
Recensione La lista dei miei desideri – Ci aspettavamo, annunciando La lista dei miei desideri, il film che (anche) oggi guida la Top 10 di Netflix, che la nuova rom-com su Netflix sarebbe stata un successo, ma non di tali proporzioni. Un film che cattura la mente e induce alla riflessione, sino a quando ci rendiamo conto che in realtà non è solo una commedia romantica, ma ci parla di formazione, crescita personale e profonda introspezione. In questo articolo troverete la nostra recensione.

► Trovi tutte le nostre recensioni
QUI
Il viaggio interiore della protagonista
La storia racconta di Alex Rose (interpretata da Sofia Carson), una giovane ragazza che, su richiesta della madre defunta (Connie Britton), intraprende un viaggio per realizzare una lista di desideri scritta durante l’adolescenza. Durante questa avventura, Alex compie una sorta di viaggio interiore, un’introspezione inizialmente colma di dolore, che poi si trasforma in forza e infine si sublima attraverso l’amore. Il film affronta temi come il caotico processo di maturazione, la lotta con il dolore e la ricerca del coraggio di vivere pienamente.

Una commedia romantica che non parla solo di amore
Sebbene il film sia stato classificato come una commedia romantica, non parla solo di amore. È soprattutto una storia di famiglia, di rapporti intergenerazionali, di relazioni tra fratelli e tra genitori e figli. Possiamo, dunque, affermare che l’amore più importante, che è lo sfondo di tutto il film, è l’amore materno, piuttosto che la relazione romantica che si svilupperà in seguito nel corso de La lista dei miei desideri.
►Leggi anche: Dietro il film più visto su Netflix c’è un percorso di rinascita: l’intervista a Sofia Carson
Una storia ricca di trame: è quel tipo di film del quale – almeno in parte – siamo in grado di prevedere già nei primi minuti di visione come andrà a finire, ma, in questo caso, non è affatto un limite, anzi propone qualcosa di più del semplice intrattenimento.

Il vero messaggio del film
Il tutto parte con la malattia della madre della protagonista e, infine, la sua morte: tutta la famiglia si riunisce e lì inizia veramente il film – la lettura del testamento, i primi litigi, l’avvocato che diventa amico e la lista dei desideri degli anni giovanili di Alex, riscoperta dalla madre defunta. C’è una sola condizione: Alex deve realizzare tutti i punti per ricevere l’eredità. Con ogni punto realizzato, l’avvocato consegna alla ragazza un video registrato che la madre ha creato in vita, in cui istruisce la figlia su come agire, pensare e percepire al meglio la realtà in quel momento. È un addio unico e atipico, l’essenza stessa dell’amore materno.

Grazie a questi eventi, Alex non solo realizza i suoi desideri di allora, ma anche quelli attuali, poiché riorganizza completamente la sua vita, e nel frattempo (finalmente) scopre segreti nascosti per anni e l’amore che era nel suo destino. Come ha affermato l’interprete di questo ruolo, Sofia Carson: “Alex Rose sono io, sei tu, siamo tutti. A volte, nella vita, vivi senza davvero vivere. Ci riconnette ancora con quel sognatore che abbiamo lasciato indietro, tenendolo senza paura per mano mentre marcia coraggiosamente attraverso la vita“. È proprio per questo che è un film che consigliamo a tutti – e soprattutto per chi a volte dubita e perde troppo tempo prezioso, anziché impegnarsi nella ricerca della felicità e nel dare un senso vero e pieno alla esistenza che conduce.