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Un’autobiografia criminale su Netflix. Ecco come è nata la Sindrome di Stoccolma

30/06/2026 12:23 - Ultimo aggiornamento 30/06/2026 12:25
Clark: su Netflix la storia vera di un criminale atipico. Le sue gesta hanno ispirato quella che chiamiamo Sindrome di Stoccolma.

Clark Olofsson aveva un carisma difficile da ignorare e la convinzione, incrollabile, di essere destinato a qualcosa di speciale. Per decenni ha rapinato banche, è evaso dal carcere, ha trafficato droga e ha conquistato tante donne. Nel 1973 partecipò alla rapina alla banca di Norrmalmstorg, a Stoccolma, dopo la quale gli ostaggi finirono per schierarsi con i rapinatori invece che con la polizia. Gli psicologi chiamarono quel fenomeno “Sindrome di Stoccolma”. Clark, da parte sua, sostiene che dovrebbe chiamarsi “Sindrome Olofsson”.

Clark: su Netflix la storia vera di un criminale atipico. Le sue gesta hanno ispirato quella che chiamiamo Sindrome di Stoccolma.
Bill Skarsgård (Foto: IMDb)

Una commedia nera del 2022, diretta da Jonas Åkerlund. Nel ruolo principale troviamo Bill Skarsgård, anche produttore esecutivo della serie. La miniserie in 6 episodi è basata sull’autobiografia di Olofsson, e Netflix chiarisce fin da subito che la storia è costruita tanto su verità quanto su menzogne: perché Clark ha sempre mescolato le due cose. La serie è destinata esclusivamente a un pubblico adulto. È disponibile su Netflix dal 5 maggio 2022. Il titolo è Clark.
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Di cosa parla Clark

La serie segue la vita di Olofsson dall’infanzia, attraversando i decenni della sua carriera criminale fino ai giorni nostri. Åkerlund non prova a fare la morale, né a spiegare tutto. Lascia che sia Clark a raccontare la propria storia come la racconterebbe Clark: con slancio, umorismo e la certezza che l’eroe sia sempre lui. È una scelta stilistica che rende la serie a tratti sfrontata, a tratti esilarante e, dall’inizio alla fine, perfettamente consapevole di superare i confini del buon gusto.

La rapina alla banca di Norrmalmstorg, durante la quale gli ostaggi iniziarono a difendere i rapinatori dalla polizia, è soltanto un capitolo della storia. Clark la tratta quasi come una voce in un lungo curriculum. A tenere incollati allo schermo per sei episodi non sono solo i fatti, ma il modo in cui un uomo con una personalità simile sia riuscito, per così tanto tempo, a sfuggire tanto alla legge quanto a un’opinione pubblica ostile. Åkerlund dirige con l’energia di chi non smette di stupirsi davanti a una vicenda realmente accaduta.
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Il cast e i personaggi

Clark Olofsson è interpretato da Bill Skarsgård, conosciuto soprattutto per il ruolo di Pennywise in It. Skarsgård non si limita a recitare nella serie: ne è anche produttore esecutivo, segno che per lui questo ruolo è stato un progetto personale. L’attore porta in scena Clark con un carisma che riempie ogni inquadratura, e lo spettatore capisce subito perché così tante persone si siano lasciate affascinare da quest’uomo, pur sapendo bene chi fosse e cosa facesse. La versione giovane di Clark è interpretata dal vero fratello di Bill, Kolbjörn Skarsgård, dettaglio che aggiunge al personaggio una sorprendente continuità fisica.

Clark: su Netflix la storia vera di un criminale atipico. Le sue gesta hanno ispirato quella che chiamiamo Sindrome di Stoccolma.

Il regista

Jonas Åkerlund è un regista svedese di videoclip e film, noto per aver lavorato con Madonna, Rammstein, Lady Gaga, Beyoncé e Prodigy. Prima di Clark, ha firmato con Mads Mikkelsen il film d’azione Polar, e prima ancora il cupo thriller sulla scena black metal norvegese Lords of Chaos. Åkerlund è un autore che si muove con naturalezza sul confine tra provocazione e stile, e Clark ne è uno degli esempi più evidenti: visivamente aggressivo, senza compromessi sul ritmo e attraversato da un umorismo che non chiede scusa per il suo lato più oscuro.

La storia vera

Come detto, si tratta di una storia vera. Clark Olofsson è esistito davvero: un criminale svedese nato nel 1947, per decenni tra le figure più riconoscibili della cronaca nera svedese. È stato condannato più volte per rapine in banca, traffico di droga, tentato omicidio ed evasioni dal carcere. Durante la rapina alla banca di Norrmalmstorg, a Stoccolma, nel 1973, gli ostaggi svilupparono sentimenti verso i rapinatori e lo psichiatra Nils Bejerot descrisse il fenomeno come sindrome di Stoccolma. La serie è basata sull’autobiografia di Olofsson, ma Netflix precisa chiaramente che la storia è costruita sia sulla verità sia sulle bugie, perché Clark è sempre stato, prima di tutto, il narratore della propria vita.

Cosa dice la critica

La serie ha raccolto pareri positivi. Su IMDb ha un punteggio di 7,3/10 e un gradimento dell’85% su Rotten Tomatoes. Bill Skarsgård è stato ampiamente elogiato per un’interpretazione che richiede di essere, nello stesso momento, divertente e inquietante. Alcuni spettatori hanno segnalato un ritmo non sempre uniforme negli episodi finali. Chi ama il genere con una forte identità visiva e non si lascia scoraggiare dai momenti più grezzi ha accolto la serie con entusiasmo.

Perché vale la pena vedere Clark?

Bill Skarsgård in un ruolo che pochi si sarebbero aspettati dopo Pennywise: un gangster carismatico, divertente e magnetico, l’uomo grazie al quale l’espressione “Sindrome di Stoccolma” è entrata nelle lingue di tutto il mondo. Åkerlund dirige con il respiro del videoclip, più che del crime, e con la precisione di chi sa che la storia, già di per sé, è abbastanza folle. La serie è volgare, rumorosa e supera deliberatamente i limiti del buon gusto. Ed è proprio per questo che è difficile staccarsene dopo il primo episodio.

Clark su Netflix

Clark è disponibile su Netflix dal 5 maggio 2022.
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Il trailer

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