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Un omicidio sulla spiaggia di Danzica e una madre che vuole giustizia: il crime polacco più visto su Netflix

03/06/2024 13:04 - Ultimo aggiornamento 21/05/2026 16:13
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Il corpo di una ragazza ritrovato sulla spiaggia. Una famiglia benestante, una madre giudice, un padre avvocato. E un procuratore che nota subito quello che gli altri preferirebbero non vedere: quel caso somiglia troppo a uno rimasto irrisolto quindici anni prima. I colori del male: Rosso (Kolory zła Czerwień) è il thriller polacco che ha battuto ogni record su Netflix, diventando uno dei film non anglofoni più visti sulla piattaforma. Il seguito, I colori del male: Nero, è già in lavorazione.

Adattamento dell’omonimo romanzo di Małgorzata Oliwia Sobczak – scrittrice i cui libri hanno superato le 750.000 copie vendute – il film è diretto da Adrian Panek e costruisce la sua tensione attorno a un intreccio di corruzione istituzionale, criminalità organizzata e verità che qualcuno vuole tenere sepolta. Un thriller crime che non si accontenta della superficie.

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Di cosa parla I colori del male: Rosso

Monika Bogucka era una ragazza brillante, benvoluta da tutti. Quando il suo corpo viene ritrovato mutilato su una spiaggia di Danzica, il procuratore Leopold Bilski sembra l’unico disposto a cercare davvero la verità. Alleato con Helena, la madre della vittima, si addentra in un mondo criminale più brutale di quanto si aspettasse. Il film – diretto da Adrian Panek e scritto insieme a Łukasz M. Maciejewski – costruisce la storia su due linee temporali parallele: l’indagine nel presente e la vita di Monika prima della morte. Un’architettura narrativa che richiede attenzione, ma che restituisce un ritratto complesso della vittima: non solo il corpo sulla spiaggia, ma la donna con le sue fragilità, le sue scelte e le pressioni esterne che l’hanno portata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Al centro del male c’è un antagonista costruito con cura chirurgica. Il film dedica molto spazio a mostrarne la mostruosità – forse troppo, secondo alcuni – ma ciò che colpisce davvero non è la violenza in sé, quanto il sistema che lo protegge: quante persone scelgono di tollerarlo, di guardare dall’altra parte, di lasciarlo operare. È lì che I colori del male: Rosso smette di essere un semplice thriller e diventa qualcosa di più scomodo.

E’ una storia vera?

I colori del male: Rosso non è ispirato a fatti realmente accaduti, ma è possibile ritrovare elementi comuni alla cronaca: a partire dall’omicidio di una giovane donna, vittima di femminicidio, fino alla rappresentazione di un sottobosco criminale fatto di droga, alcol e sesso. Il romanzo di Małgorzata Oliwia Sobczak da cui è tratto appartiene a una serie: il secondo capitolo è già diventato I colori del male: Nero, attualmente in produzione per Netflix.

Il film non pretende di dire qualcosa di nuovo sulla violenza sulle donne. Lo sa, e va avanti lo stesso – perché il punto è proprio questo: ricordare che nel 2024 certi crimini non sono storia antica. Panek e Maciejewski non si accontentano del caso singolo: mostrano il sistema che lo rende possibile, le istituzioni che proteggono chi ha una storia di abusi, gli uomini “di buona volontà” che non bastano a cambiare nulla. Helena non combatte solo per scoprire chi ha ucciso sua figlia. Combatte contro qualcosa di molto più grande e molto più difficile da processare.
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Cast e personaggi

Jakub Gierszal interpreta il procuratore Leopold Bilski. Nato nel 1988, Gierszal è uno dei volti più riconoscibili del cinema polacco contemporaneo: ha esordito con All That I Love – Tutto ciò che amo e Sala samobójców di Jan Komasa, ha vinto lo Shooting Stars Award al Festival di Berlino 2012 come uno dei dieci attori europei più promettenti, e ha lavorato con Agnieszka Holland in Spoor. Il suo Bilski è un uomo mosso da una logica propria – non sempre comoda per chi lo circonda.

Maja Ostaszewska è Helena Bogucka, la madre di Monika. Veterana del cinema polacco, Ostaszewska è apparsa in un piccolo ruolo in Schindler’s List prima di affermarsi come protagonista: il suo ruolo in The Haven (1998) le è valso il premio come migliore attrice al Festival del Cinema Polacco. Nel film rappresenta il motore emotivo dell’indagine – il dolore che non si rassegna.

Zofia Jastrzębska è Monika Bogucka, la vittima. Nel cast anche Andrzej Konopka, Przemysław Bluszcz, Andrzej Zieliński, Wojciech Zieliński, Jan Wieteska e Kagga Jayson.

“Il colore del male: Rosso” racconta una storia vera?

Seppur il film non sia ispirato a fatti realmente accaduti, è possibile ritrovare alcuni elementi comuni ai fatti di cronaca. A partire proprio dall’omicidio della giovane ragazza, vittima di femminicidio. Inoltre la storia lascia emergere anche un’altra faccia della società, caratterizzata dalla criminalità organizzata, dal traffico di droghe illegali, alcol e sesso. Si ricorda inoltre che la trama trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Małgorzata Oliwia. (Continua a leggere dopo la foto)

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Recensione

Il cuore del male ha un colore ed è il rosso. Il film polacco prova a scardinare gli stereotipi di genere, scavalcando anche il tipico ritmo del thriller. Peccato solo che la narrazione possa apparire ai più lenta e faticosa proprio nei passaggi di trama dove sarebbe richiesta maggiore acutezza. In ogni caso ci pensa la colonna sonora di Bartosz Chajdecki ad amplificare la tensione e ricordare che l’empatia del pubblico è un ingrediente essenziale per comprendere la psicologia di ogni singolo personaggio. Su Rotten Tomatoes il film raggiunge l’80% di Tomatometer su 5 recensioni professionali e il 55% di Popcornmeter. Tra i commenti: “è strutturalmente valido come thriller e include buone interpretazioni, ma i colori primari della trama svaniscono troppo presto perché la suspense possa davvero svilupparsi”; e ancora: “racconta una storia che colpisce duramente quando la narrazione viene messa a nudo”.

Vale la pena guardarlo?

Sì, con qualche riserva. I colori del male: Rosso è un thriller solido, con una Danzica che non fa da sfondo ma da personaggio, e un ritratto della vittima che va ben oltre il corpo sulla spiaggia. Maja Ostaszewska è il cuore emotivo del film, e il villain è costruito con una precisione che disturba nel modo giusto. La struttura su due linee temporali non è sempre gestita con chiarezza e certi eccessi visivi possono pesare – ma se hai lo stomaco per la sua brutalità, la storia vale.

GUARDA I COLORI DEL MALE: ROSSO SU NETFLIX

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Il trailer

Eliana Masulli

Eliana Masulli

Eliana Masulli, docente di Storia del cinema e Sceneggiatura all'Accademia delle Belle Arti a Viterbo, storyteller e content curator. Da sempre appassionata al mondo dell'arte e della comunicazione a 360°View Author posts