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“Ha ucciso mezzo milione di persone!” Su Netflix la storia del farmaco killer che ha intossicato il mondo

29/08/2025 15:15 - Ultimo aggiornamento 29/08/2025 15:17
Painkiller: la serie Netflix ricostruisce l'epidemia (indotta) da oppioidi negli USA, e le enormi colpe della Purdue Pharma.
Matthew Broderick nel poster di Painkiller (Foto: IMDb)

L’ossicodone è uno degli antidolorifici oppioidi più potenti al mondo, ma c’è un problema: all’incirca mezzo milione di cittadini statunitensi, dal 1996 al 2019, sono morti a causa del farmaco OxyContin, in maniera diretta e indiretta. L’epidemia di oppioidi è tutt’ora una vera emergenza, e sappiamo nome e cognome di chi ha contribuito all’allarmante fenomeno. Ma andiamo con ordine.

Painkiller: la serie Netflix ricostruisce l'epidemia (indotta) da oppioidi negli USA, e le enormi colpe della Purdue Pharma.

Tra drammi familiari, cinismo aziendale e vite spezzate, la miniserie Painkiller affronta uno dei capitoli più oscuri della recente storia americana. Creata da Micah Fitzerman-Blue e Noah Harpster (già dietro Narcos), unisce in sei episodi la potenza della denuncia sociale al ritmo di un legal thriller e porta sullo schermo una vicenda sconvolgente ma assolutamente vera. [TRAILER in fondo]
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Painkiller – Tutte le informazioni

  • Titolo originale: Painkiller
  • Titolo internazionale: Painkiller
  • Formato: Miniserie
  • Durata: 1 stagione – 6 episodi
  • Genere: Drammatico, Thriller giudiziario, Crime
  • Paese di produzione: Stati Uniti
  • Lingua originale: Inglese
  • Anno di uscita: 2023
  • Creatori: Micah Fitzerman-Blue, Noah Harpster
  • Regia: Peter Berg
  • Cast principale: Matthew Broderick, Uzo Aduba, Taylor Kitsch, Dina Shihabi
  • Produzione: Netflix Original

La trama di Painkiller

Negli anni Novanta, l’America si trova di fronte a una nuova “pillola miracolosa”: l’OxyContin. Presentato come analgesico sicuro e non dipendente, diventa presto la miccia di un’epidemia che travolge medici, pazienti e famiglie intere. Painkiller intreccia storie diverse: la spietata ascesa della Purdue Pharma guidata da Richard Sackler (Matthew Broderick), le indagini di una determinata procuratrice federale (Uzo Aduba) e le vite comuni devastate dalla dipendenza, incarnate da Glen Kryger (Taylor Kitsch), meccanico di provincia trasformato in vittima del sistema, sistema ben alimentato da medici finanziati dalla Purdue e dunque assai superficiali nella prescrizione del farmaco. Il risultato è un mosaico crudele e realistico, in cui ogni scelta ha un prezzo e nessuno resta davvero intatto.
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Painkiller: la serie Netflix ricostruisce l'epidemia (indotta) da oppioidi negli USA, e le enormi colpe della Purdue Pharma.

Ogni episodio si apre con la testimonianza di una persona reale che ha perso un familiare a causa degli oppioidi: una scelta dirompente che radica la finzione nella realtà. Questa storia è l’emblema dell’avidità umana: l’avidità dei produttori dell’OxyContin stesso, altresì noto come ossicodone dal nome del principio attivo, che sapevano come si possa sviluppare assai facilmente una forte assuefazione e una dipendenza persino più forte di quella dall’eroina. Sapevano e hanno taciuto. Tra i sintomi di astinenza da OxyContin, come negli altri oppioidi, ci sono l’ansia, gli attacchi di panico, l’insonnia, nausea, febbre e un senso di stanchezza forte. Inoltre, è stato verificato che, i neonati le cui ladri avevano assunto OxyContin in gravidanza, avevano sintomo da astinenza

Painkiller: la serie Netflix ricostruisce l'epidemia (indotta) da oppioidi negli USA, e le enormi colpe della Purdue Pharma.

