Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Le microplastiche invadono il corpo umano! Su Netflix un documentario scioccante

17/03/2026 13:23 - Ultimo aggiornamento 17/03/2026 13:23
The Plastic Detox: microplastiche nel corpo umano, il documentario-choc di Netflix inquadra i rischi di una prolungata esposizione.

Gli oggetti di uso quotidiano possano influire sulla salute e sulla fertilità, purtroppo, ma piccoli cambiamenti possano fare la differenza. I prodotti in plastica sono presenti in quasi ogni aspetto della vita moderna: dagli imballaggi alimentari agli utensili da cucina, dalle fibre tessili ai cosmetici, fino ai giocattoli per bambini. Negli ultimi decenni, un numero crescente di studi ha collegato la plastica — e soprattutto le sostanze chimiche utilizzate per produrla — a numerosi problemi di salute, che vanno dall’infertilità al cancro.

Ora il documentario The Plastic Detox: microplastiche nel corpo umano, diretto per Netflix da Louie Psihoyos e Josh Murphy, analizza la scienza e le implicazioni umane della nostra dipendenza dalla plastica.The Plastic Detox esplora l’impatto dell’esposizione quotidiana alla plastica e alle sostanze chimiche contenute nei materiali plastici sulla salute e sulla fertilità. Con il supporto di scienziati e ricercatori specializzati in salute riproduttiva e ambientale, il docufilm mostra come queste sostanze si infiltrino nella vita quotidiana e indaga se modificare alcune abitudini possa davvero fare la differenza. [TRAILER in fondo]
Leggi anche  Il documentario sul lato oscuro del capitalismo è su Netflix

The Plastic Detox: microplastiche nel corpo umano, il documentario-choc di Netflix inquadra i rischi di una prolungata esposizione.

Di cosa parla The Plastic Detox?

Il documentario affronta una delle questioni ambientali e sanitarie più discusse degli ultimi anni: la presenza delle microplastiche nel corpo umano. Attraverso studi scientifici, testimonianze e analisi di laboratorio, il racconto mostra come particelle invisibili provenienti da oggetti quotidiani siano ormai presenti nel sangue, nei polmoni e persino negli organi, aprendo interrogativi ancora irrisolti sugli effetti a lungo termine sulla salute.

Guidate dall’epidemiologa ambientale e riproduttiva Shanna H. Swan, intraprendono un percorso di tre mesi per ridurre drasticamente l’esposizione quotidiana alle sostanze chimiche legate alla plastica, con l’obiettivo di migliorare i parametri di salute e aumentare le possibilità di gravidanza. La fertilità, spiega Swan, è stata scelta come lente di osservazione per due motivi: è un tema profondamente vicino a molte persone e permette di osservare risultati in tempi relativamente rapidi rispetto ad altre patologie.
Leggi anche  Sean Combs: la verità sporca dietro il gigante dell’hip-hop, svelata dalla docuserie di 50 Cent

Microplastiche, BPA e altre sostanze chimiche

Le microplastiche sono minuscoli frammenti di plastica che derivano dalla degradazione di oggetti più grandi. Possono essere ingerite, inalate e, secondo alcune evidenze, assorbite anche attraverso la pelle. Molti prodotti plastici contengono sostanze chimiche aggiunte in fase di produzione, in particolare:

  • Ftalati, che rendono la plastica morbida e flessibile
  • Bisfenoli (come il Bisphenol A o BPA), che rendono la plastica rigida e sono presenti anche negli scontrini termici
The Plastic Detox: microplastiche nel corpo umano, il documentario-choc di Netflix inquadra i rischi di una prolungata esposizione.

Quali effetti possono avere sulla salute

Secondo gli esperti intervistati nel documentario, ftalati e bisfenoli appartengono alla categoria degli interferenti endocrini, sostanze capaci di alterare il sistema ormonale. Sono stati associati a: aumento del rischio cardiovascolare; alterazioni tiroidee; impatto sullo sviluppo cerebrale; aumento di peso; riduzione della fertilità. Molti di questi composti sono considerati anche obesogeni, cioè sostanze che favoriscono l’accumulo di grasso corporeo.

Cinque aree chiave per ridurre l’esposizione alla plastica

Il documentario individua cinque aree chiave.

1. Imballaggi alimentari e bevande

Meglio evitare, quando possibile, alimenti confezionati in plastica. Il calore aumenta il rischio: riscaldare cibo in contenitori di plastica può favorire il rilascio di sostanze chimiche. Alternative consigliate: vetro, ceramica, acciaio inox.

2. Profumi e prodotti profumati

Profumi, deodoranti per ambienti e candele profumate possono contenere ftalati.

3. Prodotti cosmetici e cura personale

Shampoo, creme, make-up e lozioni possono contenere sostanze chimiche potenzialmente problematiche. Particolare attenzione a: prodotti colorati, prodotti profumati, creme ad alto assorbimento cutaneo.

The Plastic Detox: microplastiche nel corpo umano, il documentario-choc di Netflix inquadra i rischi di una prolungata esposizione.

4. Tessuti sintetici

Materiali come poliestere e nylon possono rilasciare microplastiche. Meglio preferire fibre naturali: cotone, lino, lana, bambù. Soprattutto per: intimo, abbigliamento sportivo, lenzuola

5. Scontrini termici

Gli scontrini contengono spesso BPA. La soluzione più semplice: scegliere la ricevuta elettronica.

Attenzione alle etichette

Indicazioni come BPA-free, phthalate-free, non-toxic non sempre garantiscono reale sicurezza. Spesso una sostanza viene sostituita da un’altra molto simile, con rischi comparabili.

Cosa si sta facendo a livello globale?

Il documentario mostra anche iniziative più ampie:

  • sviluppo della chimica verde
  • ricerca di alternative biologiche
  • proposte di regolamentazione nazionale

Secondo Swan, però, l’azione individuale resta importante:

Non serve aspettare che governi e industrie cambino: possiamo già scegliere prodotti migliori per proteggere la nostra salute.

Il trailer

Il documentario è disponibile su Netflix dal 16 marzo 2026 ►GUARDA SU NETFLIX

Antonio Oliverio

Antonio Oliverio

Antonio Oliverio, laureato in Scienze politiche, dopo essersi dedicato ad altre esperienze lavorative ha intrapreso la carriera giornalista: è pubblicista dal 2013, oltre a svolgere l'attività di agente letterario. Si è occupato di cronaca, cultura e spettacoli. Appassionato di cinema, di documentari storici e di serie televisive, tra le quali ama particolarmente il genere Crime (ma è incensurato), ha trovato nella redazione di NetflixMania il suo habitat naturale. Fa anche parte della redazione de ilparagone.itView Author posts