
Vent’anni dopo l’uscita al cinema, Kevin Costner torna a conquistare l’attenzione degli spettatori Netflix con un film che racconta il coraggio di chi rischia la propria vita per salvarne altre. Oggi al terzo posto nella Top 10 italiana, questo intenso dramma ambientato tra le acque più pericolose del mondo riporta sullo schermo una delle interpretazioni più tormentate dell’attore americano.

Diretto da Andrew Davis, già regista del celebre Il fuggitivo, The Guardian – Salvataggio in mare è un dramma d’azione che affianca Costner ad Ashton Kutcher, allora conosciuto soprattutto per i suoi ruoli brillanti. Dietro le spettacolari operazioni di soccorso della Guardia Costiera americana si nasconde una storia di senso di colpa, sacrificio e redenzione, costruita attorno allo scontro tra un veterano che non riesce a dimenticare il passato e un giovane convinto di non avere nulla da imparare. Ma in mare, dove anche una decisione presa in pochi secondi può costare una vita. Il talento da solo non basta. [TRAILER in fondo]
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Di cosa parla The Guardian – Salvataggio in mare
Ben Randall e Jake Fischer sono personaggi di finzione, ma il contesto nel quale si muovono è ispirato al lavoro autentico degli aerosoccorritori della United States Coast Guard, uomini e donne addestrati a intervenire in condizioni meteorologiche e ambientali estremamente pericolose. Ben Randall (Kevin Costner) è una leggenda della Guardia Costiera degli Stati Uniti. Ha trascorso gran parte della propria vita affrontando tempeste, onde gigantesche e condizioni impossibili pur di riportare a casa uomini e donne dispersi in mare. Ma dietro la reputazione di soccorritore infallibile si nasconde un uomo profondamente ferito. Il matrimonio è ormai in crisi e una missione conclusasi tragicamente, nella quale ha perso i suoi compagni, lo ha lasciato schiacciato dal senso di colpa. Costretto ad abbandonare temporaneamente il servizio operativo, accetta con riluttanza un incarico come istruttore presso una scuola di addestramento per aerosoccorritori.
Qui incontra Jake Fischer (Ashton Kutcher), un giovane nuotatore di straordinario talento, ambizioso, arrogante e convinto che le proprie capacità fisiche siano sufficienti per diventare il migliore. Tra i due nasce immediatamente uno scontro: Randall pretende disciplina, resistenza e soprattutto la capacità di mettere la vita degli altri davanti alla propria, mentre Jake fatica ad accettare l’autorità di un uomo che considera appartenente al passato. L’addestramento diventa così una battaglia psicologica, nella quale maestro e allievo saranno costretti a confrontarsi con le proprie debolezze. E quando arriverà il momento di affrontare il mare aperto, entrambi scopriranno che il coraggio non consiste soltanto nel rischiare la vita.
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Il cast e i personaggi
A dominare il film è Kevin Costner, che interpreta Ben Randall, un soccorritore esperto e rispettato, ma incapace di liberarsi dal peso delle vite che non è riuscito a salvare. Premio Oscar per Balla coi lupi, Costner aveva già dimostrato la propria capacità di incarnare figure maschili segnate dal conflitto tra responsabilità pubbliche e fragilità private in film come Uno di noi, Gli intoccabili, JFK – Un caso ancora aperto e Le parole che non ti ho detto. Negli anni successivi avrebbe ritrovato una straordinaria popolarità televisiva grazie a Yellowstone, nei panni del patriarca John Dutton. In The Guardian offre un’interpretazione trattenuta, costruita più sugli sguardi e sulla stanchezza del personaggio che sulle grandi dichiarazioni eroiche.
Al suo fianco troviamo Ashton Kutcher, che veste i panni di Jake Fischer, giovane aspirante soccorritore dotato di talento eccezionale ma ancora incapace di comprendere il significato della responsabilità. All’epoca Kutcher era soprattutto il volto della sitcom That ’70s Show e di commedie come Fatti, strafatti e strafighe e Indovina chi. Il film rappresenta quindi un’occasione per misurarsi con un personaggio più drammatico. Il pubblico Netflix lo conosce anche per la serie The Ranch e per la commedia romantica Da me o da te, interpretata insieme a Reese Witherspoon.
Sela Ward, attrice premiata con due Emmy e conosciuta per serie come Le sorelle perfette e Once and Again, interpreta Helen Randall, la moglie di Ben. Il suo personaggio rappresenta il prezzo che la dedizione assoluta al lavoro può imporre agli affetti più importanti. Melissa Sagemiller, già apparsa in Soul Survivors e successivamente nella serie Law & Order: Unità vittime speciali, è Emily Thomas, la giovane insegnante che entra nella vita di Jake durante l’addestramento.
Completano il cast Clancy Brown, indimenticabile capitano Hadley di Le ali della libertà, qui nel ruolo del capitano William Hadley, e Omari Hardwick, che interpreta Carl Billings. Quest’ultimo sarebbe diventato particolarmente popolare grazie al ruolo di James “Ghost” St. Patrick nella serie Power e avrebbe poi recitato anche nel film Netflix Army of the Dead. Tra gli altri interpreti figurano Neal McDonough, Brian Geraghty, John Heard e Dulé Hill, noto soprattutto per West Wing – Tutti gli uomini del Presidente e Psych.

