
Un fallimento condiviso è ciò che costringe Maggie e Rose a rivedersi dopo anni passati a evitarsi, nonostante siano sorelle. Una vive seguendo l’istinto, accumulando errori e fughe improvvise; l’altra ha costruito la propria vita sulla disciplina e sul controllo, trasformando ogni emozione in qualcosa da contenere. Quando Maggie si ritrova senza alternative, Rose accetta di ospitarla, ma quella convivenza (forzata) riapre tensioni mai elaborate.

È da questa frattura che parte Le sorelle perfette, appena inserito nel catalogo Netflix, una commedia drammatica che evita il sentimentalismo facile e usa il conflitto familiare come motore narrativo. Il punto più interessante, però, emerge quando il film smette di raccontare soltanto due sorelle incompatibili e introduce una figura rimasta fuori scena troppo a lungo: la nonna, custode involontaria di un passato che entrambe avevano imparato a ignorare. [TRAILER in fondo]
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- Titolo originale: Sisters
- Anno: 2015
- Lingua originale: Inglese
- Paese: Stati Uniti
- Genere: Commedia, commedia drammatica
- Durata: 118 minuti
- Regia: Jason Moore
- Sceneggiatura: Paula Pell
- Cast: Tina Fey, Amy Poehler, Maya Rudolph, Ike Barinholtz, John Cena, James Brolin
Due sorelle — la vivace e impulsiva Maggie e la metodica, introversa Rose — da anni non riescono a capirsi. Quando Maggie finisce nell’ennesimo guaio, Rose le offre un ultimo rifugio, ma la convivenza sfocia in un conflitto serio. Separate, provano a ricostruirsi la vita da zero e, inaspettatamente, scoprono segreti di famiglia legati a una nonna che non vedevano da tempo. L’incontro con lei costringe entrambe a fare i conti con il passato e con le proprie insicurezze. Un commedia drammatica su crescita, rivalità tra sorelle e sul percorso verso l’autoaccettazione.

Non è la solita commedia familiare
Molti film costruiti su conflitti familiari cercano rapidamente una riconciliazione emotiva. Le sorelle perfette sceglie invece una strada più instabile: lascia che Maggie (Tina Fey) e Rose (Amy Poehler) rimangano incompatibili per gran parte della storia, senza trasformare subito le differenze in occasione di crescita reciproca. È una scelta che cambia il tono del film e rende più credibili anche i momenti di avvicinamento. La presenza della nonna (interpretata da Dianne Wiest) diventa allora il vero elemento destabilizzante. Non come figura rassicurante o nostalgica, ma come persona che costringe entrambe a confrontarsi con ciò che la famiglia aveva rimosso. Il passato non entra nella storia come semplice spiegazione psicologica: diventa un peso concreto che modifica il presente delle protagoniste.
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In questo senso, Le sorelle perfette si avvicina più a certe commedie drammatiche (da cui la formula “dramedy“) indipendenti americane che alle classiche produzioni costruite attorno al conflitto familiare “da risolvere”. Il film sembra interessato soprattutto a osservare come due persone cresciute nella stessa casa possano costruire ricordi completamente diversi degli stessi eventi. L’aspetto più interessante del film è che la riconciliazione non viene trattata come un traguardo obbligatorio. Anche quando Maggie e Rose iniziano lentamente a riavvicinarsi, resta la sensazione che alcune fratture non possano essere cancellate del tutto. È qui che Le sorelle perfette trova una dimensione più amara e meno prevedibile rispetto ad altri titoli simili arrivati negli ultimi anni sulle piattaforme streaming.
Molte storie familiari usano i segreti del passato come semplice colpo di scena finale. Qui, invece, quei dettagli sembrano servire soprattutto a mostrare quanto sia fragile l’immagine che costruiamo delle persone con cui siamo cresciuti. E quando il film arriva alle sue battute finali, ciò che rimane non è tanto la soluzione del conflitto, quanto il dubbio su quanto del passato continui a definire chi siamo diventati.
Quando guardarlo su Netflix
Le sorelle perfette è disponibile su Netflix dal 19 maggio 2026.
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