
Completi sartoriali, locali pieni di fumo, automobili d’epoca e una città illuminata dai neon fanno da cornice a un crime dal ritmo sostenuto, costruito come un incontro tra il classico cinema noir e l’azione contemporanea. La ricostruzione visiva, le sparatorie spettacolari e un gruppo di interpreti di primo piano trasformano il film in un viaggio adrenalinico dentro un’America nella quale il confine tra giustizia e violenza appare sempre più difficile da riconoscere.

Il titolo è “Gangster Squad”, lungometraggio statunitense del 2013, diretto da Ruben Fleischer, dura circa un’ora e 53 minuti e combina azione, dramma criminale, ricostruzione storica e atmosfere neo-noir. Non si tratta di una produzione originale Netflix, ma di un film distribuito da Warner Bros. Pictures e tratto dal lavoro giornalistico di Paul Lieberman. La pellicola è consigliata soprattutto a chi ama i racconti dedicati alla criminalità organizzata, alle unità di polizia clandestine e alle grandi città dominate dalla corruzione. [TRAILER in fondo]
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La trama di “Gangster Squad”
La storia è ambientata nella Los Angeles del 1949, una città in piena espansione nella quale il mondo del cinema, gli affari e la criminalità convivono dietro una facciata scintillante. A controllare gran parte delle attività illegali è Mickey Cohen, ex pugile diventato un potente boss. Droga, prostituzione, gioco d’azzardo e scommesse alimentano il suo impero, protetto da uomini armati, funzionari corrotti e personalità politiche disposte a chiudere gli occhi. La polizia ordinaria sembra incapace di contrastarlo. I testimoni vengono intimiditi, le prove scompaiono e gli arresti si concludono spesso senza conseguenze. Per questo il capo della polizia Bill Parker decide di ricorrere a un metodo molto diverso da quelli tradizionali.
Josh Brolin e Ryan Gosling guidano il cast
Il sergente John O’Mara è interpretato da Josh Brolin, che costruisce un personaggio diretto, determinato e poco disposto ad accettare compromessi. Veterano di guerra, O’Mara osserva il controllo esercitato dalla criminalità sulla città come una nuova battaglia da combattere. La sua convinzione assoluta rappresenta però anche un elemento problematico. Nel tentativo di difendere la legge, il sergente autorizza azioni che quella stessa legge non consentirebbe. Il personaggio incarna quindi il principale interrogativo morale del film: fino a dove può spingersi un poliziotto per fermare un criminale? Accanto a lui, Ryan Gosling offre al racconto un tono più ironico e disincantato. Il contrasto tra l’intransigenza di O’Mara e l’apparente leggerezza di Wooters diventa uno degli elementi più efficaci della squadra.
Sean Penn è Mickey Cohen
Il ruolo del principale antagonista è affidato a Sean Penn, trasformato attraverso trucco, postura e voce in un boss aggressivo, imprevedibile e ossessionato dal controllo. Il suo Mickey Cohen non desidera soltanto accumulare denaro. Vuole essere riconosciuto come il padrone assoluto di Los Angeles, una città che considera diversa dalle tradizionali capitali criminali della costa orientale. Penn sceglie un’interpretazione deliberatamente estrema. Il personaggio parla, reagisce e si muove come una figura uscita da un fumetto noir, contribuendo al tono pulp e spettacolare dell’intera produzione.

