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Cosa succede se si concretizza l’accordo da 83 miliardi? 17 giorni e poi…

06/01/2026 13:25 - Ultimo aggiornamento 06/01/2026 13:40
Netflix e Warner Bros: cosa cambia se l'accordo va in porto? Ecco gli scenari piĂą plausibili se si conclude l'affare da 83 miliardi.

Il potenziale accordo da oltre 82 miliardi di dollari tra Netflix e Warner Bros. continua ad alimentare il dibattito a Hollywood. Al centro della discussione c’è la finestra di sfruttamento cinematografico, ovvero il periodo che separa l’uscita in sala dei film dal loro approdo in streaming, un nodo cruciale che potrebbe ridefinire i rapporti di forza tra esercenti, major e piattaforme digitali.

Secondo quanto riportato da Deadline, Netflix spingerebbe per una permanenza nelle sale di soli 17 giorni prima della distribuzione online. Una linea che ha immediatamente sollevato le preoccupazioni dell’industria cinematografica tradizionale, dove catene come AMC continuano a difendere una finestra minima di 45 giorni, ritenuta essenziale per la sostenibilità delle sale.
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Netflix e Warner Bros: cosa cambia se l'accordo va in porto? Ecco gli scenari piĂą plausibili se si conclude l'affare da 83 miliardi.

La questione è emersa all’interno di un articolo di Deadline dedicato al finale della quinta stagione di Stranger Things, che ha incassato circa 25 milioni di dollari al botteghino nonostante l’uscita simultanea su Netflix. L’analisi sottolineava come a Hollywood cresca il timore verso quelle che lo streaming considera ormai “finestre standard”, ma che per molti operatori tradizionali rappresentano una minaccia diretta.

La rivelazione più delicata riguarda però le indiscrezioni secondo cui Netflix avrebbe sostenuto con decisione la finestra di 17 giorni, giudicata da molti addetti ai lavori potenzialmente devastante per il settore cinematografico. Va precisato che questo non implica automaticamente che tale modello verrebbe applicato ai film Warner Bros. qualora l’accordo venisse approvato: è plausibile che le parti negozino un compromesso, collocandosi tra i 45 giorni richiesti dagli esercenti e i 17 preferiti da Netflix.
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Netflix e Warner Bros: cosa cambia se l'accordo va in porto? Ecco gli scenari piĂą plausibili se si conclude l'affare da 83 miliardi.

Quel che appare certo è che la questione rischia di generare forti tensioni a Hollywood, soprattutto perché la priorità strategica di Netflix resta il rafforzamento dello streaming. Se la piattaforma dovesse effettivamente imporre una finestra così ridotta, l’impatto potrebbe riguardare produzioni di primo piano come Man of Tomorrow di James Gunn, Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum di Andy Serkis, The Batman: Parte 2 di Matt Reeves e Godzilla x Kong: Supernova. Resta aperto anche il nodo di come registi e creativi di primo piano reagirebbero all’idea di vedere i propri film arrivare in streaming meno di tre settimane dopo l’uscita in sala.

L’operazione, stimata in 82,7 miliardi di dollari, ha inoltre innescato una reazione politica: alcuni membri del Congresso statunitense hanno espresso forti perplessità e l’accordo dovrebbe essere sottoposto a un attento scrutinio antitrust. In parallelo, almeno un abbonato di HBO ha avviato un’azione legale contro Netflix, sostenendo che l’intesa potrebbe danneggiare la concorrenza nel mercato dello streaming in abbonamento negli Stati Uniti, agendo di fatto in regime di monopolio.

Netflix e Warner Bros: cosa cambia se l'accordo va in porto? Ecco gli scenari piĂą plausibili se si conclude l'affare da 83 miliardi.

HBO Max, di proprietà di Warner Bros., ospita franchise di enorme richiamo come Game of Thrones, Harry Potter, l’universo DC guidato da James Gunn e Barbie, e secondo le previsioni parte del suo catalogo potrebbe essere progressivamente integrata in Netflix una volta completata l’operazione. In risposta alle preoccupazioni degli utenti, Netflix ha inviato una e-mail rassicurante agli abbonati, assicurando che nulla cambierà “oggi” e che le due piattaforme continueranno a operare separatamente fino alla chiusura dell’accordo, senza escludere futuri rincari ma confermando la stabilità degli attuali piani nel breve periodo.

Quanto alle tempistiche, Netflix stima di completare l’operazione entro 12–18 mesi, con una possibile chiusura non prima di dicembre 2026 e più probabilmente entro l’estate 2027: lo sostiene anche il Corriere della sera. In una call con gli investitori, il CEO Ted Sarandos ha espresso ottimismo sull’esito del processo regolatorio, dichiarando: “Abbiamo molta fiducia nel percorso normativo. Questo accordo è a favore dei consumatori, dell’innovazione, dei lavoratori, dei creatori e della crescita”.