Il cast principale

Matthew Broderick sorprende in un ruolo distante dalle sue interpretazioni più note: il suo Richard Sackler è freddo, ossessivo, capace di trasformare l’arroganza in maschera tragica. Uzo Aduba, già vincitrice di tre Emmy, è Edie Flowers, figura ispirata a più investigatori reali: la sua performance è intensa, vibrante di rabbia trattenuta. Taylor Kitsch, volto di Friday Night Lights, offre una delle sue prove più dolorose: il suo Glen è l’emblema della vulnerabilità travolta dal marketing spietato. Dina Shihabi completa il quadro con un ruolo di connessione, testimoniando come la crisi colpisca trasversalmente tutte le classi sociali.

Painkiller: la serie Netflix ricostruisce l'epidemia (indotta) da oppioidi negli USA, e le enormi colpe della Purdue Pharma.

La nostra recensione di Painkiller

Painkiller non cerca compromessi: alterna la tensione del legal drama a inserti quasi documentaristici, con testimonianze dirette delle vittime. Peter Berg firma una regia dinamica, che non teme l’ironia nera ma sa colpire con immagini di crudo realismo. Va riconosciuta a Painkiller la forza di rendere accessibile e immediata una vicenda complessa. È il segno che la serie colpisce dove deve: nel cuore di una ferita ancora aperta.

Una storia terribilmente vera

La miniserie si ispira a fatti reali. È tratta dal libro “Pain Killer: An Empire of Deceit and the Origin of America’s Opioid Epidemic” di Barry Meier e dall’articolo “The Family That Built an Empire of Pain” di Patrick Radden Keefe, pubblicato sul New Yorker. Le due opere hanno documentato in modo pionieristico le responsabilità della Purdue Pharma e della famiglia Sackler nella diffusione dell’OxyContin.

Painkiller: la serie Netflix ricostruisce l'epidemia (indotta) da oppioidi negli USA, e le enormi colpe della Purdue Pharma.

La vicenda giudiziaria contro Purdue Pharma

La vicenda giudiziaria contro la famiglia Sackler arriva sino al settembre del 2021 (lo scandalo scoppiò nel 2017), allorché la Purdue è stata condannata a risarcire 4,5 miliardi di dollari di danni. Giustizia è stata fatta? No, e per due motivi: anzitutto, nessuna cifra può restituire alla vita questo mezzo milione di vittime solo negli Stati Uniti, non si può monetizzare la morte di una persona; poi, soprattutto, ha destato grande scalpore il fatto che ai Sackler sia stata comunque garantita l’immunità su futuri procedimenti penali. Una situazione che ha dell’incredibile e che si è protratta per oltre vent’anni.

Painkiller: la serie Netflix ricostruisce l'epidemia (indotta) da oppioidi negli USA, e le enormi colpe della Purdue Pharma.

La vita di milioni di americani è stata cambiata da una pillola, circa mezzo milione di persone sono morte, tanti stanno ancora lottando per tornare alla normalità. I membri della famiglia Sackler hanno goduto fama di grandi mecenati e filantropi, addirittura al Guggenheim Museum di New York vi era una iscrizione, poi rimossa, che ricordava gli ingenti finanziamenti ricevuti da costoro.

Le location

Girata principalmente a Toronto e Hamilton (Ontario), ma l’ambientazione ricostruisce fedelmente le comunità del Midwest americano. La miniserie utilizza set che ricreano cliniche, quartieri e tribunali americani, con un realismo essenziale.

Quando guardare Painkiller su Netflix

Painkiller è disponibile su Netflix in Italia dal 10 agosto 2023.
Guarda Painkiller su Netflix

Il trailer