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Da vampiro a rockstar: su Netflix la stagione più folle della serie tratta dal capolavoro di Ann Rice

24/08/2026 13:08 - Ultimo aggiornamento 24/08/2026 13:27
Intervista col vampiro 3: da vampiro a rockstar. Su Netflix la stagione più audace della serie tratta dal capolavoro di Anne Rice.
Sam Reid (Foto: Netflix ©)

Alla terza stagione, compie una scelta che poche serie avrebbero il coraggio di fare: cambia nome, cambia prospettiva e consegna il centro della scena a Lestat, trasformandolo in una rockstar contemporanea. Il risultato è il capitolo più sfacciato e imprevedibile della serie, sostenuto da un Sam Reid magnetico, capace di far convivere nello stesso personaggio narcisismo, ferocia e una vulnerabilità quasi dolorosa.

Intervista col vampiro 3: da vampiro a rockstar. Su Netflix la stagione più audace della serie tratta dal capolavoro di Anne Rice.

La terza stagione di Intervista col vampiro, intitolata The Vampire Lestat e proposta in Italia come Intervista col vampiro – Intervista con Lestat, abbandona buona parte dell’impianto delle prime due annate per trasformare il fantasy dal tratto gotico ispirato ai romanzi di Anne Rice in qualcosa di più provocatorio: un racconto di celebrità, desiderio, memoria e potere che utilizza il rock come nuova lingua di Lestat. Non è un semplice cambio di scenario: per la prima volta è lui a impadronirsi del racconto, e quando Lestat decide di raccontare la propria versione dei fatti, anche ciò che credevamo di sapere diventa improvvisamente meno sicuro. [TRAILER in fondo]
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Di cosa parla Intervista col vampiro 3

Dopo che Daniel Molloy ha trasformato in un libro la storia di Louis e Lestat, il vampiro interpretato da Sam Reid decide che qualcun altro ha parlato abbastanza al suo posto. La sua risposta non è una smentita né una nuova intervista nel senso tradizionale: Lestat forma una band, incide un album e parte per un tour negli Stati Uniti, usando il palcoscenico per riprendersi la propria storia e, naturalmente, per mettere se stesso al centro del mondo.

Intervista col vampiro 3: da vampiro a rockstar. Su Netflix la stagione più audace della serie tratta dal capolavoro di Anne Rice.

La serie si sposta così nel presente e segue l’ascesa di Lestat come rockstar immortale, mentre il successo della band aumenta insieme alla sua influenza sugli esseri umani e sulla comunità dei vampiri. Ma dietro concerti, eccessi e provocazioni continuano ad affiorare i fantasmi della sua lunghissima esistenza. Il passato torna attraverso figure che hanno determinato ciò che Lestat è diventato, mentre sullo sfondo prende forma la Great Conversion, una crescita innaturale della popolazione vampirica destinata ad alterare equilibri che sembravano immutabili.
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Perché la terza stagione cambia tutto

La trasformazione più interessante non riguarda soltanto l’ambientazione. Le prime due stagioni erano costruite essenzialmente sulla memoria di Louis: Lestat esisteva anche attraverso il modo in cui Louis lo ricordava, lo amava, lo temeva e lo accusava. The Vampire Lestat rovescia questo dispositivo e concede finalmente la parola all’imputato. Il risultato è inevitabilmente ambiguo. Lestat vuole correggere la versione di Louis, ma non significa che la sua sia più affidabile. La serie continua così uno dei discorsi più intelligenti iniziati nelle stagioni precedenti: la memoria non è un archivio neutrale e chi racconta una storia esercita sempre una forma di potere su chi viene raccontato.

Poi c’è il rock. Non come semplice decorazione estetica, ma come prolungamento naturale del personaggio. Lestat ha trascorso secoli desiderando di essere amato, guardato, temuto e adorato: trasformarlo in una rockstar significa semplicemente dargli davanti migliaia di persone ciò che ha sempre cercato nelle sue relazioni private. La fama diventa così un’altra forma di vampirismo: seduce, consuma e separa dal resto dell’umanità.

Cast e personaggi

Sam Reid è ancora Lestat de Lioncourt, ma questa volta non deve dividere il centro della scena con nessuno. L’attore australiano porta alle estreme conseguenze il lavoro iniziato nel 2022: il suo Lestat è vanitoso, teatrale, erotico, crudele e disperatamente bisognoso d’amore. La trasformazione in frontman gli permette di amplificare caratteristiche che erano già presenti nel personaggio, senza ridurlo a una caricatura rock.

Jacob Anderson, conosciuto anche per Game of Thrones, torna nei panni di Louis de Pointe du Lac. Il cambio di prospettiva modifica inevitabilmente la sua posizione nella storia: dopo essere stato la voce dominante delle prime due stagioni, Louis deve ora convivere con la versione dell’uomo che ha raccontato. Eric Bogosian riprende il ruolo del giornalista Daniel Molloy, l’uomo che ha dato forma pubblica alla storia raccontata da Louis. La pubblicazione del suo libro diventa uno degli elementi che spingono Lestat a reagire e a rivendicare la propria voce.

