
A scuola c’è un musical da preparare, prove da affrontare e quell’età in cui ogni cosa sembra avere un peso enorme. Ma per la protagonista di Don’t Say Good Luck la normale confusione dell’adolescenza si scontra con qualcosa di molto più serio: la malattia della madre e gli equilibri di una famiglia costretta a cambiare. È da questa premessa che parte il nuovo teen drama in arrivo su Netflix questa settimana, una storia di formazione che prova a tenere insieme commedia, musica e un passaggio familiare doloroso. Dietro il progetto c’è anche Adam Sandler, qui in veste di produttore.

Don’t Say Good Luck usa il musical scolastico come sfondo per raccontare qualcosa di più ampio: l’adolescenza, la paura di ciò che non possiamo controllare e il modo in cui una famiglia prova a ritrovare il proprio equilibrio. Il tono alterna leggerezza e passaggi più emotivi, mentre il palcoscenico diventa parte del percorso della protagonista. A interpretarla è Sunny Sandler, figlia di Adam Sandler, alla sua prima prova da protagonista assoluta. Ecco tutto ciò che sappiamo su Don’t Say Good Luck prima dell’uscita. Il trailer è in fondo all’articolo.
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Don’t Say Good Luck – tutte le info chiave
- Titolo: Don’t Say Good Luck
- Formato: Film
- Durata: circa 95 minuti
- Genere: Teen Drama
- Regia: Julia Hart
- Cast principale: Sunny Sandler, Melanie Lynskey, Max Greenfield, Steve Buscemi
- Produzione: Happy Madison Productions
- Disponibile su Netflix dal: 14 agosto 2026
- Classificazione per età: 13+
Di cosa parla Don’t Say Good Luck
Al centro della vicenda c’è Sophie Birenbaum (Sunny Sandler), una studentessa appassionata di teatro che si prepara a sostenere il provino più importante della propria giovane vita. La ragazza ottiene il ruolo principale nel musical della scuola, coronando un desiderio coltivato attraverso prove e sacrifici. Proprio quando dovrebbe concentrarsi sullo spettacolo, però, scopre che il tumore della madre è tornato. Sophie apprende la notizia nel peggiore dei modi, ascoltando per errore una conversazione tra i genitori poco prima dell’audizione. È costretta così a salire sul palco mentre cerca ancora di comprendere la gravità di ciò che ha appena sentito.

Da quel momento, l’entusiasmo per il ruolo si scontra con paura, rabbia e senso di impotenza. La ragazza vorrebbe continuare a vivere le normali esperienze della propria età, ma la situazione familiare modifica improvvisamente il modo in cui osserva il futuro. Il musical, le amicizie e un possibile sentimento romantico continuano a occupare le sue giornate. Dietro ogni prova, però, rimane la consapevolezza che la vita fuori dal teatro non può essere controllata attraverso un copione.
Don’t Say Good Luck – Cast e personaggi
- Sunny Sandler interpreta Sophie Birenbaum, la protagonista. Figlia di Adam Sandler, ha già lavorato in alcuni film del padre come Grown Ups e Hubie Halloween, ma qui affronta per la prima volta un ruolo da protagonista assoluta, portando sulle spalle sia la parte teatrale che quella emotiva della storia.
- Melanie Lynskey è Elizabeth, la madre di Sophie. Attrice candidata all’Emmy per Yellowjackets, nel film è il personaggio attorno a cui ruota la crisi familiare, gestita con un registro che evita volutamente la retorica.
- Max Greenfield, noto soprattutto per New Girl, interpreta Ted, il padre di Sophie, chiamato a tenere insieme la famiglia mentre tutto intorno vacilla.
- Steve Buscemi, tra i volti più riconoscibili del cinema indipendente americano grazie a titoli come Fargo e Boardwalk Empire, veste i panni del nonno Dale, presenza che alleggerisce i momenti più pesanti della trama.

“Don’t Say Good Luck” è ispirato a una storia vera?
Sì, il film nasce da un’esperienza realmente vissuta, anche se non deve essere considerato una ricostruzione perfettamente fedele. Laura Hankin ha scritto la prima versione della sceneggiatura partendo dal periodo in cui ottenne il ruolo principale nel musical della propria scuola proprio mentre il tumore della madre si manifestava nuovamente.
Julia Hart e Jordan Horowitz hanno poi collaborato alla riscrittura, trasformando quell’esperienza personale in una storia cinematografica dotata di personaggi e situazioni parzialmente rielaborati. Sophie non coincide quindi completamente con Hankin e alcune dinamiche sono state adattate. Il nucleo emotivo, però, deriva direttamente da un’adolescenza vissuta tra entusiasmo artistico e paura familiare. La natura autobiografica spiega anche perché il film sembri voler evitare facili messaggi motivazionali. L’arte non cancella la sofferenza, ma può aiutare a darle una forma, una voce e uno spazio condiviso.
Una produzione legata alla famiglia Sandler
Tra i produttori figurano Adam Sandler e Jackie Sandler, genitori della protagonista, insieme a Jordan Horowitz, Brian Kavanaugh-Jones e Fred Berger. Il progetto nasce quindi anche all’interno di una collaborazione familiare. Julia Hart lavora abitualmente con il marito Jordan Horowitz, mentre i Sandler hanno partecipato insieme a numerosi film nel corso degli anni. Diversi familiari delle persone coinvolte nella produzione sono apparsi inoltre come comparse, mentre il negozio della famiglia Birenbaum è stato decorato con fotografie reali appartenenti a membri del cast e della troupe. Questo coinvolgimento contribuisce a dare al progetto un’atmosfera intima. Dietro una storia segnata dalla paura rimane infatti l’idea che famiglia e comunità possano diventare una forma di sostegno.
Quando esce su Netflix
Don’t Say Good Luck è disponibile su Netflix dal 14 agosto 2026. ► GUARDA DON’T SAY GOOD LUCK SU NETFLIX

