
È scomparso Antonello Fassari, volto amatissimo del grande e piccolo schermo. Si è spento a 72 anni a Roma. Fassari era uno degli attori italiani più amati, con una naturale inclinazione per la comicità, ma eccellente anche in ruoli drammatici, e una carriera che ha lasciato il segno nella cultura pop. Dal sarcasmo tagliente di programmi cult come Avanzi, fino al cuore pulsante de I Cesaroni, dove vestiva i panni indimenticabili del barista Cesare, Fassari ha saputo conquistare generazioni diverse con ironia, intensità e autenticità.

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Da Ciro Buffoni ai Cesaroni (e tanto altro)
Nato a Roma il 4 ottobre 1952, diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, Fassari è stato attore, regista, sceneggiatore. Un artista completo. Dopo decenni tra cinema, teatro e tv, è entrato nel cuore del grande pubblico con il ruolo di Libero ne I Cesaroni (2006–2014), e prima ancora con la sua interpretazione intensa e memorabile in Romanzo Criminale (2005), dove ha dato volto e anima a Ciro Buffoni, membro della Banda della Magliana che verrà ucciso dal Freddo, ovvero, nel film, Kim Rossi Stuart.

Dietro le quinte: il dolore e la forza
In pubblico sempre ironico, diretto, autentico. In privato, una battaglia silenziosa, ricostruita con garbo, tra gli altri, da Sky Tg24: la fine del matrimonio nel 2005, i momenti oscuri segnati da ansia, depressione e lottando contro l’angina, una malattia cardiaca che lo accompagnava da anni. Eppure, negli ultimi tempi, era pronto a tornare. Aveva annunciato il ritorno sul set con una nuova stagione de I Cesaroni, girata proprio alla Garbatella, dove tutto era iniziato.
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La lunghissima carriera di Antonello Fassari
Fassari ha lavorato con i giganti: Vanzina, Steno, Monicelli, De Sica, Risi, Placido, Giordana. Un talento camaleontico, capace di passare dal dramma alla commedia con una naturalezza rara. La sua ultima apparizione sul grande schermo è del 2024, nel film Flaminia, debutto alla regia di Michela Giraud.