
Ci sono film che esplodono subito e scompaiono nel giro di poche settimane. E poi ci sono titoli che trovano il loro pubblico molto più tardi, quando il rumore dell’uscita si è già spento. È quello che sta accadendo allo spy thriller del 2019 del grande Luc Besson e con un cast importante, entrato nella Top 10 di Netflix fino a raggiungere il terzo posto tra i film più visti, posizione che occupava già ieri, all’indomani della sua uscita. Forse perché il suo meccanismo narrativo — fatto di identità multiple, tradimenti e doppi giochi — appare più vicino al gusto contemporaneo di quanto non fosse nel 2019. O forse perché il pubblico di Netflix continua a riportare in superficie thriller che il passaggio in sala aveva lasciato ai margini.

Ambientato tra Mosca, Parigi e gli uffici delle intelligence occidentali durante gli ultimi anni della Guerra Fredda, e precisamente nel 1985, il film Anna segue la trasformazione di una giovane donna russa reclutata dal KGB e addestrata a diventare un’assassina sotto copertura. La sua nuova identità di modella le permette di muoversi liberamente in Europa, mentre attorno a lei si intrecciano manipolazioni, alleanze temporanee e giochi di potere tra Servizi segreti rivali. [TRAILER in fondo]
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La struttura del film procede per continue deviazioni temporali e cambi di prospettiva, nascondendo informazioni decisive fino agli ultimi minuti. Per questo motivo, più che sull’azione pura, il racconto si regge sulla sensazione costante che nessuno stia dicendo davvero la verità. E quando il sistema sembra finalmente mostrare il suo volto definitivo, il film cambia ancora direzione.

Il successo di Anna in streaming
Quando uscì nelle sale, il film venne letto quasi esclusivamente come un tentativo di replicare il modello di Nikita o di aggiornare l’estetica di Lucy, entrambi film dello stesso Luc Besson. Ma col tempo è emerso un elemento diverso: Anna funziona soprattutto come racconto di sopravvivenza dentro strutture che divorano chiunque smetta di essere utile. La protagonista interpretata da Saša Luss non è costruita come una classica eroina action. È un personaggio che attraversa continuamente identità diverse, senza appartenere davvero a nessuna di esse.
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Anche la presenza nel cast di Helen Mirren (Goodbye June, Il club dei delitti del giovedì) e Cillian Murphy (premio Oscar per Oppenheimer, protagonista anche di Peaky Blinders, Steve, Inception) acquista peso proprio dentro questa logica ambigua. I loro personaggi non servono ad amplificare lo spettacolo, ma a rendere ancora più instabile il confine tra protezione e manipolazione. È probabilmente questa componente più fredda e strategica ad aver permesso al film di riemergere oggi nel catalogo Netflix, dove i thriller costruiti sul ribaltamento continuo delle prospettive continuano ad avere una lunga permanenza nelle classifiche.
Un mistero che resiste fino all’ultima scena
La particolarità di Anna è che il film sembra cambiare protagonista più volte pur restando sempre attorno alla stessa figura. Ogni personaggio crede di controllare Anna, ma il racconto suggerisce progressivamente il contrario. È un meccanismo che ricorda alcuni thriller di spionaggio europei degli anni Novanta, molto più interessati alla gestione dell’informazione che all’azione spettacolare. Anche il finale evita la chiusura netta tipica del cinema action contemporaneo. Non c’è un vero trionfo, né una liberazione definitiva. Rimane invece la sensazione che l’ultima mossa della protagonista sia soltanto un’altra identità costruita per sopravvivere ancora una volta.
Quando guardare Anna su Netflix
Anna è disponibile su Netflix in Italia dal 4 maggio 2026. ► GUARDA SU NETFLIX

