
Arrivare a Yale avrebbe dovuto cambiare tutto. Per un ragazzo cresciuto nei sobborghi, dotato di un’intelligenza fuori dal comune, l’ingresso in una delle università più prestigiose d’America sembrava la prova che fosse possibile lasciarsi alle spalle povertà e difficoltà familiari. Il dramma biografico scritto e diretto da Chiwetel Ejiofor parte dalla storia vera di Robert Peace.

Rob Peace rifiuta progressivamente la traiettoria rassicurante del ragazzo brillante che, grazie allo studio, riesce semplicemente a salvarsi. Il protagonista deve invece convivere con due mondi antitetici e due appartenenze diverse. [TRAILER in fondo]
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Di cosa parla Rob Peace
Robert Peace cresce nel New Jersey con una madre, Jackie, determinata a trasformare l’intelligenza del figlio in una possibilità concreta di futuro. Rob eccelle negli studi, soprattutto nelle materie scientifiche, e il suo percorso lo conduce fino a Yale, dove studia biofisica molecolare e biochimica. È il genere di risultato che, raccontato da lontano, sembra già contenere il lieto fine. Ma suo padre Skeet Douglas è in carcere dopo una condanna per omicidio, e Rob è convinto che il caso meriti di essere riaperto. Mentre costruisce la propria vita accademica, dedica così tempo, energie e denaro alla battaglia giudiziaria del padre. È qui che Rob Peace trova la sua parte più dolorosa: il protagonista continua ad avanzare senza riuscire davvero ad allontanarsi, diviso fra ciò che potrebbe diventare e ciò verso cui sente di avere ancora una responsabilità. Il film non racconta quindi soltanto la scalata di un giovane verso Yale. Racconta quanto possa essere fragile l’idea stessa di mobilità sociale quando cambiano le opportunità, ma non scompaiono i legami familiari, le disuguaglianze economiche e il senso di appartenenza.
La storia vera
La vicenda nasce da una persona realmente esistita: Robert DeShaun Peace. Il film adatta il libro del 2014 The Short and Tragic Life of Robert Peace: A Brilliant Young Man Who Left Newark for the Ivy League, scritto da Jeff Hobbs, che fu suo compagno di stanza a Yale. È proprio questa origine a impedire al film di funzionare come una convenzionale parabola edificante. Peace non può essere ridotto né al prodigio arrivato nella Ivy League né alle scelte che segnarono successivamente la sua esistenza.
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Era uno scienziato promettente, un figlio legatissimo alla propria famiglia, un insegnante e un uomo attraversato da contraddizioni profonde. Ed è importante anche chi abbia deciso di raccontarlo: Hobbs non osservava quella vita da lontano. Condivise la stanza con Peace durante gli anni di Yale e decise di scriverne la biografia dopo la sua morte.
Il cast e i personaggi
Il volto attorno al quale ruota l’intero film è quello di Jay Will, interprete di Robert Peace. È una scelta decisiva perché l’attore deve rendere credibili contemporaneamente l’intelligenza, il carisma, l’ambizione e il progressivo peso delle responsabilità che Rob porta con sé. Proprio la sua interpretazione è stata uno degli aspetti maggiormente apprezzati dalla critica. The Guardian ha evidenziato la forza della sua prova, mentre il Los Angeles Times ne ha sottolineato il magnetismo.
La rapper e attrice Mary J. Blige interpreta Jackie Peace, la madre che lavora duramente perché il figlio possa ricevere un’istruzione capace di offrirgli opportunità diverse. Chiwetel Ejiofor, di cui ci occupiamo nel successivo paragrafo, è invece Skeet Douglas, il padre di Rob: un uomo la cui condanna diventa uno dei nodi attorno ai quali si sviluppa l’intera esistenza del figlio. Nel cast troviamo inoltre Camila Cabello nei panni di Naya Vazquez, Michael Kelly in quelli di Father Leahy, Mare Winningham come Professor Durham e Gbenga Akinnagbe nel ruolo di Carl Robertson.
Chiwetel Ejiofor torna alla regia
Il nome di Chiwetel Ejiofor è centrale non soltanto perché interpreta il padre di Rob. L’attore britannico, candidato all’Oscar per 12 anni schiavo, firma anche regia e sceneggiatura del film. Per Ejiofor è il secondo lungometraggio da regista dopo Il ragazzo che catturò il vento, altra storia nella quale intelligenza, istruzione e condizioni sociali entravano in collisione. In Rob Peace il punto di vista diventa però ancora più difficile da semplificare: l’istruzione può aprire una porta, ma attraversarla non significa necessariamente essere liberi da tutto ciò che esiste dall’altra parte.

Cosa dice la critica
L’accoglienza critica di Rob Peace è stata complessivamente positiva, pur con alcune riserve sulla scrittura. Rotten Tomatoes registra il 75% di recensioni positive su 53 recensioni della critica, mentre il Popcornmeter del pubblico verificato raggiunge il 94%. Il punto sul quale molte recensioni convergono è, come anticipato, l’interpretazione di Jay Will.
Il Los Angeles Times è più severo: riconosce la forza dell’interpretazione di Will, ma ritiene che il film finisca in alcuni momenti per semplificare proprio la complessità della vita che vuole raccontare. Anche qui emerge uno dei problemi inevitabili del progetto: far entrare in due ore un’esistenza che sembra continuamente rifiutare una spiegazione unica. D’altro canto, Roger Ebert individua invece proprio nell’impossibilità di racchiudere Peace dentro una sola categoria uno degli aspetti più interessanti del film: il racconto lascia convivere le sue contraddizioni senza indicare allo spettatore una lettura morale obbligatoria.

Perché guardare Rob Peace
Rob Peace funziona soprattutto quando smette di comportarsi come un biopic tradizionale e lascia che siano le contraddizioni del protagonista a parlare. Non tutto possiede la stessa sottigliezza: la sceneggiatura, nel tentativo di abbracciare famiglia, università, disuguaglianza, giustizia e identità, a volte sottolinea ciò che Jay Will riesce già a comunicare senza bisogno di spiegazioni. Ma è proprio Will a spostare il film su un livello superiore. Il suo Rob è brillante senza diventare un simbolo, vulnerabile senza essere trasformato in vittima, contraddittorio senza che il racconto cerchi facili assoluzioni.
- Titolo originale: Rob Peace
- Durata: 120 minuti
- Paese di produzione: Stati Uniti
- Lingua originale: Inglese
- Regia: Chiwetel Ejiofor
- Sceneggiatura: Chiwetel Ejiofor, dal libro di Jeff Hobbs
- Cast principale: Jay Will, Mary J. Blige, Chiwetel Ejiofor, Camila Cabello
- Classificazione su Netflix: 13+
È una visione particolarmente interessante per chi cerca nelle storie vere qualcosa di più problematico della solita parabola di riscatto. Qui Yale non rappresenta il finale della storia, ma l’inizio della domanda più difficile: quanto lontano possiamo davvero andare dal luogo da cui proveniamo?
Quando guardare Rob Peace su Netflix
Il film è disponibile per lo streaming su Netflix in Italia.
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