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“Money shot: la storia di Pornub”: la vera (e controversa) storia del colosso del porno su Netflix

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16/03/2023 12:42 - Ultimo aggiornamento 16/03/2023 16:32

È un sito tra i più cliccati al mondo, c’è chi lo conosce e chi mente. Pornhub.com è un portale canadese di pornographic video sharing, ovvero consente la libera condivisione di materiale video pornografici, al centro del documentario Netflix “Money shot: la storia di Pornub”, rilasciato ieri 15 marzo. Chi usufruisce di porno online non sa cosa ci sia dietro un’azienda del genere, e probabilmente neppure gli interessa granché. Eppure dovrebbe. Ecco perché, partendo dal documentario, cercheremo di esplorare il fenomeno globale che lo ha reso il sito leader del settore, ma anche le numerosissime controversie e accuse che ha subito. Il sito, ad esempio, è oscurato in alcuni Paesi, quali le Filippine e l’India. (Continua a leggere dopo la foto)
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Attraverso le testimonianze di pornostar professionisti, lavoratori del mondo del sesso, influencer e vittime di diffusione di filmati pornografici non autorizzati, il documentario (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick) fa riflettere sul vero volto di un industria miliardaria quanto ambigua.

“Money shot: la storia di Pornhub” | Il cast

Gwen Adora: performer
Asa Akira: Ambasciatrice di Pornhub
Siri Dahl: performer
Cherie DeVille: performer
Natassia Dreams: Ambasciatrice di Pornhub
Wolf Hudson: performer
Allie Knox: performer

“Money shot: la storia di Pornhub” | Il trailer

“Money shot: la storia di Pornhub” | La trama

Alla regia troviamo Suzanne Hillinger, giovane produttrice e regista, già nominata agli Emmy Awards del 2017 per la sua collaborazione, come produttrice, alla serie “American Masters”. Il punto di vista di una donna, naturalmente, inquadra con maggiore onestà un mondo in cui la donna stessa e il suo corpo vengono sovente mercificati (cosa che avviene in misura molto minore con gli uomini) ma soprattutto – e ne parleremo in un apposito paragrafo – affronta il problema della non consensualità alla pubblicazione di tali contenuti, spesso privati se non proprio estorti. Ci si concentra dapprima sulla genesi e l’ascesa del sito che dal 2007 offre piacere ai suoi utenti. Pornhub venne creato da Matt Keezer, subito strutturato in generi, tag e categorie, sul modello di YouTube. Ogni intervista si apre con una semplice domanda: ti ricordi il primo porno che hai mai visto? Modelle e performer del mondo del porno si alternano ai microfoni di Suzanne Hillinger raccontando la loro esperienza diretta e indiretta, così come chi gestisce o ha gestito in passato l’azienda, chi fa parte dell’area marketing o di quella commerciale (Continua a leggere dopo la foto)

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Il materiale non consensuale e altri problemi

Pornhub ha cambiato radicalmente il modo di produrre e distribuire la pornografia. Suzanne Hillinger ha iniziato a lavorare al film poco dopo la pubblicazione, nel dicembre 2020, di un editoriale del New York Times di Nicholas Kristof intitolato “The Children of Pornhub”, che riportava casi reali di stupro e abuso sessuale di adolescenti, pubblicati sul sito web con estrema leggerezza, portando Mastercard e Visa a porre fine all’elaborazione dei pagamenti con Pornhub. Inoltre, nel Febbraio 2021 la società canadese proprietaria di Pornhub, MindGeek, è stata coinvolta in una causa civile collettiva, che accusava il sito di includere nel ricco catalogo sessuale video con vittime minori non consenzienti. Quest’ultimo punto è davvero problematico e pericoloso: sì, vi è la categoria “18+”, ma nessuno ci dà la certezza della maggiore età di giovanissime, e inconsapevoli, protagoniste di taluni video caricati dagli utenti. Si può rovinare la vita di chi vi finisca dentro contro la propria volontà. “Questo problema del materiale non consensuale su Internet non è un problema di Pornhub. È un problema di Internet“, ha detto al Guardian la regista, Suzanne Hillinger. Naturalmente il documentario fa sentire anche l’altra campana, quella di chi difende la libertà di godere delle gioie del sesso anche attraverso i new media, ma la virtù principale del lavoro della regista americana è proprio il focus sulle criticità di questa particolare industria.

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FONTI

Netflix, IMDb,The Guardian, Sky tg24