film mantiene una linea costante, evitando picchi e rilasci. La scelta di ambientare quasi tutto all’interno di un’auto elimina ogni distrazione e obbliga lo spettatore a restare dentro il conflitto. Anche l’ambiente esterno — la campagna svedese, aperta e luminosa — non offre sollievo, ma amplifica la distanza tra ciò che si vede e ciò che accade. È in questa coerenza che il film si distingue da altri thriller contemporanei.

Non cerca di sorprendere, ma di sostenere una tensione che non trova una vera risoluzione narrativa. Ciò che resta non è la dinamica del sequestro, ma la difficoltà di ricomporre una relazione quando il punto di rottura è già stato superato.
Un giorno e mezzo è tratto da una storia vera?
Il punto di partenza è un fatto reale, ma la vicenda raccontata è di finzione. Come spiega Netflix Tudum, Fares Fares si è ispirato a una breve notizia su un uomo armato che entrò in uno studio medico in Svezia e minacciò la ex moglie per sapere dove si trovasse la figlia. Da quello spunto è nata una sceneggiatura originale: il film non è una ricostruzione fedele del caso e non è tratto da un libro.
Il cast: tre volti per un’auto che diventa un’arena
Al suo esordio alla regia, Fares Fares, l’Assad della saga di Dept Q, tiene per sé il ruolo meno appariscente: Lukas, il poliziotto che sceglie di salire in macchina invece di fare irruzione. Lo interpreta con una calma che a tratti mette più a disagio della pistola puntata. Il peso emotivo ricade su Alexej Manvelov (Chernobyl, Jack Ryan), il cui Artan è minaccioso e insieme dolorosamente comprensibile. Tra i due c’è Alma Pöysti (Tove, Foglie al vento): la sua Louise è ostaggio, ex moglie e madre, ma mai una semplice vittima, ed è da questa ambiguità che nasce la tensione più sottile del film.
Dove vedere Un giorno e mezzo
Un giorno e mezzo dè disponibile su Netflix dal 1° settembre 2023 ► GUARDA SU NETFLIX

