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La nuova miniserie di Netflix ha un punteggio critico perfetto al 100%

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01/07/2024 17:29 - Ultimo aggiornamento 02/07/2024 11:59

Non ha fatto in tempo a debuttare su Netflix ed è già vicina al primo posto in classifica globale. Stiamo parlando della miniserie “Supacell” in cui viene narrata la storia di cinque persone comuni che inaspettatamente sviluppano dei superpoteri. Nessun punto di contatto tra di loro, ad eccezione di un solo dato di fatto: sono tutti uomini di colore del sud di Londra. Riprendendo una narrazione simile per certi versi a X-Men, sfiorando persino Stranger Things, Supacell sembra aver convinto nel giro di poco tempo sia i critici che il pubblico. Ecco tutti i dettagli di trama, cast e recensione! (Continua a leggere dopo la foto).

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La trama

Sei episodi per questa miniserie tv britannica sviluppata da Andrew Onwubolu -alias Rapman- e ambientata nel Sud di Londra. Sono Michael, Tazer, Sabrina, Andre e Rod i protagonisti di una vicenda alquanto bizzarra che tiene con il fiato sospeso fin dalle prime battute. Questi uomini non si conoscono, eppure sviluppano alcuni superpoteri che li porteranno ad avere una stretta connessione. Molto diversi tra di loro, queste cinque persone sono di colore. Eppure si tratta di un’infermiera, uno spacciatore, un papà single, il leader di una gang e di un placido corriere, impegnati a condurre una vita normale in un tessuto urbano in crisi. Spetterà a un uomo riunirli sotto un’unica grande forza, atta a debellare un morbo che presto tenterà di impossessarsi del corpo e della mente dei cittadini.

“Quando c’è mai stato un cast interamente nero in una serie britannica? Io non ho mai visto niente del genere” – ha quindi sottolineato il regista in un’intervista con Variety â€“ “Spero soltanto che questo possa aprire nuove porte. Ho pensato: se me lo lasciano fare, con tutto quello che deve esserci, il gore, il sangue e il fattore sorpresa, forse anche altri network vorranno fare qualcosa del genere. Sento molta pressione, perché tutto questo non riguarda solo me, ma il futuro della TV britannica”

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Info e cast

  • Data: 2024
  • Genere: horror
  • Lingua originale: inglese
  • Regia: Andrew Onwubolu
  • Cast: Tosin Cole (Michael Lasaki), Adelayo Adedayo (Dionne), Yasmin Monet Prince (Veronica), Eddie Marsan (Ray), Nadine Mills (Sabrina), Eric Kofi-Abrefa (Andre), Calvin Demba (Rodney), Josh Tedeku (Tayo “Tazer” Amusan), Rayxia Ojo (Sharleen), Giacomo Mancini (Spud), Michael Salami (Gabriel), Travis Jay (John), Ghetts (Krazy), Robbie Gee (padre di Jasmine)
  • Durata: 6 episodi

A capo di questo lavoro su Netflix Andrew Onwubolu conosciuto come Rapman, non solo produttore discografico, sceneggiatore e regista britannico ma anche celebre rapper, noto per affrontare tematiche molto significative sui diritti umani. “Quando ho iniziato a rappare, volevo portare le immagini a un altro livello”. Come in Supacell, anche Blue Story Trilogy (2013-2014), ha narrato della storia di due migliori amici che per appartengono a due fazioni diverse a Londra. Inoltre la serie Youtube da 10 milioni di visualizzazioni, Shiro’s Story, lo ha condotto a firmare un contratto con la ROC Nation di Jay-Z. Per il nuovo prodotto Netflix, il regista ha scelto accuratamente il cast a partire da Tosin Cole che ha interpretato il ruolo di Ryan Sinclair in Doctor Who, passando per Edward Maurice Charles Marsan, vincitore del London Film Critics Circle Award e del National Society of Film Critics Award come miglior attore non protagonista per il film Happy-Go-Lucky.

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“Supacell” racconta una storia vera?

Nonostante la serie tv non sia ispirata a fatti realmente accaduti, il significato della storia è sempre molto attuale, a cominciare dalle difficoltà che ha trovato il regista stesso nel corso della realizzazione. Ha affermato a Deadline: “Il mio superpotere è la disciplina”, per poi aggiungere: “Mi hanno ispirato The Wire, Breaking Bad e film come Quei bravi ragazzi“. E questo pur sottolineando: “Non voglio sembrare l’uomo nero arrabbiato nella stanza che sta urlando contro questa e quella persona”. I personaggi della storia sono di colore e tra di loro non esiste nessun apparente connessione, se non quella del colore della pelle e del desiderio di poter ricostruire uno scenario urbano più umano in cui poter continuare a vivere e realizzare se stessi. Inoltre la miniserie tv solleva un’emergenza sociale e sanitaria, quella dell’anemia falciforme, ovvero una malformazione genetica ereditaria dell’emoglobina che, a fronte delle 17.000 persone già colpite in Inghilterra, assume una media di circa 250 nuovi casi diagnosticati ogni anno. La malattia colpisce più facilmente individui di origine nera africana e caraibica.

“È qualcosa che ha sempre colpito la nostra comunità e non l’ho mai capito”, spiega Rapman. “Volevo mostrare come una malattia come questa possa renderti straordinario”.

La recensione della miniserie tv Netflix “Supacell”

Immancabile in “Supacell” la critica sociale, ma in quale misura? Il tema dei mutanti è stato congeniale al regista per esplorare le profonde e complesse dinamiche sociali dell’Inghilterra contemporanea. Da una parte la fazione dominante della società, quella bianca e privilegiata, dall’altra le classi sociali inferiori. Eppure la serie tv mira a caratterizzare i protagonisti attraverso un continuo alternarsi di viaggi temporali e futuri distopici in cui i poteri dei personaggi diventano metafora della loro condizione esistenziale che vivono e del modo in cui la società li vede. La miniserie Netflix ha ottenuto il 100% delle recensioni positive sul Rotten Tomatoes, conquistando sia critici che pubblico. Il successo della miniserie si deve forse alla capacità di aver reso contemporanea e verosimile la dimensione dei supereroi. “Sono un grande fan del genere dei supereroi, ma non ho mai pensato che fosse realistico per il mondo in cui vivo. Si potrebbe pensare che questi generi non si mescolino, ma quando li vedi, pensi: sì, ecco cosa sarebbe se i londinesi avessero dei superpoteri“, ha dichiarato il regista alla BBC.

Il trailer

Fonti: Forbes