
Un classico della televisione americana è pronto a rinascere: l’indimenticabile saga ispirata ai romanzi autobiografici di Laura Ingalls Wilder, torna in una nuova veste grazie a Netflix. Negli anni Ottanta si parlava di “telefilm”, termine oramai desueto, e anche in Italia La Casa nella Prateria era uno dei più amati.

La curiosità, dunque, è tanta. E quello che si prospetta è tutt’altro che un semplice esercizio nostalgico. Le riprese del reboot sono ufficialmente terminate in Canada. Ora, vediamo tutto quello che già sappiamo sulla ambiziosa produzione
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Il reboot sarà composto da otto episodi – sarà, dunque, una miniserie – e viene descritto come “Un dramma familiare intriso di speranza, un’epica storia di sopravvivenza e una cronaca delle origini del West americano”, come leggiamo sul sito partner di Netflix, TUDUM. Un equilibrio delicato tra tradizione e contemporaneità, che intende onorare il cuore emotivo della serie originale rendendolo accessibile a un pubblico nuovo, più esigente e più consapevole.
Torna la famiglia Ingalls: gli interpreti
Il cast principale della nuova serie reboot di La casa nella prateria è composto da volti giovani e talentuosi insieme ad attori con esperienza in cinema e serie TV. Alice Halsey interpreta Laura Ingalls, la protagonista: una giovane curiosa, coraggiosa e pronta ad affrontare le sfide della vita pionieristica; Halsey ha già lavorato in Lezioni di chimica, Days of Our Lives e nella serie animata Kindergarten: The Musical, dimostrando versatilità tra dramma e commedia in ruoli di ragazza vivace e riflessiva.
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Nei panni di Mary Ingalls, la sorella maggiore di Laura, c’è Skywalker Hughes, giovane attrice canadese-americana nota per la sua interpretazione nella serie Joe Pickett e presente anche nel film Il miracolo di Sharon accanto a Hilary Swank; Hughes porta al personaggio una presenza forte e sensibile, bilanciando maturità e empatia.
Il ruolo del patriarca Charles Ingalls è affidato a Luke Bracey, attore australiano con una solida carriera alle spalle che include film come Holidate e Elvis (2022), oltre a thriller e ruoli drammatici; la sua esperienza cinematografica aggiunge carisma e profondità al capofamiglia.
Accanto a lui, Crosby Fitzgerald interpreta Caroline Ingalls, la madre amorevole e tenace: Fitzgerald è apparsa in serie come Abbott Elementary, The First Lady e Palm Royale, mostrando una gamma interpretativa che spazia dal dramma alla commedia.
La serie include anche altri interpreti di rilievo: Jocko Sims (come il Dottor George Tann, un medico reale che appare nei libri), Warren Christie (John Edwards), Wren Zhawenim Gotts (Good Eagle), Meegwun Fairbrother (Mitchell) e Alyssa Wapanatahk (White Sun), che arricchiscono il cast con ruoli legati alla comunità e alle storie di frontiera, riflettendo una narrazione più inclusiva e multiculturale rispetto alla versione originale.

La storia vera di Laura Ingalls
La vera Laura Elizabeth Ingalls Wilder era nata il 7 febbraio 1867 nella Contea di Pepin, in Wisconsin, da Charles Phillip Ingalls e Caroline Lake Ingalls. Era la seconda di cinque figli: Mary, poi diventata cieca, Laura, Caroline detta Carrie, Freddy, morto a nove mesi, e Grace. Nella serie di romanzi “La piccola casa nella prateria”, la scrittrice aveva raccontato molti dettagli della sua infanzia e adolescenza, nonché gli spostamenti con la sua famiglia nel Midwest degli Stati Uniti. Sicché, possiamo parlare di una storia vera.
Una nuova idea di Frontiera
Ciò che distingue questa nuova versione di La Casa nella Prateria è l’intento esplicito di superare lo sguardo limitato del passato, aprendo la narrazione a prospettive più ricche e rappresentative. Accanto agli Ingalls, incontreremo la famiglia di Mitchell (Meegwun Fairbrother), composta da White Sun (Alyssa Wapanatǎhk), dalla giovane artista Good Eagle (Wren Zhawenim Gotts) e dallo spirito ribelle di Little Puma (Xander Cole). Nel cast troviamo anche Warren Christie (The Watchful Eye) nei panni di John Edwards, veterano della Guerra Civile dal fascino magnetico.

Un ampliamento che sottolinea la volontà dei creatori di rileggere la storia americana attraverso un prisma più complesso e inclusivo, senza rinunciare alla forza del racconto originale. La serie si propone così come un racconto corale che abbraccia le storie delle comunità indigene, afroamericane e di tutti coloro che la storia ha spesso relegato ai margini. In questo contesto si inserisce il personaggio del dottor George Tann, interpretato da Jocko Sims (New Amsterdam), ispirato alla figura reale di un medico afroamericano che salvò la famiglia Ingalls durante un’epidemia di malaria.
La visione dietro le quinte è altrettanto ambiziosa. Alla guida del progetto troviamo Rebecca Sonnenshine, già acclamata per The Boys e The Vampire Diaries, in qualità di showrunner. Con lei, una squadra di produzione che unisce esperienza e passione: Trip Friendly (figlio dello storico produttore Ed Friendly), Joy Gorman Wettels, Dana Fox e Susanna Fogel. La regia del primo episodio è affidata all’eleganza visiva di Sarah Adina Smith (Hanna, Lezioni di chimica).

Il ritorno de La Casa nella Prateria non è solo un’operazione revival: è un progetto che rilegge l’identità americana con occhi nuovi, capace di emozionare chi ha amato la serie originale e di conquistare chi non l’ha mai vista. Una narrazione che unisce la delicatezza dei legami familiari all’epica delle grandi migrazioni e dei sogni pionieristici, ma con una coscienza moderna e urgente. Il passato non cambia, ma il modo in cui lo raccontiamo sì, dunque.
Quando esce su Netflix La casa nella prateria
Al momento non c’è una data di uscita ufficiale su Netflix per La casa nella prateria (il reboot della celebre serie Little House on the Prairie). Netflix ha annunciato il nuovo adattamento e la produzione è in corso, ma non è ancora stato confermato quando debutterà sulla piattaforma. Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook per ulteriori novità.

