
Nel catalogo Netflix Italia c’è una miniserie sudcoreana che sceglie un tono diverso rispetto ai melodrammi più intensi: racconta il mondo delle start-up come spazio emotivo prima ancora che economico, uno spazio in cui ambizione, amore e fallimento convivono senza retorica. È una storia che parla di giovani adulti, ma lo fa con uno sguardo capace di intercettare anche chi osserva da lontano il linguaggio della tecnologia e dell’innovazione.

L’atmosfera è luminosa, i conflitti sono concreti, le emozioni misurate. Start-Up sceglie la forma della serie romantica contemporanea per riflettere sul valore delle scelte, sul peso delle aspettative e sulla fatica di costruirsi un futuro credibile. Il risultato è un racconto accessibile, equilibrato e sorprendentemente universale. [TRAILER in fondo]
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- Titolo originale: Start-Up
- Formato: Serie TV
- Episodi: 16
- Genere: drama romantico
- Paese di produzione: Corea del Sud
- Lingua originale: coreano
- Regia: Oh Choong-hwan
- Creatore: Park Hye-ryun
- Cast principale: Bae Suzy, Nam Joo-hyuk, Kim Seon-ho, Kang Han-na
- Produzione: Studio Dragon, tvN
La serie è ambientata in una Seul iperconnessa e competitiva, dove il successo sembra a portata di mano ma richiede sacrifici invisibili. Al centro del racconto c’è il mondo delle start-up tecnologiche, osservato non come mito contemporaneo, ma come spazio fragile, fatto di intuizioni brillanti, errori irreversibili e relazioni messe alla prova. Start-Up intreccia ambizione professionale e legami personali, mostrando come il desiderio di “diventare qualcuno” finisca spesso per scontrarsi con la paura di fallire e con il peso delle promesse non mantenute. L’atmosfera resta leggera, ma non superficiale: il conflitto non nasce mai solo dal lavoro, bensì dal modo in cui il lavoro ridisegna identità, affetti e priorità.
Cast principale e personaggi
Bae Suzy interpreta Seo Dal-mi, una giovane donna determinata a costruirsi un futuro indipendente in un settore dominato da talento, competizione e apparenze. Il personaggio è scritto con equilibrio, evitando sia l’idealizzazione sia il vittimismo.
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Nam Joo-hyuk veste i panni di Nam Do-san, genio matematico e fondatore di una start-up tecnologica, fragile e brillante allo stesso tempo. La sua traiettoria racconta il prezzo dell’intelligenza quando non è accompagnata dalla fiducia in sé.
Kim Seon-ho interpreta Han Ji-pyeong, figura chiave della serie, investitore lucido e disincantato, il cui passato silenzioso pesa quanto le sue scelte presenti. È uno dei personaggi più stratificati e memorabili del racconto.
Kang Han-na completa il quartetto principale con Won In-jae, donna ambiziosa e competitiva, specchio alternativo della protagonista, che incarna una visione più pragmatica del successo.

Start-Up è ispirata a una storia vera?
Start-Up è una storia originale, non basata su eventi reali né tratta da un’opera letteraria. Il contesto delle start-up tecnologiche si ispira a dinamiche reali dell’ecosistema coreano dell’innovazione, ma la narrazione resta completamente fiction. In definitiva, la serie è una creazione originale di Park Hye-ryun.
Cosa dice la critica?
Alla sua uscita, la serie ha ricevuto un’accoglienza generalmente positiva, soprattutto per la capacità di rendere accessibile un mondo complesso senza semplificarlo eccessivamente. La critica ha sottolineato l’equilibrio tra componente romantica e racconto professionale, oltre alla cura nella scrittura dei personaggi secondari. Il pubblico internazionale ha apprezzato in particolare il tono misurato e la struttura narrativa lineare, lontana dagli eccessi melodrammatici tipici di parte del genere, struttura che combina dramma contemporaneo e romance con uno sguardo concreto sul lavoro, sull’ambizione e sulle scelte che definiscono l’età adulta.

Quando guardare la serie su Netflix
La miniserie è già disponibile su Netflix ► GUARDA START-UP SU NETFLIX

