
Era atteso come il ritorno di un’icona, ma ciò che sta accadendo su Netflix va oltre ogni previsione: Peaky Blinders è tornato a dominare la scena, conquistando pubblico e classifiche con una forza che pochi titoli possono vantare. Da un lato il nuovo film, il sequel che riporta Tommy Shelby in un mondo sull’orlo del collasso, dall’altro la serie TV che, evidentemente trainata proprio dal film, continua a essere riscoperta e amata.
È il segno di un fenomeno che non si è mai davvero spento neppure dopo la conclusione della sesta e ultima stagione, nel 2022, ma che oggi, più che mai, si impone come una leggenda moderna della narrazione televisiva. Nel nostro articolo esamineremo le ragioni del (doppio) successo.
Leggi anche ► Ecco i 3 episodi di Peaky Blinders da recuperare prima di guardare il film

Il ritorno dei Shelby conquista la Top 10
Il debutto di Peaky Blinders: The Immortal Man su Netflix non è passato inosservato. Il film si è rapidamente posizionato al vertice della classifica, ed è tuttora al secondo posto nella Top 10 Italia, dimostrando quanto fosse alta l’attesa per il ritorno di Tommy Shelby. Ma il dato più interessante è un altro: parallelamente, la serie Peaky Blinders è risalita fino al settimo posto, segno che il pubblico sta tornando alle origini per scoprire – o riscoprire – l’intera epopea degli Shelby. È un fenomeno tipico delle grandi saghe: quando arriva un nuovo capitolo, l’intero universo narrativo si riaccende. E Peaky Blinders dimostra di avere ancora un potere di attrazione raro, capace di attraversare gli anni senza perdere intensità.
Un film oscuro e definitivo
Peaky Blinders: The Immortal Man segna un cambio di tono netto e ambizioso. La storia si sposta nella Birmingham del 1940, con l’Europa ormai travolta dalla Seconda guerra mondiale. Non è più il tempo delle scalate criminali o delle lotte per il controllo delle strade: il mondo stesso è in frantumi. Tommy Shelby torna da un esilio autoimposto per affrontare quella che si preannuncia come laresa dei conti più devastante della sua vita. Il film costruisce una tensione costante tra due fronti: da un lato la guerra, che ridefinisce alleanze e nemici; dall’altro il conflitto interiore di un uomo costretto a fare i conti con il peso delle proprie scelte.

Il risultato è un racconto più cupo, quasi crepuscolare, in cui la leggenda di Tommy Shelby viene messa in discussione. Non si tratta più solo di sopravvivere o vincere, ma di decidere cosa fare della propria eredità: conservarla o distruggerla.
Leggi anche ► Una nuova serie epica dal creatore di Peaky Blinders: i protagonisti sono le star di Adolescence
La serie: un’epopea che continua a sedurre
Se il film rappresenta l’evoluzione finale, la serie Peaky Blinders resta il cuore pulsante della saga. Creata da Steven Knight, racconta l’ascesa della famiglia Shelby tra il 1919 e il 1934, in una Birmingham segnata dalle ferite della Prima guerra mondiale. Le sei stagioni costruiscono un affresco complesso di potere, ambizione e identità. Il viaggio di Tommy Shelby è quello di un uomo che cerca di trasformare il caos in controllo, senza mai riuscire davvero a sfuggire ai propri demoni.

Il ritorno della serie in Top 10 dimostra quanto il pubblico continui a essere attratto da una scrittura stratificata e adulta, personaggi ambigui, mai completamente redenti e un’estetica riconoscibile (basti pensare ai famosi berretti dei Peaky blinders, che sono divenuti iconici).
Il volto di una leggenda
Al centro di tutto resta Cillian Murphy, la cui interpretazione di Tommy Shelby è ormai considerata una delle più riuscite della serialità contemporanea. La forza di Peaky Blinders sta anche qui: nella capacità di costruire personaggi memorabili, capaci di lasciare un segno duraturo. Il cast in comune tra il film e la serie TV, oltre allo stesso Murphy, include: Helen McCrory, Paul Anderson, Joe Cole, Sophie Rundle, Harry Kirton, Sam Neill.

