
Il conto alla rovescia può partire, è disponibile il “Countdown Trailer” (ovvero l’ultimo trailer ufficiale, quasi una piccola anteprima di ben due minuti e mezzo) di Odissea e, almeno dal punto di vista visivo, Christopher Nolan sembra aver confezionato un kolossal mitologico come Hollywood non produceva da tempo. Tempeste, triremi, armature, guerrieri coperti di fango, divinità, creature leggendarie e un Matt Damon nei panni di un Ulisse segnato da anni di guerra e di viaggio restituiscono immediatamente un’impressione di grande epicità. Tutto sembra suggerire un adattamento ambiziosissimo.

Eppure, accanto all’entusiasmo per questo kolossal da 250 milioni di dollari tratto dal poema di Omero, le polemiche non si sono esaurite, tutt’altro. Alcune scelte di casting hanno riacceso il dibattito e portano molti a chiedersi se Nolan stia davvero cercando di trasporre fedelmente il poema oppure se abbia preferito reinterpretarlo seguendo le sensibilità culturali del cinema contemporaneo. [TRAILER in fondo]
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L’approccio del visionario regista
L’uscita è fissata nei cinema italiani per il 17 luglio 2026 e Universal sta promuovendo il film come uno dei grandi eventi cinematografici dell’anno, pensato per essere vissuto sul grande schermo e soprattutto in IMAX. L’obiettivo dichiarato sembra quello di restituire all’Odissea tutta la sua imponenza, con un approccio realistico e spettacolare. Matt Damon sarà Ulisse. Anne Hathaway (al cinema anche con Il diavolo veste Prada 2) interpreterà Penelope e Tom Holland il figlio Telemaco. Jon Bernthal sarà Menelao, Benny Safdie vestirà i panni di Agamennone, mentre nel progetto compaiono anche Zendaya, Robert Pattinson, Charlize Theron ed Elliot Page. Anne Hathaway ha raccontato un dettaglio che dice molto del clima sul set: nonostante il budget enorme, il cast avrebbe accettato alloggi modesti durante le riprese in Sicilia pur di lavorare con Nolan.

Damon appare credibile come un uomo logorato da anni di guerra, perdita e navigazione. Holland rappresenta efficacemente il giovane Telemaco, cresciuto senza la figura paterna, mentre Anne Hathaway trasmette la dignità e la forza di una Penelope costretta a difendere il proprio regno dall’assedio dei pretendenti. L’impressione è che Nolan voglia allontanarsi da una rappresentazione fantasy e patinata del mito per proporre invece un mondo più duro, terreno e realistico. Proprio questa ricerca di autenticità rende però ancora più discusse alcune decisioni legate al cast.
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Le feroci polemiche sul cast di Odissea
La scelta che ha suscitato il maggior numero di commenti riguarda Lupita Nyong’o nel ruolo di Elena di Troia. l’attrice afroamericana (premio Oscar Miglior attrice non protagonista nel 2014 per il film 12 anni schiavo) interpreterà sia Elena di Troia sia Clitennestra, sorella di Elena e moglie di Agamennone. Una doppia interpretazione tutt’altro che casuale. Nolan non ha mai scelto gli attori soltanto per la somiglianza fisica ai personaggi storici o mitologici: il suo cinema lavora su simboli, dualità, specchi narrativi. E l’idea di affidare a un’unica attrice due figure femminili centrali della tragedia greca sembra perfettamente coerente con la sua poetica. Eppure, sul web, molti hanno reagito come se il regista avesse profanato un testo sacro.
Elena è la donna la cui straordinaria bellezza scatena la guerra di Troia e diventa simbolo di desiderio, conflitto e rovina. Nel corso dei secoli la sua immagine si è consolidata come una delle figure più iconiche della tradizione letteraria dell’intero patrimonio culturale occidentale. Le fonti antiche offrono indicazioni abbastanza precise. Nell’Iliade Omero utilizza espressioni come “dalle bianche braccia”, formula tipica dell’ideale aristocratico femminile dell’epoca. Altri testi fanno riferimento al termine greco xanthē, generalmente associato a tonalità chiare o dorate dei capelli e dell’incarnato. Le accuse sono le stesse già sentite decine di volte negli ultimi anni: “agenda woke”, “revisionismo”, “diversità forzata”.

Un discorso analogo, pur con caratteristiche differenti, riguarda Elliot Page nel ruolo di Sinon. Nella tradizione del ciclo troiano, Sinon è il greco che convince i Troiani ad accogliere il celebre cavallo di legno entro le mura della città, rendendo possibile la sua caduta. Anche in questo caso, il dibattito non riguarda le capacità interpretative dell’attore, ma il fatto che, in un film già al centro delle discussioni per alcune scelte di casting, anche questa decisione venga letta da parte del pubblico come un ulteriore segnale della volontà di reinterpretare i personaggi classici secondo criteri contemporanei.
Trasposizione epica o rilettura contemporanea?
Il nodo della questione, per molti critici, non è tanto l’aggiornamento del mito quanto il contrasto tra questa libertà interpretativa e la promozione del film come una grande trasposizione epica dell’Odissea. Se Nolan avesse dichiarato apertamente di voler realizzare una rilettura completamente simbolica o contemporanea, il dibattito probabilmente avrebbe assunto toni diversi. Il trailer, invece, insiste su un’estetica improntata al realismo: paesaggi mediterranei, costumi storicamente ispirati, armi, imbarcazioni e ambientazioni che cercano di ricreare un preciso immaginario antico. In questo contesto, ogni elemento percepito come distante dalle fonti tende inevitabilmente ad attirare maggiore attenzione.

Il regista risponde alle polemiche
Christopher Nolan, come spesso accade, non ha alimentato direttamente lo scontro. Ma nelle sue recenti dichiarazioni il regista di Inception, Oppenheimer e Interstellar ha lasciato intendere chiaramente la propria visione artistica. Il regista ha spiegato di voler trasformare l’Odissea in un’esperienza immersiva e sensoriale, più che in una semplice trasposizione illustrativa del poema.

