
Il 2 giugno non è soltanto una data simbolica per la nostra Storia, specie in quest’anno in cui ricorre l’80° anniversario del referendum che sancì la nascita di una nuova Italia. È anche l’occasione perfetta per riscoprire storie, personaggi e atmosfere che raccontano il Paese attraverso il cinema e le serie TV. Dalle grandi produzioni ispirate a eventi reali ai racconti ambientati nelle città e nei paesaggi più iconici della penisola, il catalogo Netflix offre un viaggio tra epoche, generazioni e identità diverse.

Tra drammi storici, commedie, crime, biopic e serie che hanno conquistato il pubblico internazionale, non mancano i titoli capaci di mostrare l’Italia nelle sue molteplici sfaccettature: quella delle tradizioni, delle trasformazioni sociali, dei grandi successi e delle contraddizioni che continuano a renderla un racconto inesauribile. Ecco una selezione di film e serie italiane da vedere su Netflix in occasione della Festa della Repubblica. Abbiamo scelto per voi 5 film e 5 serie TV.
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Film italiani su Netflix
Il treno dei bambini

Un viaggio che intreccia passato e futuro, un racconto commovente di coraggio e resilienza: il film, diretto da Cristina Comencini, è tratto dal celebre romanzo di Viola Ardone e celebra le donne che hanno ricostruito l’Italia nel secondo Dopoguerra, portando alla luce una storia dimenticata: quella dei “treni della felicità”. Nel dopoguerra, il Partito Comunista Italiano organizzò un’iniziativa straordinaria per offrire ai bambini del Sud, colpiti dalla miseria e dal trauma bellico, la possibilità di trascorrere un periodo al Nord, ospitati da famiglie volontarie. Per molti di quei piccoli, denutriti, senza vestiti adeguati e spesso orfani, era un’occasione per trovare speranza, sostegno e persino una nuova vita.
La vicenda si snoda nella Napoli dell’immediato dopoguerra, dove Antonietta (interpretata da Serena Rossi), devastata dalla perdita di un figlio e dal peso della povertà, deve badare da sola al vivace e indomabile Amerigo (Christian Cervone), il figlio di 8 anni. Esausta, Antonietta decide di affidarlo a uno di questi treni della felicità, sperando di garantirgli salute e nuove opportunità. Ma il viaggio di Amerigo non è privo di difficoltà.
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Un mondo a parte

Il film ha portato oltre 1,1 milioni di spettatori al cinema e incassato 7,4 milioni di euro, diventando il terzo film italiano più visto del 2024. Ha vinto il Nastro d’Argento come miglior commedia e il Ciak d’Oro come miglior film commedia. Michele Cortese (Antonio Albanese) è un insegnante elementare romano che, dopo quarant’anni tra le scuole di periferia della capitale, ha esaurito la pazienza. Chiede e ottiene il trasferimento all’Istituto Cesidio Gentile detto Jurico, nel piccolo borgo montano di Rupe — nome di fantasia ispirato a Opi, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Arriva durante una bufera di neve, con le scarpe sbagliate e la batteria dell’auto scarica. Ad accoglierlo c’è Agnese (Raffaele), la vicepreside: pragmatica, radicata, diffidente verso i romani che credono di venire a salvare la montagna.
La scuola che Michele trova è una pluriclasse di sette bambini tra i 7 e i 10 anni. Ma il preside del vicino e più grande Castel Romito manovra per far assorbire l’istituto: a giugno tre alunni di quinta se ne andranno, e senza il numero minimo di iscritti la scuola chiuderà. Quando arriva la comunicazione ufficiale, Michele, Agnese, il bidello Nunzio, i bambini e l’intero villaggio si ritrovano uniti in una corsa contro il tempo.
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Le otto montagne

