
Nel 2023 il Cile ha ricordato i 50 anni del colpo di Stato che portò Augusto Pinochet al potere. In questo contesto, Pablo Larraín — il regista cileno di Neruda — ha portato su Netflix il suo film più provocatorio fino a oggi: El conde, una satira politica che immagina Pinochet non come un dittatore morto nel 2006, ma come un vampiro di 250 anni che attraversa la Storia fin dai tempi della Rivoluzione francese.
Il film è arrivato in piattaforma il 15 settembre 2023, quattro giorni dopo l’anniversario del golpe. Non è una coincidenza. Per Larraín, la figura di Pinochet non è un capitolo chiuso: in Cile il dibattito sulla sua eredità — le oltre tremila persone uccise o scomparse, i più di ventimila torturati, l’impunità con cui ha vissuto ed è morto — è ancora apertissimo e continua a essere profondamente politico. [TRAILER in fondo]
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El conde è una commedia nera cilena girata in un potentissimo bianco e nero che mescola horror vampiresco, farsa politica e umorismo corrosivo. Ha vinto il Premio per la Miglior Sceneggiatura a Venezia 2023 e ha ottenuto una candidatura all’Oscar per la Miglior Fotografia. Su Rotten Tomatoes ha un 83% di gradimento della critica. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Larraín insieme a Guillermo Calderón — drammaturgo e sceneggiatore cileno con cui aveva già lavorato in El club e Neruda — mentre la fotografia in bianco e nero è firmata da Edward Lachman, collaboratore abituale del regista statunitense Todd Haynes.
- Titolo originale: El conde
- Formato: Film
- Durata: 110 minuti
- Genere: Commedia nera / Satira politica / Horror
- Paese di produzione: Cile
- Lingua originale: Spagnolo
- Regia: Pablo Larraín
- Sceneggiatura: Pablo Larraín e Guillermo Calderón
- Fotografia: Edward Lachman (bianco e nero)
- Cast principale: Jaime Vadell, Gloria Münchmeyer, Alfredo Castro, Paula Luchsinger
- Premi: Premio per la Miglior Sceneggiatura — Festival di Venezia 2023 · Candidatura all’Oscar per la Miglior Fotografia
Di cosa parla il film
Claude Pinoche era un soldato realista francese che, durante la Rivoluzione francese, scoprì di essere un vampiro. Sopravvisse a un tentativo di esecuzione, assistette alla ghigliottina di Maria Antonietta — del cui sangue si nutrì — e passò i secoli successivi prendendo parte alle grandi convulsioni storiche del mondo: Haiti, Russia, Algeria. Alla fine arrivò in Cile, adottò il nome di Augusto Pinochet, fece un colpo di Stato, instaurò una dittatura e, quando cadde, finse la propria morte. Ora vive nascosto in una villa in rovina nell’estremo sud del Cile, con sua moglie Lucía, il suo fedele maggiordomo Fyodor e i suoi cinque figli — tutti ugualmente opportunisti — arrivati per spartirsi l’eredità prima che il vecchio muoia davvero.
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Il problema è che Pinochet non vuole morire. O forse sì, ma non riesce a decidersi fino in fondo. Quello che non sopporta è che il mondo lo ricordi come un ladro — non come il grande difensore dell’ordine che lui crede di essere stato. Questa ferita narcisistica, più di qualsiasi altra cosa, è il motore di un film che usa il genere vampiresco per dire ciò che la Storia non è riuscita a risolvere: che Pinochet non ha mai risposto davanti alla giustizia, che i suoi crimini non hanno avuto conseguenze proporzionate e che la sua eredità politica continua a essere rivendicata da settori della società cilena.

El conde — Cast e personaggi
Jaime Vadell interpreta Pinochet con un mix di fragilità senile e brutalità intatta. È un personaggio che non chiede empatia, ma che il film costruisce con una precisione scomoda: capire come funziona la sua logica non significa assolverla.
Gloria Münchmeyer — presente anche in 42 giorni nell’oscurità — dà vita a Lucía, la moglie, calcolatrice quanto lui ma con interessi tutti suoi. Alfredo Castro, attore feticcio di Larraín fin da Tony Manero, interpreta Fyodor, il maggiordomo con un passato che il film svela poco a poco.
Il regista: Pablo Larraín
Pablo Larraín è il regista cileno più riconosciuto a livello internazionale della sua generazione. La sua filmografia include No (2012, candidato all’Oscar), El club (Orso d’Argento a Berlino), Jackie (candidatura all’Oscar per Natalie Portman) e Spencer (candidatura all’Oscar per Kristen Stewart). El conde è il suo primo film per Netflix e anche il più apertamente politico della sua carriera — cosa che Larraín ha spiegato senza giri di parole: i vampiri non muoiono, e nemmeno i crimini di un dittatore che non è mai stato condannato. La data di uscita su Netflix — quattro giorni dopo il 50° anniversario del golpe — è stata una scelta carica di significato.

Cosa dice la critica
L’accoglienza della critica è stata per lo più positiva. El País ha sottolineato che il film riesce nel difficile equilibrio di costruire una satira su Pinochet senza banalizzare i suoi crimini. The Hollywood Reporter lo ha descritto come una farsa politica in forma di horror vampiresco, divertente in modo cupo. Vulture ha notato che, sotto tutta la teatralità del genere, ciò che si percepisce con più forza sono la tristezza e la rabbia di Larraín per quello che è successo al suo Paese. In Cile l’accoglienza è stata più divisa: una parte del pubblico ha applaudito l’audacia della proposta, mentre altri hanno messo in dubbio l’opportunità di fare satira su una figura le cui vittime sono ancora vive. Ma questo è un film che non cerca la catarsi, anzi preferisce lasciare la ferita aperta, perché in Cile quella ferita è ancora lì.
Quando guardare il film su Netflix
El conde è disponibile su Netflix dal 15 settembre 2023 ► GUARDA EL CONDE SU NETFLIX

