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Maria Grazia Cucinotta in un nuovo film interamente girato in Puglia

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16/04/2024 10:23 - Ultimo aggiornamento 13/05/2024 20:23

Maria Grazia Cucinotta in un nuovo film italiano che mescola il sacro e il profano. Segreti e verità nascoste dall’alto tasso di suggestione: il nuovo film made in Italy si intitola “Gli agnelli possono pascolare in pace” e vede Maria Grazia Cucinotta interpretare il ruolo di Alfonsina Milletarì, una donna che si trova ad affrontare un’esperienza straordinaria. Il film, presentato al BIF&ST – Bari International Film Festival 2024 ha rappresentato un’opportunità di crescita e di cambiamento sia per l’attrice che per il suo personaggio. Dietro alla macchina da presa il regista Beppe Cino, noto per inserire nei suoi film una dimensione ontologica. Pronti a immergervi in una storia spirituale che promette anche tanti colpi di scena? Tutti i dettagli in questo articolo! (Continua a leggere dopo la foto).

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La trama del film “Gli agnelli possono pascolare in pace” (2024)

Il film italiano “Gli Agnelli Possono Pascolare in Pace”, diretto da Beppe Cino, narra la storia di Alfonsina Milletarì, una donna semplice impiegata come bidella. Tutto ha inizio quando Alfonsina riceve in sogno l’immagine della Madonna. La visione, però, non è come quella che tutti noi possiamo immaginare. Infatti la Madonna ha un accento straniero e si rivolge ad Alfonsina per chiederle di essere dissepolta da sotto un albero di carrube. Confusa, Alfonsina cerca spiegazioni e si reca in chiesa, ma scopre che la statua della Madonna è stata rimossa per essere restaurata. La donna decide di condividere il suo sogno con il parroco ed è così che i due si dirigono verso l’albero indicato dalla Madonna nel sogno. L’albero si trova sulla terra della famiglia Malavasi, con cui Alfonsina ha vecchi dissidi. A questo punto sia Alfonsina che suo fratello Saverio, interpretato da Massimo Venturiello, si trovano coinvolti in una ricerca che chiamerà all’appello anche l’intera comunità. La trama, traendo spunto da una tematica spirituale e religiosa, offre una riflessione anche sulla fitta rete delle relazioni umane e della condivisione.

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Il cast del film “Gli agnelli possono pascolare in pace” (2024)

Il film italiano prodotto e distribuito dalla Draka vede un cast d’eccellenza a cominciare dall’attrice protagonista Maria Grazia Cucinotta. L’attrice italiana, icona della bellezza femminile mediterranea, ha avuto modo di intraprendere un viaggio di crescita personale molto significativo nel corso delle riprese. Ne ha parlato così nel corso della presentazione del film a Roma: “La magia di questo film mi ha permesso di crescere, di cambiare, di migliorarmi, ma desidero che sia il mio personaggio, Alfonsina, a parlare”. La protagonista è affiancata anche da Massimo Venturiello, attore barese noto al pubblico nei film “Scusate il ritardo” (1983) di Massimo Troisi, “Parenti serpenti” (1992) di Mario Monicelli e “La Scorta” (1993) di Ricky Tognazzi. Ha lavorato anche in televisione, partecipando a serie di successo come “Don Matteo” e “Un medico in famiglia”. A completare il cast del film di Beppe Cino, molti attori di origine pugliese:

Maria Grazia Cucinotta
Massimo Venturiello
Tiziana Schiavarelli
Fabio Camassa
Umberto Sardella
Rossella Leone
Pinuccio Sinisi
Maria Beatrice Giovani
Maria Georgette Saliba
Valentina Gadaleta
Luciano Lavarra
Dante Marmone
Francesco Bernardi
Riccardo Pierdominici
Maria Sikias
Lorenzo D’Armento
Nicolò Ayroldi

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La recensione del film italiano “Gli agnelli possono pascolare in pace” (2024)

Ricco di metafore e di simbolismi, il film italiano drammatico riesce a esplorare con ironia e senso di comunità anche temi come l’amore, la lealtà e i legami familiari. Senza alcun dubbio la tematica che fa da traino è quella della fede, che si rende immagine speculare del contesto della vita rurale pugliese. Lo stesso regista Beppe Cino sottolinea che, nonostante le influenze bibliche ed evangeliche, il film riflette anche le tensioni presenti nella società rurale italiana, dove la tradizione religiosa coesiste con la realtà quotidiana: “Ho sempre lavorato inserendo nei miei film una filigrana di carattere ontologico, mettendo la storia all’interno di una lettura antropologica del nostro tempo”, ha dichiarato Beppe Cino durante la recente presentazione del suo lavoro a Roma. “Ne Gli agnelli possono pascolare in pace questa componente emerge con più forza, anche attraverso la lettura della figura della Madonna”, aggiunge il cineasta.

Come si accennava, il contesto sociale e rurale viene mostrato attraverso il veicolo della fede: “Questo è un film che parla del presente sfumato con elementi che attingono al passato arcaico, rurale, che è ancora attuale”, ha spiegato Beppe Cino che ha poi aggiunto: “Nonostante ci sia una forte componente di sentimento biblico, evangelico, la storia riflette anche sul fatto che quando si rompe un equilibrio qualcuno deve pagare il dazio. Ho voluto utilizzare la leva del sacro perché per tradizione la cultura contadina si appoggia ad esso, anche se poi nella prassi quotidiana lo contraddice”. In una storia declinata al femminile, la protagonista si muoverà tra più dimensioni, quella del sogno e quella della realtà, in un continuo andirivieni tra passato e presente.

La location del film “Gli agnelli possono pascolare in pace”

Prodotto dalla Draka production di Corrado Azzollini, con il contributo di Apulia film fund di Apulia film commission e Regione Puglia, e distribuito dalla Draka distribution, il film è stato girato principalmente a Molfetta. Nello specifico le riprese sono iniziate nel novembre 2022 e si sono svolte sia a Molfetta, sia in aree limitofre, tra cui il cimitero cittadino, la Chiesa del Purgatorio, il molo di Cala Sant’Andrea. Alcuni set sono stati allestiti anche a Bisceglie, presso Masseria Posta Santa Croce. “È una storia che mi ha subito conquistato – dichiara il produttore Corrado Azzollini – che ha la caratterizzazione dei luoghi del nostro amato Sud, dove è ambientata, ma che li travalica per divenire riflessione universale, poetica, lucida e a suo modo anche leggera sul limite rappresentato dal concetto di confine, sia esso territoriale, sociale o culturale”.

Il film “Gli agnelli possono pascolare in pace” racconta una storia vera?

La trama del film italiano non è ispirata direttamente a una storia realmente accaduta. Nonostante questo, però, il regista ha voluto offrire uno spaccato della società rurale italiana attraverso il “realismo magico” e la forza pervasiva del simbolo e del mito. “È un film che affronta una tematica urgente del nostro presente – dichiara il regista Beppe Cino – il tema del confine, su cui si scontrano tutti i popoli di ogni razza e da sempre”. Il regista, inoltre, ha spiegato anche il motivo del titolo: “Il titolo è ispirato alla sonata di Bach 208 “Le pecore possono pascolare in pace” ed è diventato Gli agnelli possono pascolare in pace a sottolineare come le vittime sacrificali per antonomasia possano crescere e trovare l’opportunità di un nuovo equilibrio”.

Il trailer del film

Il film italiano è uscito nelle sale cinematografiche pugliesi in anteprima nazionale il 21 marzo 2024 ed è disponibile nelle sale italiane a partire dall’11 aprile 2024.

Fonti: DrakaCinema, Instagram, ANSA