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Robert Redford e James Gandolfini l’uno contro l’altro: il loro film più intenso è in scadenza su Netflix

08/08/2026 06:30
Il castello: su Netflix uno degli ultimi film con Robert Redford e James Gandolfini, purtroppo oggi entrambi scomparsi.

Il tenente generale Eugene Irwin ha conquistato tre stelle, guidato missioni di combattimento ed è sopravvissuto alla guerra del Vietnam. Arriva a “The Castle” — un carcere militare di massima sicurezza — non perché abbia disertato, ma perché ha spinto troppo oltre una scelta, andando oltre gli ordini ricevuti. Quello che il colonnello Winter, direttore della prigione, non sa è che un uomo abituato a comandare non diventa dall’oggi al domani un semplice detenuto.

Il castello: su Netflix uno degli ultimi film con Robert Redford e James Gandolfini, purtroppo oggi entrambi scomparsi.

Il Castello è un action drama del 2001, diretto da Rod Lurie — ex critico cinematografico che prima di questo progetto aveva firmato il thriller politico The Contender. I protagonisti sono Robert Redford, James Gandolfini, ovvero due grandi attori che ci hanno lasciato, e Mark Ruffalo. Al centro del film c’è una domanda semplice e, insieme, scomodissima: quando un soldato d’élite finisce dietro le sbarre, chi detiene davvero il potere? Occorre affrettarsi: sono gli ultimi giorni sulla piattaforma e nel nostro articolo vi diremo anche fino a quando questo titolo in scadenza è disponibile per lo streaming. [Trailer in fondo]
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Di cosa parla Il castello

Il tenente generale Eugene Irwin è stato sottoposto a corte marziale e condannato a dieci anni di carcere dopo aver mandato truppe americane in una missione in Burundi senza l’autorizzazione del presidente, operazione che ha causato la morte di otto soldati. Arriva a The Castle — una struttura militare di massima sicurezza — dove il direttore, il colonnello Winter, lo accoglie con un’ammirazione che si trasforma rapidamente in ostilità. Irwin si rende conto che Winter gestisce la prigione con brutalità, usando la forza eccessiva come strumento di controllo e alimentando i conflitti tra detenuti per tenerli divisi e vulnerabili.

Irwin non ha alcuna intenzione di adeguarsi. L’istinto da comandante lo spinge a organizzare i detenuti — ex soldati, veterani, uomini che sanno cosa significano disciplina e gerarchia — trasformandoli in una forza compatta. Con loro costruisce un muro di pietra che ricorda una fortezza medievale, simbolo di resistenza collettiva. Quando Winter ordina di demolire il muro, il conflitto supera la soglia psicologica: quello che sembrava un braccio di ferro diventa uno scontro aperto. Il generale degradato pianifica la presa della prigione — non per fuggire, ma per dimostrare che il potere reale non viene concesso dai gradi militari.
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Il castello – Cast e personaggi

Robert Redford interpreta il tenente generale Eugene Irwin, ufficiale a tre stelle e veterano del Vietnam, ora detenuto. Redford, noto al pubblico per Butch Cassidy and the Sundance Kid, Tutti gli uomini del presidente, Il candidato e, più di recente, per Le nostre anime di notte, costruisce un personaggio che non ha bisogno di parole per dominare una stanza — o un cortile di prigione. Irwin è un leader per natura, incapace di disattivare il riflesso di unire le persone attorno a uno scopo comune, anche quando quello scopo può costargli tutto.

James Gandolfini interpreta il colonnello Winter, direttore della prigione. Al momento delle riprese, Gandolfini aveva appena concluso la terza stagione de I Soprano — ruolo che gli è valso un Emmy — e accettò la parte del colonnello per un cachet di 5 milioni di dollari. Winter non è un cattivo “semplice”: è un burocrate in uniforme che confonde l’autorità dell’istituzione con il rispetto vero, affascinato dagli oggetti militari che colleziona senza aver mai vinto una battaglia. Gandolfini lo rende credibile e, proprio per questo, ancora più inquietante.

Il castello: su Netflix uno degli ultimi film con Robert Redford e James Gandolfini, purtroppo oggi entrambi scomparsi.

Mark Ruffalo interpreta Yates, il “bookie” della prigione, un cinico il cui padre fu prigioniero di guerra accanto a Irwin in Vietnam. Ruffalo — in seguito celebre per Spotlight e per il ruolo di Hulk nell’universo Marvel — dà al personaggio un peso inaspettato: l’uomo che non crede in niente diventa, poco a poco, l’uomo che crede in qualcosa. Ha eseguito personalmente una scena di stunt che prevedeva di restare appeso a un elicottero in volo.

Delroy Lindo interpreta il generale di brigata Wheeler, superiore di Winter e vecchio amico di Irwin — un personaggio-chiave nel meccanismo drammatico del finale. Lindo, presente in Malcolm X di Spike Lee e in Get Shorty, porta la sobrietà necessaria a un ruolo costruito più sui silenzi che sulle battute.

Una storia vera?

Il castello non si basa su un caso reale identificabile. La sceneggiatura, firmata da David Scarpa e Graham Yost, è una storia originale, anche se il carcere del film ha un’ispirazione concreta: la United States Disciplinary Barracks di Fort Leavenworth, la più grande struttura di detenzione militare degli Stati Uniti. Le riprese si sono svolte principalmente nella ex prigione statale del Tennessee, a Nashville — un edificio di 103 anni, con architettura gotica che gli ha valso il soprannome non ufficiale di “castello” e che era stato già utilizzato ne Il miglio verde.

Cosa dice la critica su Il castello?

Il castello ha ottenuto un punteggio del 52% su Rotten Tomatoes (su 114 recensioni) e 43/100 su Metacritic — numeri che rispecchiano bene un’accoglienza divisa. I critici hanno riconosciuto la qualità del cast e il ritmo solido dei primi due atti, ma hanno individuato debolezze strutturali in un finale troppo spettacolare e in un conflitto impostato su uno schema prevedibile. Il pubblico, invece, ha reagito in modo più caloroso: CinemaScore A–, segno che gli spettatori hanno trovato nel film ciò che cercavano — un duello in grande stile tra due presenze cinematografiche vere.

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Quando guardare il film su Netflix

Il castello rimarrà in catalogo su Netflix in Italia solo fino al 12 agosto 2026.
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Il trailer

Antonio Oliverio

Antonio Oliverio

Antonio Oliverio, laureato in Scienze politiche, dopo essersi dedicato ad altre esperienze lavorative ha intrapreso la carriera giornalista: è pubblicista dal 2013, oltre a svolgere l'attività di agente letterario. Si è occupato di cronaca, cultura e spettacoli. Appassionato di cinema, di documentari storici e di serie televisive, tra le quali ama particolarmente il genere Crime (ma è incensurato), ha trovato nella redazione di NetflixMania il suo habitat naturale. Fa anche parte della redazione de ilparagone.itView Author posts