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Il successo di Baby Reindeer: storia vera di una stalker, tra amore e ossessione

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15/04/2024 10:38 - Ultimo aggiornamento 13/05/2024 20:05

Serie TV – True Crime. Amore, sesso, ossessione, e identità: la miniserie “Baby Reindeer “da settimane è al numero uno della classifica Top 10 di Netflix. La vera storia di uno stalking in una miniserie senza censure che emoziona e coinvolge. Se siete appassionati di true story che lasciano il segno la miniserie Netflix “Baby Reindeer” fa al caso vostro. La serie è il frutto dell’ingegno di Richard Gadd, attore, scrittore e comico che ha trasformato il suo pluripremiato spettacolo personale Edinburgh Fringe in una miniserie per Netflix composta da 7 episodi – indicati da Netflix come vietati ai minori di 18 anni – che ha da subito catturato l’attenzione del pubblico. Da non crederci, eppure, pochi sanno che la trama è basata su una storia vera che ha terrorizzato Richard Gadd. Infatti la trama segue l’ossessione di una donna nei confronti dell’attore, dopo che le aveva gentilmente offerto una tazza di tè in un pub. (Continua a leggere dopo la foto).

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La trama della miniserie “Baby Reindeer”

Questa storia vera di stalking, vissuta da Richard Gadd stesso, è stata trasformata in un’opera teatrale prima di diventare una miniserie televisiva. La serie affronta in modo crudo e realistico il tema dello stalking, mostrando quanto sia difficile per le vittime uscire da una spirale di ossessione mascherata da sentimento. Richard Gadd ha avuto l’intuizione dopo aver vissuto in prima persona gli effetti tossici che ha avuto su di lui la conoscenza di una donna in un pub. Tratta dal premiato one man show che ha fatto furore al Fringe Festival di Edimburgo, Baby Reindeer segue la storia del comico fallito Donny Dunn (Richard Gadd) e la sua stalker. Tutto ha avuto inizio da una tazza di tè offerta per gentilezza a una donna. Da quel momento l’attore è stato inondato di migliaia di messaggi, e-mail, tweet e persino visite fuori dalla sua abitazione.
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Nonostante i tentativi di rivolgersi alla polizia, Richard Gadd non si è mai sentito al sicuro. La miniserie mette in evidenza anche le difficoltà del sistema burocratico nel gestire casi di stalking. La trama affronta questo delicato tema sociale senza drammatizzazioni nè stereotipi: “In un modo strano, ho iniziato a pensare che questa potesse essere una bella storia durante l’intero calvario stesso”, ha detto Gadd a Netflix.

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Il cast della miniserie “Baby Reindeer”

Diretta da Weronika Tofilska e Joseephine Bornebusch, la miniserie Baby Reindeer è disponibile sul catalogo Netflix a partire dall’11 aprile 2024 e vede anche la partecipazione degli attori Jessica Gunning nei panni della stalker di Donny. Jessica Gunning è nota al pubblico per la commedia della BBC di Stephen Merchant The Outlaws e per aver preso parte alla sitcom di Channel 4 Back con Robert Webb e David Mitchell, Law and Order: UK. Presenti anche Nava Mau (Waking Hour) nei panni della terapista americana che incontra Donny attraverso un sito di incontri: “Quando stavo leggendo la sceneggiatura, mi è sembrato di leggere per la prima volta un personaggio scritto da qualcuno che aveva effettivamente conosciuto e amato una donna trans“, ha detto Mau, che è una donna trans. “Ed è stato un onore anche solo poter leggere la sceneggiatura e apprendere la vulnerabilità di Richard. C’è una luce che penso scaturisce da quel tipo di vulnerabilità, e quindi tutti i personaggi della storia sono proiettati in quella luce“. E nel cast, presente anche Tom Goodman-Hill nel ruolo di Darrien. Nei panni del protagonista Donny vittima di stalking, l’attore Richard Gadd, noto per i ruoli nella commedia Code 404 con Stephen Graham e Daniel Mays e nel thriller della BBC Clique.
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Completano il cast:

Richard Gadd: Donny Dunn
Jessica Gunning: Martha
Nava Mau: Teri
Tom Goodman-Hill: Darrien
Danny Kirrane: Gino
Hugh Coles
Chloe Driver
Jamie Michie: Harris
Daniel Fearn
Joe Bone: Joe
Charlie Bentley
Guy Robbins
Nicholas McCluskey
Nicol Shaw

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La recensione della miniserie “Baby Reindeer”

Come accennato, la miniserie “Baby Reindeer” racconta una vera storia di stalking, attraverso un approccio che gioca tra il genere thriller a quello del black humor. La miniserie è un’opera che sembra voler sfidare i tabù, esplorando la complessità delle relazioni umane e mettendo in evidenza l’importanza della comprensione e dell’empatia nel nostro modo di interagire con gli altri. Nel corso della miniserie ogni personaggio commette un errore, manifestando l’immagine di un’umanità imperfetta che proprio per questo motivo non dovrebbe andare incontro a giudizi troppo severi. Ogni scelta dei personaggi viene messa in relazione alle conseguenze delle azioni, ponendosi come un invito alla riflessione. Per questo motivo ogni episodio sembra rappresentare una sfida emotiva anche per il pubblico, in un continuo faccia a faccia con la violenza sessuale e l’identità di genere.
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“Lo stalking in televisione tende ad essere molto eccitante”, ha spiegato Gadd. “Ha un fascino mistico all’inizio. Poi si inizia a entrare in un vicolo buio e questo perché lo stalking è una vera e propria malattia mentale. Nella miniserie volevo mostrare tutti gli aspetti dello stalking. La miniserie è il racconto di una storia di stalking capovolta. Prende un cliché e lo capovolge”. Su IMDb la miniserie ha ottenuto un indice di gradimento pari a 8.3 su 10. Tra le recensioni degli utenti si legge: “Mi ci è voluto un po’ per apprezzare veramente quello che stavo guardando, cosa stava trasmettendo e perché: un 9 da parte mia!”, e ancora: “Sono davvero affascinato perché è anche una brillante combinazione di umorismo, ben ritmato e con un equilibrio di intrighi”. E infatti su Rotten Tomatoes la miniserie ha conquistato un 100% delle recensioni positive.

La miniserie “Baby Reindeer” racconta una storia vera?

Come già affernato, la miniserie racconta una storia vera che è quella del protagonista stesso Richard Gadd. Nel corso di un’intervista Richard Gadd, ripensando a quel periodo buio in cui è stato vittima di stalking, ha affermato: “È stato uno dei periodi più intensi della mia vita. Quando ascoltavo quei messaggi vocali e andavo a dormire, quelle parole rimbombavano ovunque”. Gadd ha affermato di aver ricevuto da parte della donna 40mila e-mail, 740 tweet, 350 ore di voicemail, 100 pagine di lettere e 45 messaggi su Facebook. La donna era talmente ossessionata da lui da aspettarlo fuori da casa tutto il giorno. “Ciò che mi ha motivato a scriverlo è che mentre lo stavo attraversando, ho pensato, ‘È una cosa pazzesca. Per quanto tempo andrà avanti? Quanto sarà difficile sistemare tutto? Perché non c’è aiuto” per lei?”, ha detto a RadioTimes.com .Poi nei riguardi della donna è scattata un’ordinanza restrittiva. Gadd non ha mai fatto il nome della donna.

Il trailer della miniserie “Baby Reindeer” con Richard Gadd

Fonti: Netflix, Rotten Tomatoes, IMDb, RadioTimes, X