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Un film cult con Cher e Winona Ryder torna su Netflix e parla ancora di libertà

29/01/2026 01:17 - Ultimo aggiornamento 29/01/2026 01:17
Il cast di Sirene (Mermaids) - ora su Netflix - con Cher, Winona Ryder e Christina Ricci

Un film cult del 1990 torna oggi su Netflix, riportando al centro una storia che il tempo non ha reso più semplice. Sirene (Mermaids), commedia firmata da una Cher magnetica e da una giovane Winona Ryder, riemerge dal catalogo come un racconto sorprendentemente attuale, capace di parlare ancora di libertà femminile, identità e scelte difficili. Dietro il tono leggero e l’apparente nostalgia di un mondo anni Sessanta, il film mette in scena un conflitto profondo tra generazioni, desideri e modelli di donna. Rivederlo oggi significa scoprire quanto alcune domande siano rimaste aperte.

Di seguito ripercorriamo trama, cast, recensione e perché questo film, tornato ora su Netflix, merita di essere riscoperto. Il trailer è in fondo all’articolo.

Scena madre e figlia
Cher e Christina Ricci in una scena di Sirene (Mermaids) ora su Netflix


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Sirene – tutte le informazioni sul film

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Sirene (Mermaids) - film cult anni 90 su Netflix - Winona Ryder
Sirene (Mermaids) – Winona Ryder nei panni Charlotte

Di cosa parla Sirene

La storia prende forma attorno ad una famiglia fuori asse rispetto all’America che la circonda. Sirens segue un’eccentrica madre single, carismatica e fuori dagli schemi, e le sue due figlie, costrette a crescere in equilibrio tra ammirazione e disorientamento in una piccola città del New England negli anni ’60. In un’America ancora fortemente ancorata alle convenzioni, la famiglia vive ai margini, osservata e giudicata, mentre ognuna delle protagoniste affronta a modo suo il tema dell’identità e dell’appartenenza.

Tra gioie quotidiane e dolori inevitabili della crescita, il film osserva da vicino il passaggio dall’infanzia all’età adulta, mettendo al centro il rapporto tra una donna che rifiuta le convenzioni e due ragazze costrette a misurarsi, ognuna a modo proprio, con le conseguenze di quella libertà. L’adolescenza diventa così un terreno di confronto diretto con l’idea di femminilità trasmessa, imposta o rifiutata, mentre lo sguardo esterno della comunità amplifica ogni scelta e ogni fragilità.
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Cast principale e personaggi

Cher interpreta Rachel, una madre carismatica e anticonvenzionale, cuore pulsante del film. Vincitrice dell’Oscar come miglior attrice per Stregata dalla luna (1988), Cher porta in Sirene una presenza scenica che gioca sul confine tra fascino, vulnerabilità e ribellione, costruendo uno dei ritratti femminili più complessi della sua carriera cinematografica.

Cher con Bob Hoskins nel ruolo di Lou in Sirene (Mermaids), film disponibile su Netflix
Cher (Charlotte Flax) con Bob Hoskins nel ruolo di Lou in Sirene (Mermaids)

Accanto a lei, Winona Ryder, allora appena diciottenne, veste i panni di Charlotte Flax, la figlia maggiore, osservatrice lucida e spesso in silenzioso conflitto con il carisma materno. Il ruolo le valse una candidatura al Golden Globe come miglior attrice non protagonista, riconoscendo una prova misurata e intensa che anticipa molte delle sue interpretazioni più celebri degli anni Novanta (Piccole donne, L’età dell’innocenza). In Sirens, Ryder restituisce con misura il conflitto interiore di un’adolescente costretta a definire se stessa all’ombra di una madre ingombrante.

Al debutto cinematografico, Christina Ricci, ancora giovanissima ma già riconoscibile dopo La famiglia Addams, interpreta Kate, la sorella minore. Il suo personaggio incarna uno sguardo infantile libero dal giudizio, capace di assorbire il mondo adulto con naturalezza e ironia. Una prova che lascia intravedere un talento precoce, destinato a consolidarsi negli anni successivi in una carriera ricca e trasversale.

Completa il cast Bob Hoskins, attore britannico candidato all’Oscar per Mona Lisa (1986) e celebre per Chi ha incastrato Roger Rabbit, nel ruolo di Lou. Il suo personaggio rompe gli schemi maschili tradizionali del periodo: sensibile, creativo, non dominante. Hoskins costruisce una figura maschile rara nel cinema dell’epoca, centrale nell’equilibrio emotivo del film e nel suo discorso sulla forza come atto di rispetto e protezione.
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Sirene - Mermaids (1990) scena madre e figlia nel film con Cher e Winona Ryder
Sirene – Mermaids (1990) scena madre e figlia – Cher e Winona Ryder

Sirene – la nostra recensione

Sirene è una commedia dolce e sorprendentemente stratificata, che usa il tono leggero per affrontare un tema tutt’altro che semplice: cosa significa diventare donna senza lasciarsi definire dallo sguardo degli altri. La prova di Cher è centrale e ancora oggi sorprendente: la sua Rachel è una donna che negli anni Sessanta osa vivere la propria femminilità con libertà, pagando il prezzo di una società pronta ad ammirarla ma non ad accettarla davvero. Un ritratto che continua a risuonare nel presente, in un’epoca in cui la libertà sembra a portata di mano ma resta spesso ostacolata dalla paura di affermarsi senza cercare validazione maschile.
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Al centro del racconto c’è lo sguardo della figlia maggiore, Charlotte (Winona Ryder), un’adolescente piena di turbamenti e paure, chiamata a confrontarsi con un modello di femminilità potente e magnetico, ma anche ingombrante. Il suo percorso è una scelta difficile: restare fedele a ciò in cui crede, diventare una copia sbiadita della madre o rinunciare al futuro rifugiandosi in una via di fuga radicale. Intorno a lei, la sorella minore rappresenta invece l’infanzia come spazio di protezione, nutrita dall’amore imperfetto ma sincero di due donne molto diverse.

La figura di Lou completa il quadro con una sensibilità rara: un uomo che rifiuta ogni forma di maschilismo, capace di esplorare il lato creativo e accudente di sé senza timore. È proprio nel rispetto dei confini e nella capacità di dire no, per proteggere le figlie e la donna che ama, che il film individua una forma di forza autentica. Sirene resta così una riflessione delicata e ancora attuale sull’essere donne, sull’essere libere e sul coraggio di amare davvero, suggerendo che la vera forza non sta nel controllo, ma nella capacità di lasciarsi andare.

È ispirato a una storia vera?

No, Sirens non è basato su fatti reali. Il film è tratto dall’omonimo romanzo del 1986 di Patty Dann, scrittrice americana nota per i suoi ritratti ironici e affilati delle dinamiche familiari. La storia nasce quindi dalla finzione letteraria, ma affonda le radici in un contesto culturale e sociale realistico, quello dell’America degli anni Sessanta, rendendo credibili e riconoscibili i conflitti emotivi e generazionali messi in scena.

Perché rivederlo oggi

In un panorama contemporaneo che continua a interrogarsi su autonomia, modelli femminili e trasmissione emotiva tra generazioni, Sirene conserva una lucidità sorprendente. Il film non propone risposte semplici, ma invita a osservare le contraddizioni della libertà, mostrando come il vero atto rivoluzionario sia spesso la possibilità di scegliere chi diventare.

Trailer