
L’attesissimo film di Micheal Mann, su Netflix dal 14 luglio 2026, inserito dal newyorkese National Board of Review of Motion Pictures tra i migliori dieci film del 2023, narra la storia del leggendario Enzo Ferrari, fondatore della scuderia del Cavallino rampante: oggi il suo cognome è sinonimo di lusso ed eleganza, ma non è stato facile il percorso che ha trasformato la “creatura” di Ferrari nella massima espressione dello stile Made in Italy.

Ma, come sempre accade in questi casi, la veridicità della storia è stata messa in dubbio dai puristi. Dunque scopriamo cosa c’è di vero (e cosa no) in Ferrari, come vengono trattati eventi realmente accaduti e cosa è, invece, stato romanzato per esigenze di copione.
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La trama del film, impreziosito da un cast stellare, è l’adattamento cinematografico della biografia del 1991 “Enzo Ferrari: The Man and the Machine” scritta da Brock Yates, ma si sviluppa a tra il 1957 e il 1961, un periodo caratterizzato dalla tragica morte del figlio primogenito Dino Ferrari e da un presunto tradimento del suo pilota di punta Juan Manuel Fangio. Il 1957 è l’annus horribilis di Enzo Ferrari: l’azienda che dieci anni prima aveva creato dal nulla, assieme alla moglie Laura, è in gravissima crisi. La Maserati, grazie al talento di Jean “Jeannot” Marie Behra, sembra invincibile. La Jaguar ha stravinto le competizioni precedenti e ha moltiplicato le vendite. La Ferrari, invece, rischia la bancarotta.

In questo clima così delicato Ferrari crede una cosa possa sanare le ultime dolorose sconfitte della vita: scommettere tutto ciò che ha in una gara automobilistica, che percorre tutta l’Italia in 1000 miglia, passata poi alla storia, appunto, come Mille Miglia: da Brescia a Roma e ritorno. Da lì sorgerà il mito, ma il film di Michael Mann ci restituisce anche uno sguardo intimo, forse pure troppo secondo alcuni, sull’uomo Enzo Ferrari, invero non dipingendone un profilo esaltante: ampio spazio, dunque, alla famiglia parallela: la scoperta dell’esistenza di Piero, il figlio che Ferrari aveva avuto dalla relazione extraconiugale con Lina Lardi, e la tragedia del figlio Dino mettono in profonda crisi il suo matrimonio con Laura. La Scuderia Ferrari iscrive alla corsa quattro vetture Sport, guidate dai piloti Piero Taruffi (che arriverà primo), Wolfgang von Trips (che arriverà secondo), Peter Collins e Alfonso de Portago.
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La vera storia

“Il 1957 fu effettivamente un anno in cui successero molte cose – ha rilevato Piero Ferrari, il figlio (non più) “segreto” di Enzo – Oggi tutti lo ricordano perché si svolse l’ultima edizione della Mille Miglia, che si chiuse con quella grande tragedia. Poi venne alla luce il fatto che mio padre avesse due famiglie. Una era quella con la moglie Laura e il figlio Dino, che era scomparso l’anno precedente, e l’altra era quella con il sottoscritto e mia mamma Lina“.

La regia mantiene uno stile essenziale, lontano dagli eccessi spettacolari tipici di molte produzioni biografiche sul mondo dello sport: Michael Mann evita il tradizionale racconto celebrativo da biopic classico e costruisce invece un ritratto essenziale di un uomo che cerca di mantenere il controllo mentre tutto sembra sfuggirgli di mano. Tuttavia, tra gli aspetti non riportati in maniera fedele nel film c’è l’approdo di Alfonso De Portago in Ferrari, che in realtà era avvenuto già nel 1956 e non poco prima della Mille Miglia – come invece emerge dalla pellicola – e una caratterizzazione eccessivamente marcata del personaggio di Enzo Ferrari. Piero infatti ha spiegato come non fosse vero che suo padre era disposto a sacrificare qualsiasi cosa sull’altare della vittoria: “Non era così. Voleva vincere. La vittoria era lo scopo delle sue sfide, ma non ad ogni costo e soprattutto non mettendo a repentaglio la vita dei piloti“.
Ferrari: le location
Le riprese sono iniziate ad agosto 2022 e si sono protratte sino a fine ottobre, interessando i comuni di Brescia, Fiorano Modenese, Maranello, Modena, Novellara, Reggio Emilia e Parma. Ulteriori riprese, come si legge sul sito di Sky TG24 sono state effettuate in Abruzzo nelle aree montane del Gran Sasso e di Campo Imperatore.