Torna inoltre Assad Zaman nel ruolo di Armand, mentre Delainey Hayles compare ancora come Claudia. Tra le presenze più importanti della nuova stagione c’è Jennifer Ehle, due volte vincitrice del Tony Award e già vista in Zero Dark Thirty e Contagion, qui nei panni di Gabriella Vece, figura decisiva nel passato di Lestat. Nel cast figurano inoltre Sheila Atim come Akasha, Christopher Heyerdahl come Marius e Damien Atkins come Magnus.

Intervista col vampiro 3: da vampiro a rockstar. Su Netflix la stagione più audace della serie tratta dal capolavoro di Anne Rice.

Dietro la trasformazione rock di Lestat

Il passaggio dal dramma gotico al rock non è un’invenzione costruita per la televisione. Anne Rice aveva già trasformato Lestat in una rockstar nel secondo romanzo delle Cronache dei vampiri, Scelti dalle tenebre (The Vampire Lestat), pubblicato nel 1985. La serie prende dunque una delle svolte più eccentriche dell’opera originale e la porta fino alle conseguenze più estreme.

Per costruire il Lestat performer, Sam Reid ha studiato anche David Bowie, in particolare registrazioni legate al tour di Cracked Actor del 1974, cercando quella combinazione di spettacolo, mistero e controllo del pubblico necessaria a rendere credibile un vampiro capace di dominare un’arena. Le influenze musicali e visive attraversano più decenni di rock, mentre il compositore Daniel Hart assume un ruolo ancora più centrale nella costruzione dell’identità della stagione. La musica, infatti, non è un accessorio. Le canzoni originali diventano parte del racconto e della psicologia di Lestat: sono un altro modo attraverso cui il personaggio tenta di riscrivere se stesso davanti al pubblico.

L’universo letterario di Anne Rice

Intervista col vampiro nasce dall’universo letterario creato dalla scrittrice statunitense Anne Rice. Le prime stagioni hanno rielaborato soprattutto Intervista col vampiro, romanzo pubblicato nel 1976, mentre la terza sposta il baricentro verso The Vampire Lestat, secondo volume delle celebri Cronache dei vampiri. La serie televisiva non segue però i romanzi in maniera meccanica. Personaggi, cronologie e dinamiche vengono riorganizzati e reinterpretati, mantenendo al centro i grandi temi di Rice: immortalità, desiderio, colpa, solitudine, religione e bisogno d’amore. Dalla sua penna è tratto anche un altro successo Netflix: Talamasca.

Intervista col vampiro 3: da vampiro a rockstar. Su Netflix la stagione più audace della serie tratta dal capolavoro di Anne Rice.

Cosa dice la critica

La svolta poteva essere un disastro. Trasformare una delle serie vampiresche più eleganti degli ultimi anni in un melodramma glam rock pieno di concerti, eccessi e ironia significava rischiare di distruggere proprio l’identità costruita nelle prime due stagioni. La risposta della critica, invece, è stata nettamente positiva: The Vampire Lestat registra il 96% su Rotten Tomatoes, mentre su IMDb la stagione autonoma è valutata 8,0/10.

Uno degli elementi più apprezzati è proprio Sam Reid. Il suo Lestat non viene trattato come una semplice icona sexy o un mostro affascinante: dietro l’esibizionismo rimane un uomo condannato a trasformare ogni sentimento in spettacolo. La critica ha sottolineato anche il coraggio di una stagione che non tenta di replicare la formula precedente, ma accetta il rischio di diventare più musicale e apertamente eccessiva.

Intervista col vampiro 3: da vampiro a rockstar. Su Netflix la stagione più audace della serie tratta dal capolavoro di Anne Rice.

Vale la pena guardarlo?

Intervista col vampiro 3 funziona proprio perché non prova a rifare le prime due stagioni. È più rumorosa, più esibizionista e talvolta persino sfacciatamente kitsch, ma dietro il trucco, le chitarre e il sangue conserva ciò che ha sempre reso interessante questa versione dell’universo di Anne Rice: personaggi che utilizzano l’immortalità per nascondere fragilità profondamente umane.

La riserva riguarda proprio la radicalità della trasformazione. Chi amava soprattutto l’eleganza gotica, l’intimità e la tensione psicologica delle prime stagioni potrebbe avvertire uno strappo: il glam rock, l’ironia e il gusto camp occupano molto più spazio. Chi invece accetta che Intervista col vampiro possa cambiare pelle insieme al proprio narratore troverà una stagione coraggiosa, imperfetta e difficilmente confondibile con qualsiasi altro fantasy televisivo contemporaneo.

Quando guardare Intervista col vampiro 3 su Netflix

Intervista col vampiro – Intervista con Lestat, ovvero la terza stagione di Intervista col vampiro, è disponibile su Netflix Italia dal 20 luglio 2026. La stagione comprende 7 episodi.
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Il trailer

Antonio Oliverio

Antonio Oliverio

Antonio Oliverio, laureato in Scienze politiche, dopo essersi dedicato ad altre esperienze lavorative ha intrapreso la carriera giornalista, occupandosi di cronaca, cultura e spettacoli. Appassionato di cinema, di documentari storici e di serie televisive, tra le quali ama particolarmente il genere Crime (ma è incensurato), ha trovato nella redazione di NetflixMania il suo habitat naturale. Fa anche parte della redazione de ilparagone.itView Author posts