
L’Odissea di Christopher Nolan non è ancora arrivata nelle sale, ma è già diventata uno dei casi cinematografici più discussi dell’anno. Il regista di Oppenheimer, Interstellar e Inception ha appena acceso una nuova tempesta mediatica con il suo kolossal da 250 milioni di dollari tratto dal poema di Omero. E al centro della polemica c’è soprattutto una scelta: quella di affidare a Lupita Nyong’o il ruolo di Elena di Troia.

Una decisione che ha fatto esplodere il dibattito online, trascinando nella discussione anche Elon Musk, Kevin Sorbo — l’ex volto di Hercules — e l’ormai prevedibile esercito di commentatori che gridano alla ideologia “woke” ogni volta che Hollywood prova a rileggere un classico fuori dagli schemi più conservatori. Ma dietro il rumore social, la questione è molto più interessante. Perché il casting dell’Odissea di Nolan racconta qualcosa di preciso sul cinema contemporaneo e sul rapporto con i miti. Lo stesso Nolan, come vedremo, non solo difende le sue scelte nel cast, ma annuncia anche una grande sorpresa. [TRAILER in fondo]
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Lupita sarà Elena… e non solo
Dopo mesi di indiscrezioni, è stato finalmente chiarito il ruolo di Lupita Nyong’o nel film. Anzi, i ruoli. Secondo quanto rivelato da The Hollywood Reporter e confermato dallo stesso Nolan, l’attrice afroamericana (premio Oscar Miglior attrice non protagonista nel 2014 per il film 12 anni schiavo) interpreterà sia Elena di Troia sia Clitennestra, sorella di Elena e moglie di Agamennone. Una doppia interpretazione tutt’altro che casuale. Nolan non ha mai scelto gli attori soltanto per la somiglianza fisica ai personaggi storici o mitologici: il suo cinema lavora su simboli, dualità, specchi narrativi. E l’idea di affidare a un’unica attrice due figure femminili centrali della tragedia greca sembra perfettamente coerente con la sua poetica. Eppure, sul web, molti hanno reagito come se il regista avesse profanato un testo sacro.
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“Diversità forzata”: la accuse contro Nolan
Tra i più rumorosi detrattori del casting ci sono stati Elon Musk e Kevin Sorbo, che hanno attaccato apertamente la scelta di Lupita Nyong’o come Elena. Nel mirino è finito anche Elliot Page, che interpreterà il fantasma di Achille. Le accuse sono le stesse già sentite decine di volte negli ultimi anni: “agenda woke”, “revisionismo”, “diversità forzata”. Nell’Odissea, Elena compare relativamente poco: la sua presenza è confinata soprattutto al quarto libro, quando Telemaco arriva a Sparta. Achille, invece, appare soltanto come ombra nell’Ade durante il viaggio ultraterreno di Ulisse.
You could have paid me to tank this movie and I wouldn’t have thought of this. https://t.co/XDdVuuhhs3
— Kevin Sorbo (@ksorbs) May 10, 2026
Chi, invece, difende le scelte di Christpoher Nolan sostiene che il vero punto, probabilmente, non sarebbe la fedeltà filologica: piuttosto, è la difficoltà di una parte del pubblico ad accettare che un mito antico possa essere reinterpretato con sensibilità contemporanea. Ed è qui che il dibattito smette di essere cinematografico e diventa culturale. Perché Nolan, probabilmente, sta facendo esattamente ciò che i grandi autori hanno sempre fatto con i miti: reinterpretarli, piegarli alla propria visione, renderli vivi per il pubblico contemporaneo.
Nolan risponde alle polemiche: “Conta l’immersione, non la replica scolastica”
Christopher Nolan, come spesso accade, non ha alimentato direttamente lo scontro. Ma nelle sue recenti dichiarazioni il regista di Inception, Oppenheimer e Interstellar ha lasciato intendere chiaramente la propria visione artistica. Il regista ha spiegato di voler trasformare l’Odissea in un’esperienza immersiva e sensoriale, più che in una semplice trasposizione illustrativa del poema. Anche per questo ha scelto di non rappresentare gli dèi dell’Olimpo come personaggi fisici. Secondo Nolan, per gli uomini del mondo antico la presenza divina era ovunque: nelle tempeste, nel mare, nei venti, nella furia della natura. È un approccio coerente con tutta la sua filmografia: Nolan non è interessato alla ricostruzione museale, ma alla percezione del tempo, della paura, dello spazio e del mito.

Un cast stellare per L’Odissea più ambiziosa di sempre
Anche il resto del cast di Odissea è semplicemente impressionante. Matt Damon sarà Ulisse. Anne Hathaway (al cinema anche con Il diavolo veste Prada 2) interpreterà Penelope. Jon Bernthal sarà Menelao, Benny Safdie vestirà i panni di Agamennone, mentre nel progetto compaiono anche Zendaya, Tom Holland, Robert Pattinson e Charlize Theron. E proprio Anne Hathaway ha raccontato un dettaglio che dice molto del clima sul set: nonostante il budget enorme, il cast avrebbe accettato alloggi modesti durante le riprese in Sicilia pur di lavorare con Nolan. Il film uscirà nelle sale italiane il 16 luglio 2026.

