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Ancora un addio nel mondo del cinema: ci lascia un grande interprete italiano

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09/04/2026 14:15 - Ultimo aggiornamento 09/04/2026 14:21
È morto Mario Adorf: l'attore italosvizzero aveva 95 anni e ha scritto la storia del cinema europeo, non solo italiano.

Uno sguardo riconoscibile, una voce capace di cambiare tono in un attimo, la sensazione di avere davanti un pezzo di cinema vero: in queste ore, tra ricordi e fotogrammi condivisi, una notizia sta lasciando un vuoto silenzioso. La conferma è arrivata dalla Deutsche Presse-Agentur, che cita il manager Michael Stark: Mario Adorf è morto a 95 anni. Si è spento nel suo appartamento di Parigi. Secondo quanto riferito dalla moglie, l’attore si era ammalato di recente.

Nato l’8 settembre 1930, Adorf aveva una storia personale che sembrava già un film: padre chirurgo calabrese, madre radiologa tedesca, nascita a Zurigo e crescita in Germania. Eppure, con l’Italia non ha mai reciso il filo: un legame che si sentiva nei ruoli, nelle scelte e nella naturalezza con cui attraversava i confini.
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È morto Mario Adorf: l'attore italosvizzero aveva 95 anni e ha scritto la storia del cinema europeo, non solo italiano.

Tra le sue qualità più sorprendenti c’era proprio questa: era uno dei pochi interpreti capaci di recitare con disinvoltura in tedesco, italiano, francese e inglese, senza perdere intensità. Un talento che gli ha permesso di essere credibile ovunque, dal cinema d’autore ai generi più popolari. Dopo gli studi alla Otto Falckenberg School di Monaco di Baviera, negli anni Cinquanta e Sessanta Adorf si impone come attore versatile, capace di passare dal dramma al ruolo più cupo con una facilità quasi spiazzante. Nel 1957 arriva uno dei passaggi decisivi: il film Nachts, wenn der Teufel kam (“Ordine di uccidere”), dove interpreta un serial killer. Un ruolo scomodo, di quelli che non si dimenticano, e che gli vale attenzione e rispetto: da lì in poi, la sua presenza diventa sempre più richiesta. Come si evince dalla foto in basso, ha anche recitato con la grande Sofia Loren nel film Dieci italiani per un tedesco (Via Rasella), nel 1962.

È morto Mario Adorf: l'attore italosvizzero aveva 95 anni e ha scritto la storia del cinema europeo, non solo italiano.

Negli anni Settanta Adorf diventa un volto iconico anche per il pubblico italiano, soprattutto grazie al cinema di genere. In particolare, nel genere poliziottesco riesce a lasciare un segno con personaggi duri, ambigui, spesso pericolosamente magnetici. Tra i titoli che ancora oggi vengono citati dagli appassionati c’è Milano calibro 9 (1972) di Fernando Di Leo, in cui interpreta Rocco Musco. Un ruolo che ha contribuito a costruire quell’immaginario di tensione e oscurità tipico di una stagione cinematografica amatissima. Nel suo percorso non mancano i grandi capitoli del cinema europeo. Tra questi spicca Il tamburo di latta (1979) di Volker Schlöndorff, vincitore della Palma d’Oro a Cannes e dell’Oscar al miglior film straniero.

È morto Mario Adorf: l'attore italosvizzero aveva 95 anni e ha scritto la storia del cinema europeo, non solo italiano.

Non è stato soltanto cinema. Adorf ha lavorato anche molto in televisione e, per il pubblico italiano, c’è un ricordo che torna subito a galla: il suo ruolo del re, padre di Fantaghirò, nella serie fantasy Fantaghirò. Un titolo che negli anni Novanta è diventato un piccolo cult intergenerazionale. E in quel mondo fiabesco, la sua presenza dava peso e autorevolezza al racconto. In molti lo ricordano anche ne La Piovra 4, in cui era Salvatore Frolo.

È morto Mario Adorf: l'attore italosvizzero aveva 95 anni e ha scritto la storia del cinema europeo, non solo italiano.

Nel corso della vita Adorf ha mostrato anche un lato meno noto al grande pubblico, ma coerente con il suo carattere: è stato scrittore e cantante. Ha pubblicato libri autobiografici e racconti, spesso attraversati da un tono ironico e riflessivo. Nel 2016 arriva anche un riconoscimento che suona come un sigillo: il Pardo alla carriera al Locarno Film Festival, uno dei premi più importanti dedicati a chi ha attraversato decenni di cinema lasciando tracce profonde. Oggi, mentre la notizia della sua scomparsa fa il giro del mondo, resta la sensazione che con Mario Adorf se ne vada un pezzo di quel cinema capace di parlare a tutti: colto e popolare, europeo e italiano, intenso e sorprendentemente umano.

Antonio Oliverio

Antonio Oliverio

Antonio Oliverio, laureato in Scienze politiche, dopo essersi dedicato ad altre esperienze lavorative ha intrapreso la carriera giornalista: è pubblicista dal 2013, oltre a svolgere l'attività di agente letterario. Si è occupato di cronaca, cultura e spettacoli. Appassionato di cinema, di documentari storici e di serie televisive, tra le quali ama particolarmente il genere Crime (ma è incensurato), ha trovato nella redazione di NetflixMania il suo habitat naturale. Fa anche parte della redazione de ilparagone.itView Author posts