Due amici che si conoscono a dodici anni. Uno parte, l’altro resta. Si ritrovano adulti sulle stesse montagne, con tutto il peso di quello che non si è mai detto. Pietro (Luca Marinelli) è un ragazzo di Torino che ogni estate, da bambino, raggiunge con la famiglia un piccolo villaggio della Val d’Aosta quasi completamente spopolato. Lì conosce Bruno (Alessandro Borghi), l’unico coetaneo rimasto, cresciuto tra i pascoli e le cime con una familiarità con la montagna che Pietro non avrà mai. Tra i due nasce un’amicizia immediata e silenziosa, fatta più di esperienze condivise che di parole.
Negli anni, le loro vite prendono direzioni opposte: Pietro lascia la montagna, studia, viaggia, si costruisce un’esistenza altrove. Bruno resta. Quando si ritrovano adulti, il peso di quelle scelte diverse – e di tutto ciò che non si è detto nel mezzo – è al centro di ogni incontro.
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La Grazia

Il protagonista di La Grazia è il Presidente della Repubblica Italiana (uno straordinario Toni Servillo) giunto a un punto di rottura interiore. Due decisioni incombono sul suo mandato: concedere o meno la grazia a due assassini, e promulgare una legge sull’eutanasia. Scelte che non riguardano solo il diritto, ma la responsabilità morale di chi rappresenta lo Stato. Paolo Sorrentino, il regista premio Oscar per La grande bellezza, costruisce il racconto come un’indagine sul potere silenzioso, quello che non si esercita nei proclami ma nei momenti solitari, quando nessuna decisione appare giusta e ogni alternativa lascia una ferita. Il film si muove tra palazzi istituzionali, interni sospesi e dialoghi rarefatti, trasformando il ruolo presidenziale in una condizione esistenziale prima ancora che politica.
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È stata la mano di Dio

Divertente e profondo, il film più intimo di Paolo Sorrentino continua da anni a essere popolarissimo su Netflix. Una Napoli anni Ottanta suggestiva e struggente, romantica quanto carnale, fa da sfondo a una fotografia mozzafiato, ma è soltanto uno dei tanti pregi del film autobiografico. È stata la mano di Dio è una delle opere più profonde e personali di Paolo Sorrentino, una poetica biografia dello stesso regista. Il sedicenne Fabietto Schisa, alter ego dello stesso Sorrentino in età giovane, interpretato da un emergente Filippo Scotti, è un adolescente che troppo presto è stato toccato dai drammi della vita: la perdita dei genitori interpretati da Toni Servillo, l’attore feticcio di Sorrentino, e Teresa Saponangelo. Il suo amore per il cinema, e il suo rifiuto della realtà, lo porteranno alla scoperta di se stesso.
Fabietto è forse uno dei suoi personaggi più umani. La frase “Non ti disunire” è diventata quasi mantra. Il film racconta, dunque, una parentesi personale e interiore del regista. Si tratta di un viaggio nei ricordi, sentimenti e dolori del regista.
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Serie italiane su Netflix
Il Gattopardo

La miniserie originale Netflix ispirata al capolavoro letterario di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (e al leggendario film di Luchino Visconti) ha debuttato sulla piattaforma lo scorso anno. Tra i romanzi italiani più belli di tutti i tempi – peraltro oggetto di una delle tracce per la prova scritta agli esami di Maturità 2025 – Il Gattopardo narra la storia di una famiglia aristocratica siciliana alle prese con i profondi cambiamenti sociopolitici del XIX secolo. Un racconto intenso che affronta temi universali come il potere, l’amore e il costo del progresso, dipingendo altresì un potente affresco della nascita dell’Italia intesa come Stato nazionale. Deva Cassel, figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel, fa il suo debutto in questa produzione, portando freschezza e fascino al personaggio di Angelica.
La serie, come il romanzo e il film, è ambientata in Sicilia durante i moti del 1860 e segue la vita di Don Fabrizio Corbera, Principe di Salina (Kim Rossi Stuart). Con l’Unificazione italiana alle porte, Fabrizio deve affrontare un futuro incerto, in cui il privilegio e il potere della sua classe sociale sono minacciati.
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La legge di Lidia Poët

