
Sei episodi, una cittadina norvegese dove si muore troppo poco e un’impresa di pompe funebri che rischia di fallire proprio per mancanza di clienti. Su Netflix c’è una commedia nera horror che prende vampiri, cadaveri e fame di sangue e li trasforma negli ingredienti di un racconto macabro, surreale e decisamente fuori dagli schemi.

Post mortem: Nessuno muore a Skarnes è una produzione norvegese che usa il soprannaturale in maniera molto diversa dal tradizionale racconto vampiresco. La serie costruisce il proprio umorismo sul contrasto fra la placida normalità della provincia e ciò che sta accadendo sotto i suoi occhi. Perché a Skarnes la morte è contemporaneamente una minaccia, una necessità e un affare, e prima o poi queste tre cose sono destinate a entrare in collisione. [TRAILER in fondo]
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Di cosa parla Post mortem: Nessuno muore a Skarnes
Tutto comincia con un cadavere. Live Hallangen viene trovata senza vita in un campo vicino alla piccola cittadina norvegese di Skarnes. La morte sembra accertata, almeno fino a quando la giovane si risveglia improvvisamente sul tavolo dell’autopsia. Essere tornata in vita, però, è soltanto l’inizio: dentro di lei è comparsa una fame di sangue sempre più difficile da controllare. Nello stesso momento suo fratello Odd combatte con un problema molto più terreno. L’impresa di pompe funebri della famiglia è sull’orlo della crisi perché, paradossalmente, a Skarnes non muore abbastanza gente.

È qui che la sceneggiatura trova la propria intuizione più felice: la necessità di Live di nutrirsi e quella di Odd di trovare nuovi clienti appartengono a due mondi apparentemente incompatibili, ma finiscono per avvicinarsi in modo sempre più inquietante. Senza rinunciare al sangue, la serie preferisce così lavorare sull’assurdità morale della situazione piuttosto che sull’horror puro.
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Il cast e i personaggi
Kathrine Thorborg Johansen L’attrice norvegese era già passata da Netflix prima di questa serie: in Ragnarok interpreta Ida Storlien. Nella miniserie, invece, interpreta Live Hallangen, la donna che torna dalla morte e scopre una nuova natura che non riesce ancora a comprendere. È il ruolo più delicato della serie perché Live deve restare credibile contemporaneamente come essere umano spaventato, creatura potenzialmente pericolosa e centro involontario della componente comica. Johansen evita di trasformarla in una caricatura: la sua impassibilità diventa uno degli strumenti migliori dell’umorismo nero della serie.
Elias Holmen Sørensen è invece Odd Hallangen, fratello di Live e responsabile dell’impresa funebre di famiglia. Il suo problema è quasi grottesco nella sua semplicità: ha bisogno che qualcuno muoia per riuscire a sopravvivere economicamente. Il personaggio rappresenta così l’altra metà del paradosso su cui si regge Post mortem: Nessuno muore a Skarnes: mentre Live deve convivere con una fame che potrebbe uccidere, Odd avrebbe disperatamente bisogno di nuovi funerali.
Accanto a loro c’è André Sørum nel ruolo di Reinert, uno dei personaggi progressivamente coinvolti negli eventi più strani che attraversano Skarnes. Kim Fairchild interpreta invece Judith, mentre Sara Khorami è Rose. È un cast che lavora soprattutto per sottrazione: anche davanti alle situazioni più assurde, gli interpreti mantengono spesso una serietà quasi assoluta. Ed è proprio questa scelta a rendere molte scene più divertenti.

Chi è Harald Zwart
Se Petter Holmsen è il creatore e principale autore della serie, al suo fianco c’è Harald Zwart, regista norvegese con una carriera decisamente più internazionale, che qui dirige quattro dei sei episodi. Zwart è conosciuto soprattutto per aver diretto The Karate Kid del 2010 con Jackie Chan e Jaden Smith e La Pantera Rosa 2. Il suo contributo è particolarmente interessante perché Post mortem: Nessuno muore a Skarnes procede nella direzione opposta rispetto alla spettacolarità di quelle produzioni: qui dominano tempi trattenuti, paesaggi quieti, silenzi e personaggi quasi imperturbabili. La stranezza non viene sottolineata: viene lasciata entrare nella normalità.
Skarnes esiste davvero
Skarnes non è una cittadina inventata. È un centro della municipalità di Sør-Odal, nella contea norvegese di Innlandet, e la serie non si limita a utilizzarne il nome: le riprese sono state effettuate proprio nella zona di Skarnes. Questa coincidenza fra ambientazione narrativa e luogo reale contribuisce alla particolare atmosfera della serie, costruita intorno a una comunità piccola dove la morte dovrebbe essere un evento eccezionale e invece finisce per diventare il motore dell’intera storia. Anche la musica contribuisce a creare questa sensazione di un luogo quasi fermo nel tempo. La colonna sonora utilizza vecchie canzoni pop norvegesi, una scelta che accentua ulteriormente il contrasto fra l’apparente tranquillità della cittadina e la deriva macabra degli eventi.
Cosa dice la critica
L’accoglienza critica è stata complessivamente favorevole soprattutto nei confronti dell’idea di partenza, dell’umorismo macabro e del modo insolito di rileggere il mito del vampiro. Il giudizio numerico più significativo resta quello del pubblico di IMDb: 7,0/10 su circa 4.800 voti. Su Rotten Tomatoes la situazione richiede invece una precisazione: il Popcornmeter è all’83%, ma con meno di 50 valutazioni, mentre le recensioni professionali registrate per la stagione sono soltanto tre, un campione troppo ristretto per parlare di un vero consenso critico. Decider ha individuato nella sua direzione sardonica uno degli elementi più promettenti, mentre altre letture critiche hanno sottolineato un ritmo talvolta frenato e una scrittura non sempre all’altezza della brillantezza dell’idea iniziale. È proprio qui che passa il confine tra ciò che rende la serie particolare e ciò che può renderla meno immediata.
- Titolo: Post mortem: Nessuno muore a Skarnes
- Titolo originale: Post Mortem: Ingen dør på Skarnes
- Formato: miniserie
- Episodi: 6
- Paese di produzione: Norvegia
- Lingua originale: norvegese
- Regia: Harald Zwart, Petter Holmsen
- Cast principale: Kathrine Thorborg Johansen, Elias Holmen Sørensen, André Sørum, Kim Fairchild
- Classificazione: VM14 in Italia
Post mortem: Nessuno muore a Skarnes funziona meglio come commedia nera sul rapporto quotidiano con la morte che come horror vampiresco tradizionale. La sua intuizione migliore non è la resurrezione di Live, ma ciò che accade quando la sua fame di sangue viene accostata alle difficoltà economiche di un’impresa funebre: un paradosso macabro che la serie tratta con una calma quasi burocratica.
Quando guardare la miniserie su Netflix
La miniserie Post mortem: Nessuno muore a Skarnes è disponibile su Netflix già dal 25 agosto 2021.
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