
Tra le miniserie true crime più discusse del catalogo Netflix, Asunta riporta al centro uno dei fatti di cronaca più sconvolgenti della Spagna contemporanea. La serie ricostruisce l’omicidio di Asunta Basterra, una ragazza adottata all’estero e cresciuta in una famiglia della borghesia di Santiago de Compostela, uccisa nel 2013 in un caso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica per la sua complessità e per il ruolo centrale dei genitori adottivi, inizialmente tra i principali sospettati dopo aver denunciato la scomparsa della figlia.
Interpretata da Candela Peña, Tristán Ulloa e Javier Gutiérrez, la miniserie adotta uno sguardo rigoroso e misurato sul caso, evitando sensazionalismi. Asunta si concentra sulle indagini, sulle dinamiche familiari e sulle contraddizioni emerse durante il processo, offrendo un racconto teso e stratificato che invita lo spettatore a confrontarsi con una verità giudiziaria ancora oggi oggetto di dibattito.

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Il caso Asunta – Tutte le informazioni
- Titolo: Asunta
- Titolo originale: El caso Asunta
- Formato: Miniserie
- Episodi: 6
- Genere: True crime, dramma giudiziario
- Paese di produzione: Spagna
- Lingua originale: Spagnolo
- Anno: 2024
- Creatori: Ramón Campos, Gema R. Neira, Jon de la Cuesta, David Orea
- Regia: Jacobo Martínez
- Cast principale: Candela Peña, Tristán Ulloa, Javier Gutiérrez
- Produzione: Bambú Producciones
- Data di uscita su Netflix: 26 aprile
- Classificazione per età: 16+
La trama della miniserie “Asunta” racconta una storia vera
Il caso Asunta ricostruisce uno dei fatti di cronaca nera più sconvolgenti della Spagna recente, riportando lo spettatore a Santiago de Compostela nel settembre 2013. Al centro del racconto c’è la scomparsa di Asunta Basterra, una ragazza di quasi tredici anni adottata anni prima da una coppia appartenente all’alta borghesia cittadina: Rosario Porto, avvocatessa ed ex console onoraria di Francia, e Alfonso Basterra, giornalista.
La miniserie segue le ore e i giorni successivi alla denuncia di scomparsa presentata dai genitori, mostrando il progressivo emergere di incongruenze e sospetti che portano gli investigatori a concentrare l’attenzione proprio sull’ambiente familiare. Il ritrovamento del corpo della ragazza, avvenuto poche ore dopo la denuncia, segna una svolta decisiva nell’indagine e apre un percorso giudiziario complesso e doloroso.
Attraverso una narrazione tesa e misurata, Il caso Asunta ripercorre l’inchiesta, il processo e le sue conseguenze, soffermandosi sulle dinamiche psicologiche e relazionali che hanno preceduto il delitto. Più che limitarsi alla cronaca dei fatti, la serie interroga lo spettatore sui temi della colpa, della manipolazione e del ruolo delle apparenze, restituendo il ritratto di una tragedia che ha segnato profondamente l’opinione pubblica spagnola.
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Perché ha diviso il pubblico
Il caso Asunta ha suscitato reazioni contrastanti fin dalla sua uscita su Netflix, dividendo pubblico e critica per l’approccio adottato nel raccontare una vicenda ancora profondamente sensibile. Da un lato, la miniserie è stata apprezzata per il tono sobrio e per il rifiuto di una narrazione sensazionalistica, incentrata più sulle dinamiche investigative e psicologiche che sullo shock visivo. Questa scelta ha rafforzato la percezione di un racconto rispettoso, attento al contesto giudiziario e alle sue implicazioni.
Dall’altro lato, non sono mancate critiche legate alla rappresentazione dei protagonisti e alla ridotta distanza temporale rispetto ai fatti reali. Alcuni spettatori hanno ritenuto problematico il rischio di un’eccessiva umanizzazione dei responsabili o, al contrario, di una semplificazione delle responsabilità individuali. La serie ha così riaperto un dibattito più ampio sul rapporto tra true crime e memoria collettiva, ponendo interrogativi sul confine tra informazione, intrattenimento e rispetto per le vittime.
Il caso Asunta – Cast principale e personaggi
A guidare il racconto è Candela Peña, che interpreta Rosario Porto, madre adottiva di Asunta e figura centrale della miniserie. Attrice pluripremiata, Peña ha vinto tre Premi Goya (Te doy mis ojos, 2004; Una pistola en cada mano, 2013; El reino, 2019) ed è nota anche per il suo lavoro televisivo in Veneno.

Accanto a lei c’è Tristán Ulloa nel ruolo di Alfonso Basterra, padre adottivo della vittima. Volto noto al pubblico internazionale per Berlin e per Fariña, Ulloa dà corpo a un personaggio chiave per lo sviluppo dell’indagine: la sua posizione pubblica, il rapporto con i media e le incongruenze emerse durante le indagini contribuiscono a costruire un clima di sospetto costante, centrale nell’economia del racconto.
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Completa il cast principale Javier Gutiérrez, interprete di uno degli investigatori coinvolti nel caso. Vincitore di due Premi Goya (La isla mínima, 2015; El autor, 2018), Gutiérrez è noto per ruoli di forte intensità drammatica (La isla mínima, Hogar). Nella miniserie rappresenta il punto di vista istituzionale dell’inchiesta, incarnando la progressiva emersione dei fatti attraverso il lavoro investigativo e giudiziario.
La storia vera del caso di Asunta
Le indagini sull’omicidio di Asunta Basterra, avviate dopo il ritrovamento del corpo nel 2013 a Santiago de Compostela, hanno fatto emergere un quadro familiare complesso e segnato da tensioni profonde. Al centro dell’inchiesta c’era il rapporto tra i genitori adottivi, Rosario Porto e Alfonso Basterra, una coppia che stava attraversando una fase di forte crisi personale e coniugale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, poco prima dei fatti Alfonso avrebbe scoperto l’infedeltà della moglie, evento che avrebbe portato alla decisione di separarsi. I due avevano scelto di vivere in appartamenti distinti ma vicini, mantenendo una gestione condivisa della quotidianità della figlia. In seguito al ricovero di Rosario, dovuto all’aggravarsi del lupus di cui soffriva, la coppia avrebbe tentato una riconciliazione, subordinata all’interruzione della relazione extraconiugale.
Un episodio precedente al delitto ha assunto particolare rilievo durante le indagini: nella notte tra il 4 e il 5 luglio 2013, un uomo si sarebbe introdotto nell’abitazione tentando di strangolare Asunta. L’individuo, indicato dalla stampa come “l’uomo in nero”, non venne identificato, ma l’evento fu attentamente riesaminato dagli investigatori dopo il ritrovamento del corpo della ragazza.
L’inchiesta, denominata Operación Nenúfar (“Operazione Ninfea”), prese il nome dall’immagine evocativa descritta dagli inquirenti: il corpo della giovane, rinvenuto senza vita durante la notte, appariva come un fiore chiaro illuminato dalla luna. Un dettaglio simbolico che ha contribuito a rendere il caso ancora più impresso nella memoria collettiva spagnola.
La location della miniserie “Asunta”
Le riprese si sono svolte in Galizia, precisamente a Vigo e Santiago de Compostela, città dove risiedevano i protagonisti del macabro delitto.
Quando è disponibile su Netflix
Il titolo è disponibile su Netflix dal 26 aprile ► GUARDA ASUNTA SU NETFLIX