Emma Stone e gli altri protagonisti
Emma Stone interpreta Grace Faraday, donna coinvolta nel mondo di Cohen ma desiderosa di sottrarsi al suo controllo. Il personaggio si muove tra paura, fascino e bisogno di libertà , diventando il collegamento più delicato tra il boss e Jerry Wooters. Nel cast figura anche Nick Nolte nei panni del capo della polizia Bill Parker. La squadra comprende inoltre Anthony Mackie, Giovanni Ribisi, Robert Patrick e Michael Peña, rispettivamente interpreti di Coleman Harris, Conwell Keeler, Max Kennard e Navidad Ramirez. Completano il gruppo Mireille Enos, Sullivan Stapleton, Holt McCallany e Frank Grillo. La struttura corale permette al film di riunire figure molto diverse, anche se non tutti i personaggi ricevono lo stesso livello di approfondimento.
La regia di Ruben Fleischer
La regia è firmata da Ruben Fleischer, mentre la sceneggiatura è stata scritta da Will Beall. La produzione è stata curata da Dan Lin, Kevin McCormick e Michael Tadross, con il coinvolgimento di Warner Bros. e Lin Pictures. Fleischer evita di realizzare un gangster movie realistico e riflessivo. Preferisce costruire un’opera veloce, fisica e fortemente stilizzata, nella quale le sparatorie, gli inseguimenti e le incursioni clandestine occupano uno spazio centrale. La Los Angeles del dopoguerra viene mostrata attraverso colori intensi, locali notturni, armi automatiche e costumi ricercati. Il risultato ricorda più un fumetto criminale o un western urbano che una rigorosa ricostruzione storica.
- Titolo originale: Gangster Squad
- Formato: film di circa 113 minuti, senza episodi
- Genere: azione, crime, gangster e neo-noir
- Paese di produzione: Stati Uniti
- Lingua originale: inglese
- Sceneggiatura: Will Beall, dal libro di Paul Lieberman
- Regia: Ruben Fleischer
- Produzione: Warner Bros. Pictures, Lin Pictures e Village Roadshow Pictures
- Cast principale: Josh Brolin, Ryan Gosling, Sean Penn, Emma Stone, Nick Nolte, Anthony Mackie, Giovanni Ribisi, Robert Patrick e Michael Peña.
“Gangster Squad” è ispirato a una storia vera?
Sì, il film parte da personaggi ed eventi realmente esistiti, ma modifica profondamente diversi aspetti della vicenda. Il punto di riferimento è il libro di Paul Lieberman, nato dalla serie di articoli “Tales from the Gangster Squad” pubblicata sul Los Angeles Times. La vera Gangster Squad venne costituita nel 1946 all’interno del dipartimento di polizia di Los Angeles. Era formata inizialmente da otto uomini che operavano in maniera riservata, senza un ufficio ufficiale e con il compito di contrastare l’espansione della criminalità organizzata nella città . Lieberman ricostruì quella storia attraverso documenti e numerose interviste con i membri sopravvissuti dell’unità . Tra le figure centrali comparivano realmente Jack O’Mara e Jerry Wooters, diventati nel film John O’Mara e Jerry Wooters.

Il giudizio della critica
L’accoglienza della critica fu piuttosto fredda. Su Rotten Tomatoes il film registra il 30% di recensioni professionali positive, mentre il gradimento del pubblico raggiunge il 57%. Metacritic gli assegna invece un punteggio di 40 su 100, corrispondente a valutazioni miste o nella media. Tra gli elementi maggiormente apprezzati figurano il cast, i costumi, le scenografie e l’atmosfera della Los Angeles degli anni Quaranta. L’estetica è ricca e riconoscibile, mentre diverse sequenze d’azione riescono a mantenere alto il ritmo. Le critiche principali riguardano invece una sceneggiatura considerata poco profonda, personaggi secondari non sufficientemente sviluppati e un ricorso eccessivo alla violenza. Secondo il consenso raccolto da Rotten Tomatoes, il film possiede stile e interpreti importanti, ma non sfrutta pienamente il proprio potenziale.
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Quando vedere “Gangster Squad” su Netflix
Disponibile nuovamente su Netflix Italia dall’agosto 2026, “Gangster Squad” offre quasi due ore di sparatorie, intrighi e fascino noir. Una storia ispirata alla realtà , ma trasformata in un racconto nel quale la lotta per salvare una città assume le forme di una guerra senza distintivi e senza garanzie.

