
Non capita spesso che un film premiato ai David di Donatello trovi una seconda vita mesi dopo in streaming. Eppure questo titolo in soli due giorni, grazie all’interpretazione di Aurora Quattrocchi premiata come miglior attrice protagonista, è diventato il film più visto del momento su Netflix riportando al centro una Sicilia fatta di cortili, superstizioni e memorie familiari.

Gioia mia è un racconto di formazione scritto e diretto da Margherita Spampinato, al suo esordio nel lungometraggio, e nasce da ricordi personali della regista e costruisce un racconto che osserva il mondo attraverso lo sguardo di un bambino. Tra stanze chiuse al caldo estivo, fotografie dimenticate e presenze che forse esistono soltanto nei racconti degli anziani, emerge una storia che custodisce molto più di quanto lasci intendere all’inizio. [TRAILER in fondo]
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- Titolo: Gioia mia
- Formato: Film
- Regia: Margherita Spampinato
- Paese: Italia
- Lingua originale: italiano
- Cast principale: Aurora Quattrocchi, Marco Fiore, Martina Ziami
- Premi: David di Donatello alla migliore attrice protagonista, David di Donatello per il miglior esordio alla regia
La storia di Gioia mia nasce direttamente dall’infanzia della regista. Margherita Spampinato ha raccontato di essersi ispirata alle estati trascorse in Sicilia con alcune anziane parenti, donne profondamente religiose e al tempo stesso legate a superstizioni e racconti popolari. Da questi ricordi prende forma il personaggio di Gela e l’atmosfera sospesa che attraversa tutto il film. Le riprese si sono svolte principalmente a Trapani. L’antico edificio in cui vive la protagonista è diventato uno degli elementi centrali della narrazione: corridoi, cortili e stanze conservano una memoria che sembra appartenere a un’altra epoca e contribuiscono a creare il senso di mistero percepito dal piccolo Nico.
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Di cosa parla Gioia mia
Quando i genitori decidono di mandarlo in Sicilia per l’estate, il piccolo Nico si ritrova catapultato in un mondo completamente diverso dal suo. Ad accoglierlo c’è la zia Gela, donna anziana dalle abitudini rigorose che vive in un grande appartamento dove il tempo sembra essersi fermato. Tra regole domestiche, racconti di spiriti, fotografie del passato e nuove amicizie, il bambino scopre una realtà che inizialmente lo respinge ma che finisce lentamente per conquistarlo. Il rapporto tra zia e nipote diventa il cuore di un racconto che parla di memoria, appartenenza e passaggio tra generazioni senza mai ricorrere a facili scorciatoie sentimentali.
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Cast e personaggi
Camille Dugay Comencini, nipote del celebre regista, appare in un ruolo forse marginale, ma reso con maestria: peraltro, parliamo della stessa sceneggiatrice dello struggente Il treno dei bambini. Aurora Quattrocchi interpreta Gela, l’anziana zia che accoglie Nico nella sua casa siciliana. Attrice apprezzata in film come Nuovomondo, costruisce un personaggio severo ma attraversato da ferite profonde che emergono poco alla volta. La sua interpretazione le è valsa il David di Donatello come migliore attrice protagonista.
Marco Fiore è Nico, il bambino protagonista. La sua recitazione naturale restituisce tutta la curiosità, l’inquietudine e la spontaneità dell’infanzia, diventando il punto di vista attraverso cui il pubblico entra nella storia. Martina Ziami interpreta Rosa, la giovane amica che accompagna Nico nelle sue esplorazioni tra gli appartamenti del palazzo e nei misteri che sembrano abitare l’edificio.
È una storia vera?
Non è una storia vera in senso stretto, ma Gioia mia è fortemente ispirato all’esperienza personale della regista. Molti elementi del film derivano dai suoi ricordi d’infanzia e dalle estati trascorse in Sicilia con parenti anziane che hanno contribuito a modellare l’immaginario della storia.
Cosa dice la critica
David di Donatello per la migliore attrice protagonista, David di Donatello per il miglior esordio alla regia: la critica italiana ha accolto il film in modo molto favorevole, sottolineando soprattutto la capacità di Margherita Spampinato di raccontare l’infanzia senza nostalgia artificiale.

Numerosi commentatori hanno evidenziato l’equilibrio tra realismo e dimensione fantastica, presente nei racconti di spiriti e nelle superstizioni che attraversano il quartiere. Particolarmente apprezzata è stata la prova di Aurora Quattrocchi, considerata da molti il vero motore emotivo dell’opera. Anche la scelta di mostrare una Sicilia lontana dagli stereotipi turistici è stata indicata come uno degli elementi più riusciti del film.
Perché guardare Gioia mia
Gioia mia funziona prima di tutto come racconto familiare capace di parlare a generazioni diverse. Il rapporto tra Nico e Gela evita il sentimentalismo facile e trova forza nei dettagli quotidiani, nei silenzi e nei piccoli gesti che costruiscono la loro complicità. Chi cerca una storia intima ma accessibile troverà un film capace di coinvolgere senza forzare le emozioni; chi invece si aspetta colpi di scena o ritmi da intrattenimento puro potrebbe rimanere sorpreso dalla sua delicatezza. È un’opera che riesce a parlare tanto agli adulti quanto ai più giovani, senza semplificare né l’uno né l’altro punto di vista.
Quando guardare il film
Gioia mia è disponibile su Netflix dal 15 giugno 2026.
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