
Mentre in Spagna, nel momento in cui scriviamo, è in corso un vero e proprio terremoto politico, Su Netflix, ricostruisce uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi anni in Spagna, trasformando un fatto reale in un racconto teso, ambiguo e profondamente inquietante. Una miniserie crime che affonda senza filtri in una storia vera disturbante, fatta di desiderio, violenza e giochi di potere.

Al centro della serie In fiamme (El cuerpo en llamas) c’è Úrsula Corberó, lontanissima dall’immaginario pop che l’ha resa famosa in Casa di Carte. Qui non ci sono eroi né redenzione: emergono scandali sessuali e corruzione all’interno del corpo di polizia, relazioni tossiche e una verità che affiora lentamente, tra silenzi istituzionali e sospetti. Un true crime che non cerca lo shock facile, ma scava nella zona più oscura dell’intimità umana. [TRAILER in fondo]
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- Titolo originale: El cuerpo en llamas
- Titolo internazionale: Burning Body
- Formato: Miniserie
- Episodi: 8
- Genere: crime, true crime, thriller
- Paese di produzione: Spagna
- Lingua originale: Spagnolo
- Creatori: Jorge Torregrossa, Laura Sarmiento
- Cast principale: Úrsula Corberó, Quim Gutiérrez, José Manuel Poga
- Produzione: Netflix
- Data di uscita su Netflix: 8 settembre 2023
- Age rating: VM14
La vicenda prende avvio nel maggio del 2017, quando i resti carbonizzati di un agente di polizia, Pedro Rodríguez, vengono ritrovati all’interno di un’auto bruciata nel bacino di Foix, nei pressi di Barcellona. Quello che inizialmente appare come un caso isolato si trasforma rapidamente in un’indagine complessa, destinata a scoperchiare una rete di rapporti personali segnati da gelosia, violenza e manipolazione.

Attraverso una struttura fatta di continui flashback, la serie ricostruisce la vita privata della vittima e il legame con Rosa Peral, collega e compagna, figura centrale del racconto. L’indagine si muove tra presente e passato, mostrando come una relazione tossica e una spirale di desiderio e potere abbiano progressivamente condotto al delitto.
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Più che concentrarsi sul “chi”, In fiamme lavora sul “come” e sul “perché”, mettendo in scena un true crime psicologico che esplora l’ambiguità morale dei personaggi e il contesto istituzionale in cui il crimine ha preso forma. La tensione non nasce dai colpi di scena, ma dalla lenta emersione di una verità frammentata, inquietante e priva di consolazioni.
In fiamme: cast della serie
In In fiamme il fulcro narrativo è Úrsula Corberó, che interpreta Rosa Peral, figura centrale del caso. L’attrice, che ha raggiunto la fama internazionale nel 2017 grazie all’interpretazione di Tokyo nella serie televisiva La casa di carta, adotta qui un registro freddo e controllato, lontanissimo dall’energia pop che l’ha resa celebre. Il personaggio è costruito sull’ambiguità: seducente, manipolatorio, opaco, sempre al confine tra vittima e carnefice.

Accanto a lei, Quim Gutiérrez dà volto ad Albert López, collega e amante coinvolto nel delitto. Conosciuto per Azuloscurocasinegro e El vecino, Gutiérrez interpreta un personaggio dominato da gelosia e dipendenza emotiva, tratteggiato senza attenuanti e con un tono volutamente disturbante.
Il terzo vertice del racconto è José Manuel Poga, nel ruolo di Pedro Rodríguez, la vittima attorno a cui ruota l’intera vicenda. Attore visto ne La Casa di Carta e Sky Rojo, Poga compare soprattutto nei flashback, contribuendo a delineare un personaggio inserito in una rete di relazioni tossiche e dinamiche di potere interne al corpo di polizia.
In fiamme: la storia vera
Sì. In fiamme è ispirata a una storia vera che ha sconvolto la Spagna nel 2017. Il caso, noto come il crimine della Guardia Urbana, riguarda l’omicidio di un agente di polizia, trovato carbonizzato all’interno della propria auto nei pressi di Barcellona. Le indagini portarono alla luce una rete di relazioni sentimentali, abusi di potere, scandali sessuali e corruzione all’interno del corpo di polizia. Al centro della vicenda reale c’è Rosa Peral, insieme al suo ex amante Albert López. Durante il processo, iniziato nel 2020, i due si accusarono reciprocamente fino alla condanna definitiva: 25 anni di carcere per Peral e 20 per López. La serie Netflix rielabora i fatti con un taglio narrativo, ma resta fedele al nucleo della cronaca, concentrandosi soprattutto sulle dinamiche psicologiche e sulle zone d’ombra che hanno circondato il caso.

Sempre su Netflix è disponibile anche il documentario Il caso Rosa Peral, che ricostruisce gli eventi reali e offre un punto di vista più diretto e cronachistico su una delle storie di cronaca nera più inquietanti della Spagna recente.

