
A distanza di anni dal debutto, Stranger Things continua a essere molto più di una serie di successo: è un universo narrativo popolato da personaggi che hanno lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo. Non solo per la trama o l’estetica anni ’80, ma per la capacità di costruire figure riconoscibili, fragili, in continua evoluzione. Secondo la classifica pubblicata da Hall of Series, questi sono i 10 personaggi più amati e riusciti dell’universo di Stranger Things: non semplici ruoli funzionali alla storia, ma vere colonne emotive della serie. Una graduatoria che tiene conto dell’impatto narrativo, della crescita nel corso delle stagioni e del legame con il pubblico: un bilancio che arriva dopo la quinta stagione della fortunatissima serie, quella finale (QUI la nostra recensione).
10. Nancy Wheeler

Nancy chiude la classifica non per mancanza di importanza, ma per un motivo preciso: la sua funzione è spesso più narrativa che emotiva. È fondamentale nelle indagini, decisiva nel portare alla luce la verità sul laboratorio di Hawkins e segnata per sempre dalla morte di Barb, ma raramente è il fulcro emotivo della serie. Nancy cresce, diventa determinata, affronta Vecna a viso aperto, ma resta una figura più “razionale” che viscerale. Essenziale, sì. Iconica, meno.
9. Mike Wheeler

Mike è il cuore originario del gruppo, ma col passare delle stagioni perde centralità. Il suo ruolo è spesso legato a Eleven e al tema dell’amore adolescenziale, senza un arco autonomo davvero forte. La difficoltà di comunicare i propri sentimenti e la paura di crescere lo rendono realistico, ma anche narrativamente più debole rispetto ad altri personaggi che affrontano traumi più profondi e trasformazioni più radicali.
8. Will Byers

Will è la ferita aperta della serie. Il primo a scomparire, il primo a essere posseduto, quello che non torna mai davvero “a casa”. Eppure, dopo le prime stagioni, il suo ruolo diventa sempre più simbolico che attivo. Will rappresenta il trauma, la diversità, il dolore silenzioso, ma raramente guida l’azione. È fondamentale come memoria del male, meno come motore narrativo.
7. Lucas Sinclair

Lucas sale nella classifica grazie alla sua crescita emotiva concreta, soprattutto nella quarta stagione. È il personaggio che più chiaramente tenta di scegliere la “normalità”, salvo poi rendersi conto che non è possibile. Il suo amore per Max e l’impotenza di fronte alla sua distruzione lo rendono uno dei volti più dolorosamente maturi della serie. Non sempre centrale, ma sempre credibile.
6. Eleven

Eleven è il simbolo di Stranger Things, ma proprio per questo Hall of Series la colloca a metà classifica. Il suo arco è potente, ma anche molto guidato dalla trama e dal mito. È la chiave contro Vecna, la vittima del laboratorio, la “prescelta”, ma il suo percorso rischia a volte di essere più funzionale alla storia che imprevedibile. Resta centrale, ma meno sorprendente rispetto ad altri.
5. Dustin Henderson

Dustin è l’equilibrio perfetto tra leggerezza e dramma. Il suo ruolo comico non lo rende mai superficiale, e la perdita di Eddie segna uno spartiacque emotivo netto. Dustin è la coscienza del gruppo, quello che capisce prima degli altri quando l’avventura smette di essere un gioco. Il suo posizionamento alto riflette la sua costanza narrativa.
4. Jim Hopper

Hopper è uno dei personaggi più stratificati: padre mancato, sceriffo imperfetto, uomo spezzato. La sua parabola di redenzione è potente, ma anche molto classica. La prigionia in Russia e il ritorno segnano il suo punto più basso e più umano. Non è al vertice perché la sua funzione resta quella dell’adulto che protegge, mentre la serie evolve sempre più verso il trauma giovanile.
3. Steve Harrington

Steve è la trasformazione più riuscita dell’intera serie. Da cliché a colonna portante, da antagonista a figura protettiva, fino a diventare l’eroe più tragicamente irrisolto. Combatte mostri, salva bambini, ma fallisce nella vita “normale”. Il suo terzo posto premia una crescita che non porta a una ricompensa, ma a una malinconia duratura.
2. Max Mayfield

Max è il personaggio più devastante emotivamente. La sua lotta contro il lutto, la depressione e Vecna è raccontata con una delicatezza rarissima per una serie mainstream. Dear Billy è uno degli episodi più forti di tutta Stranger Things. Max arriva a un passo dalla morte e ne esce spezzata, rendendo chiaro che non sempre si vince davvero.
1. Robin Buckley

Robin è al primo posto perché rappresenta l’evoluzione più moderna e riuscita della serie. Intelligente, ironica, vulnerabile, mai ridotta a funzione narrativa. Il suo coming out non è un evento sensazionalistico, ma parte naturale del personaggio. La sua ansia, il flusso di pensieri, il modo di stare al mondo parlano a una generazione intera. Robin non salva il mondo con i poteri o le armi, ma con la lucidità e l’empatia. Ed è per questo che, secondo Hall of Series, è il personaggio meglio riuscito di Stranger Things.
Perché questi personaggi funzionano ancora
Come sottolineato anche da Hall of Series, Stranger Things non sarebbe diventata un fenomeno globale senza personaggi capaci di crescere, sbagliare e portare cicatrici visibili. Il soprannaturale è solo il contesto: ciò che resta davvero sono le relazioni, le perdite e il passaggio doloroso dall’infanzia all’età adulta. Ed è per questo che, anche dopo più stagioni, continuiamo a tornare a Hawkins.