Chi è Andrew Davis
Andrew Davis è uno dei registi che hanno contribuito a definire il cinema d’azione americano tra gli anni Ottanta e Novanta. Il suo nome resta legato soprattutto a Il fuggitivo, il thriller del 1993 con Harrison Ford e Tommy Lee Jones, candidato a sette premi Oscar, tra cui quello per il miglior film. Prima aveva diretto Steven Seagal in Nico e Trappola in alto mare, mentre nel 1996 aveva firmato Reazione a catena, con Keanu Reeves e Morgan Freeman.
In The Guardian Davis ritrova alcuni elementi caratteristici del suo cinema: professionisti sottoposti a pressioni estreme, ambienti ostili e personaggi costretti a prendere decisioni morali in situazioni di pericolo. Ma questa volta l’azione non è costruita attorno a un inseguimento o a uno scontro tra antagonisti. Il nemico è il mare, una forza indifferente al coraggio degli uomini. Il regista alterna così la spettacolarità delle sequenze di salvataggio alla dimensione più intima del rapporto tra Randall e Fischer, facendo della trasmissione dell’esperienza il vero centro emotivo del racconto.

Come sono state girate le scene più spettacolari
Uno degli aspetti più interessanti di The Guardian riguarda la realizzazione delle spettacolari sequenze di soccorso, ambientate in condizioni meteorologiche estreme. Per riprodurre la violenza dell’oceano, la produzione utilizzò un’enorme vasca d’acqua e un complesso sistema di effetti speciali, combinando riprese dal vivo e interventi digitali. Le onde, gli spruzzi e le tempeste che investono gli attori furono ricreati attraverso tecniche pensate per restituire la sensazione di trovarsi realmente in mezzo a un mare in burrasca. Le riprese coinvolsero diverse località degli Stati Uniti, tra cui Alaska, California, Oregon e Louisiana. Il film si avvalse inoltre della collaborazione della Guardia Costiera americana, un contributo importante per rappresentare procedure, attrezzature e addestramento dei soccorritori. Tra le comparse figura anche Mark Gangloff, nuotatore statunitense che aveva conquistato una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene del 2004.
Pubblico e critica sono divisi
Il destino critico di The Guardian – Salvataggio in mare è piuttosto curioso. Il film di Andrew Davis non ottenne un’accoglienza particolarmente calorosa alla sua uscita, ma riuscì comunque a costruirsi un pubblico affezionato. Su Rotten Tomatoes registra appena il 37% di recensioni positive da parte della critica, contro un ben più convincente 80% di gradimento degli spettatori. Anche su IMDb il giudizio è discreto, con una valutazione di 6,9 su 10. Una distanza significativa, che racconta due modi molto diversi di avvicinarsi allo stesso film.
Le principali riserve dei recensori riguardano soprattutto la prevedibilità della sceneggiatura, l’abbondanza di situazioni già viste nel cinema americano e una durata di 139 minuti che tende ad appesantire alcuni passaggi. Il rapporto tra l’istruttore severo e l’allievo ribelle segue uno schema narrativo familiare, mentre certe svolte emotive vengono sottolineate con eccessiva insistenza. Eppure, proprio dove la critica individua i limiti del film, una parte consistente del pubblico trova i suoi punti di forza: l’intensità dei salvataggi, il carisma di Kevin Costner e una storia di sacrificio capace di coinvolgere emotivamente.

Perché vale la pena guardare The Guardian
Più che un semplice dramma d’azione, The Guardian è un melodramma sull’eroismo e sul peso delle responsabilità. Andrew Davis utilizza le missioni di soccorso come cornice spettacolare, ma il cuore della storia è altrove: nel rapporto tra due uomini che devono imparare a convivere con i propri fallimenti. Kevin Costner è particolarmente convincente nel restituire la stanchezza morale di un professionista che ha dedicato tutto agli altri, mentre Ashton Kutcher, pur con qualche rigidità interpretativa, riesce a rendere credibile la trasformazione del giovane Jake.
- Titolo originale: The Guardian
- Anno: 2006
- Durata: 139 minuti
- Paese di produzione: Stati Uniti
- Lingua originale: Inglese
- Regia: Andrew Davis
- Cast principale: Kevin Costner, Ashton Kutcher, Sela Ward, Melissa Sagemiller, Clancy Brown, Omari Hardwick
Quando guardare The Guardian su Netflix
The Guardian – Salvataggio in mare è attualmente disponibile nel catalogo Netflix Italia.
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