Siamo giunti alla terza stagione, uscita il 15 aprile. Nella Torino di fine Ottocento, la giovane Lidia Poët è laureata in giurisprudenza e abilitata alla professione forense. Comincia a lavorare nello studio del fratello Enrico, interpretato da Pier Luigi Pasino, ma proprio per il suo essere donna interviene una sentenza della Corte d’Appello che le vieta la professione. Ha così inizio una battaglia legale epocale, che ha cambiato la posizione della donna nella società italiana. Lidia Poët si laureò in giurisprudenza nel 1881, con una tesi che riguardava la condizione femminile nella società e, dopo due anni di praticantato, superò l’esame di abilitazione alla professione forense e venne iscritta all’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Torino, non senza le numerose resistenze dei colleghi. Determinata a cambiare il sistema, cerca di convincere Enrico a candidarsi in Parlamento, sperando che, una volta eletto, possa sostenere la sua proposta di legge per l’emancipazione femminile.
Parallelamente, Lidia decide di chiudere con l’amore, soprattutto dopo la delusione con Jacopo, responsabile della vendita della villa di famiglia e in conflitto con i Poët. Tuttavia, le circostanze li costringono a collaborare su un’indagine segreta che li riguarda da vicino, riaccendendo la loro complicità.
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Il processo

La miniserie si inserisce nel filone dei legal thriller molto apprezzato in America, dove in effetti la serie sta maturando tanti consensi. È disponibile in inglese, spagnolo, francese, turco, persino in cinese e vietnamita. In questa miniserie tenebrosa e ad altissima tensione, Elena Guerra (Vittoria Puccini), un pubblico ministero di successo a Mantova, deve indagare su un caso delicatissimo. La giudice è prossima a prendersi un anno sabbatico per recarsi a New York, dove lavora il marito. Il piano salta quando le viene assegnato un caso che sta assumendo rilevanza nazionale e la cui vittima è Angelica Petroni, una ragazza diciassettenne uccisa in maniera brutale.
Nel processo le si contrappone un noto avvocato penalista senza scrupoli di nome Ruggero Barone (Francesco Scianna), assunto come avvocato della difesa da una donna molto facoltosa, Linda Monaco (Camilla Filippi), accusata di aver ucciso Angelica, la quale si scopre avere un legame con la stessa Elena.
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Non Uccidere

Non Uccidere è un thriller psicologico che mescola mistero, tensione e un’indagine personale: una serie intensa e carica di emozioni che mette in scena una delle migliori performance di Miriam Leone, l’ex Miss Italia che abbiamo scoperto essere un’ottima attrice. Valeria Ferro, una determinata ispettore di polizia a Torino. Valeria si confronta con casi intricati e violenti che mettono in luce i lati più oscuri delle relazioni umane. Parallelamente alle sue indagini professionali, Valeria deve affrontare i traumi del proprio passato, legati alla madre incarcerata per l’omicidio del padre. Ogni episodio è un viaggio tra i segreti di famiglie spezzate e comunità segnate da tragedie, mentre Valeria cerca non solo di risolvere i crimini ma anche di venire a patti con i suoi demoni interiori.
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Tutto chiede salvezza

L’omonimo romanzo di Daniele Mencarelli (Mondadori 2020), vincitore del Premio Strega Giovani 2020, è stato un enorme e inatteso successo. La serie ne ha ricalcato fedelmente la trama. Daniele ha vent’anni e, una mattina, si sveglia nello stanzone di un ospedale, con sei letti. Non ha idea di come ci sia arrivato, finché gli viene comunicato che è stato disposto per lui un TSO, dopo che è stato colto da una crisi di rabbia molto violenta. Dovrà trascorrere sette giorni in osservazione, parlare con gli psichiatri, cercare di spiegare perché il mondo gli fa così male. In realtà Daniele è un ragazzo come tanti, dotato però di una sensibilità estrema.
Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto di psichiatria: personaggi decisamente bizzarri ma anche teneri, a modo loro, travolti dalla vita precisamente come lui. Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di condivisione, nonché uno strano bisogno di sostegno reciproco, mai provati prima.
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