
Artem Tkachuk torna a far parlare di sé, e anche stavolta per motivi che esulano dalla sua carriera artistica. L’attore 25enne di origine ucraina, noto per il ruolo di Pino o’ pazzo nella serie da record Mare Fuori, si è forse calato troppo nella parte: è stato fermato dalla polizia a Rho, nel Milanese, con l’accusa di danneggiamento aggravato. Secondo quanto ricostruito, insieme ad alcuni amici avrebbe colpito quattro auto in sosta, prendendo di mira specchietti e carrozzerie.

Durante l’intervento delle forze dell’ordine, avrebbe inoltre rivolto insulti e minacce agli agenti, motivo per cui è stato denunciato anche per oltraggio e minacce a pubblico ufficiale. L’episodio sarebbe avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 maggio in via Molino Prepositurale, dove alcuni residenti, svegliati dai rumori, hanno chiamato la polizia. Gli agenti hanno poi fermato Tkachuk e altri tre giovani.
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Cosa è successo
Secondo le ricostruzioni uscite nelle ultime ore, Artem Tkachuk non si troverebbe più in stato di arresto. In casi come questo — danneggiamento aggravato e minacce a pubblico ufficiale — spesso si procede con il fermo e poi con il rilascio in attesa delle decisioni della magistratura, soprattutto se non vengono applicate misure cautelari immediate. Per l’attore non si tratta del primo episodio controverso. Lo scorso settembre era già finito nei guai dopo alcuni danneggiamenti e momenti di tensione al pronto soccorso del Ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli.

Il precedente di settembre
In seguito all’episodio dello scorso settembre a cui ci siamo appena riferiti, l’attore di Mare Fuori aveva scelto i social per spiegare cosa gli era accaduto negli ultimi mesi e per comunicare la decisione di allontanarsi temporaneamente dalle piattaforme: “Sono stato sottoposto a un TSO e ricoverato per 13 giorni. Oggi non sento piĂą nulla, nĂ© dolore nĂ© emozioni”. Nelle settimane precedenti, in effetti, alcune immagini e stories condivise dall’ospedale, accompagnate da messaggi frammentari, avevano fatto ipotizzare un forte disagio personale.
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“Non devo scuse né spiegazioni a nessuno. Porto dentro di me molti traumi fin dall’infanzia. Quello che sta succedendo è l’esplosione di tutto ciò che ho accumulato, una reazione alle ipocrisie e allo sciacallaggio che mi hanno circondato. Ho dato molto più di quanto si creda, ma sempre in silenzio, perché non ho mai cercato visibilità “.
Un estratto del post di Artem Tkachuk
In merito all’episodio in ospedale, nella storia sul suo profilo Instagram (@artemwog) Tkachuk aveva smentito le versioni circolate: “Avevo semplicemente staccato la flebo per uscire a fumare e calmarmi. Quando sono rientrato tranquillamente, mi hanno immobilizzato e mi sono risvegliato dopo 13 giorni in TSO, circondato da persone con gravi disturbi“. Precisa inoltre: “Non è stata sporta alcuna denuncia, perché non ho danneggiato nulla“.

