
Below continua a dominare la Top 10 delle serie TV più viste su Netflix in Italia. La miniserie dalle venature horror con Josh Hartnett, ambientata sulle coste gelide di Terranova, ha conquistato il pubblico con un mistero che arriva dalle profondità dell’oceano. Ma dietro la creatura che minaccia una piccola comunità di pescatori si nasconde qualcosa di ben più inquietante: la paura di perdere la propria casa, la propria identità e tutto ciò che si è sempre conosciuto.

La serie combina horror soprannaturale, dramma familiare e riflessione ecologica, con risultati affascinanti ma non sempre equilibrati. E proprio questa ambizione, nel bene e nel male, rappresenta la sua caratteristica più interessante. [TRAILER in fondo]
Leggi anche ► 38 milioni di visualizzazioni: il thriller canadese segna un record su Netflix ed è ancora la serie più vista al mondo
La paura di un’intera comunità
Il primo merito di Below è quello di costruire la paura prima ancora di mostrare il mostro. La storia si svolge in una remota cittadina canadese, dove il declino delle attività legate al mare ha messo in ginocchio un’intera comunità. La pesca non garantisce più la sopravvivenza e gli abitanti devono confrontarsi con la prospettiva di abbandonare le proprie case. È in questo scenario che incontriamo Calvin Penney, interpretato da Josh Hartnett, un pescatore vedovo profondamente legato alla propria terra, incapace di immaginare una vita lontano dall’oceano.
Quando qualcosa di sconosciuto comincia a emergere dalle acque, il terrore soprannaturale si sovrappone a un’inquietudine già presente. Il vero orrore, almeno inizialmente, non è la creatura marina, ma la progressiva scomparsa di un mondo. Il mare, che per generazioni ha dato lavoro, sostentamento e identità agli abitanti, diventa improvvisamente una presenza ostile. È una premessa narrativa potente, che trasforma il tradizionale racconto di mostri in una riflessione sulla vulnerabilità delle comunità e sulle conseguenze dello sfruttamento ambientale.
Leggi anche ► Quando esce Below 2 su Netflix? Cosa sappiamo della seconda stagione dopo il successo record

Le contaminazioni: da Stephen King a Lo squalo e Stranger Things
Le influenze cinematografiche e letterarie sono evidenti. Below possiede qualcosa dell’immaginario di Stephen King, soprattutto nella rappresentazione di una comunità isolata, attraversata da segreti e superstizioni. Il rapporto tra gli abitanti e la minaccia proveniente dall’oceano richiama inevitabilmente Lo squalo di Steven Spielberg, mentre l’atmosfera sospesa e alcuni elementi del mistero evocano X-Files e, per certi aspetti, Stranger Things. Eppure la serie non vive soltanto di citazioni. Nei momenti migliori riesce a sviluppare un’identità autonoma, grazie soprattutto alla sua ambientazione.
Le coste rocciose di Terranova, il vento incessante, le acque scure e le abitazioni isolate diventano parte integrante del racconto. La fotografia restituisce un paesaggio suggestivo e minaccioso, dove la natura sembra custodire segreti molto più antichi degli esseri umani che la abitano. La regia sfrutta efficacemente il contrasto tra gli spazi aperti e la sensazione di isolamento. Nonostante l’immensità dell’oceano, i personaggi appaiono continuamente intrappolati, incapaci di sfuggire al passato o di comprendere ciò che sta accadendo. È proprio questa tensione tra libertà apparente e prigionia emotiva a rendere particolarmente riusciti i primi episodi.

Il cuore emotivo della serie
Uno dei punti di forza di Below è senza dubbio Josh Hartnett, che offre un’interpretazione misurata e convincente. Il suo Calvin Penney è un uomo segnato dal lutto, dalle responsabilità familiari e da un rapporto quasi viscerale con il mare. Non è il classico eroe chiamato a sconfiggere un mostro, ma un padre imperfetto che cerca disperatamente di proteggere ciò che gli resta.
Hartnett riesce a comunicare la stanchezza, l’ostinazione e la vulnerabilità del personaggio senza ricorrere a eccessi drammatici. Il suo Calvin ricorda, per certi aspetti, il capo Brody de Lo squalo, ma con una dimensione più malinconica e tormentata. La sua battaglia è tanto contro la minaccia esterna quanto contro i fantasmi personali che continuano a perseguitarlo.

Accanto a lui, Charlie Heaton, già apprezzato in Stranger Things, interpreta Wade, uno dei suoi figli, contribuendo a sviluppare il conflitto generazionale che attraversa la storia. Interessante anche la presenza di Mackenzie Davis, nei panni della scienziata marina Fonda, figura fondamentale per introdurre una prospettiva razionale all’interno di un universo dominato da paure ancestrali e credenze popolari.
Il limite di Below: troppe storie in una sola serie
Se la premessa è convincente, lo sviluppo narrativo mostra progressivamente alcune debolezze. Il principale problema di Below è la difficoltà di mantenere una direzione precisa. Alla storia della creatura marina si aggiungono conflitti familiari, interessi economici, misteriose malattie, segreti del passato e nuove minacce. Ciascuno di questi elementi avrebbe potuto sostenere una parte importante del racconto, ma il loro accumularsi finisce per appesantire una miniserie di appena sei episodi.

Il risultato è una narrazione che, soprattutto nella seconda metà, tende ad allontanarsi dalla forza della propria idea iniziale. Alcuni personaggi vengono introdotti con premesse interessanti, senza ricevere uno sviluppo altrettanto soddisfacente, mentre certe deviazioni della trama sembrano pensate più per moltiplicare i colpi di scena che per approfondire il mistero. L’ambizione è apprezzabile, ma non sempre questi registri riescono a convivere armoniosamente. La tensione dei primi episodi lascia gradualmente spazio a una struttura più dispersiva, nella quale le rivelazioni si susseguono senza avere tutte lo stesso peso emotivo.

Il vero mostro è la paura del cambiamento
Al di là dei suoi limiti, Below conserva un elemento di grande interesse: la capacità di utilizzare il linguaggio dell’horror per affrontare questioni profondamente contemporanee. Il declino economico, il cambiamento climatico, gli interessi delle grandi aziende e la perdita delle tradizioni non rappresentano semplici elementi di contorno, ma costituiscono il terreno sul quale cresce la paura. La creatura marina diventa così anche allegoria di una minaccia più grande, quella di un cambiamento che nessuno è davvero preparato ad affrontare.

Below merita di essere vista? Il nostro giudizio
Assolutamente sì: Below è una serie imperfetta, ma decisamente più interessante di quanto possa suggerire la sua premessa da monster movie. I primi episodi costruiscono un’atmosfera notevole, sostenuta da una fotografia suggestiva, da un’ambientazione insolita e dall’ottima interpretazione di Josh Hartnett. La dimensione ecologica e quella familiare aggiungono profondità a una storia che avrebbe potuto limitarsi a riproporre formule già conosciute. Below possiede immagini potenti, personaggi capaci di suscitare empatia e un nucleo tematico autenticamente interessante. Quando si concentra sulla fragilità della comunità e sul rapporto tra gli esseri umani e il mare, riesce a essere coinvolgente e persino malinconica. In fondo, il suo messaggio più inquietante è anche il più semplice: non sempre ciò che ci minaccia arriva dalle profondità del mare. A volte nasce dalla nostra incapacità di accettare che il mondo stia cambiando.
► Guarda su Netflix

