
Ricordiamo i Mondiali di calcio del 1986 anzitutto per la definitiva consacrazione come più forte calciatore della storia di Diego Armando Maradona, che quel Mondiale lo vinse praticamente da solo. Nel 1983 la Colombia rinunciò a organizzare i Mondiali del 1986 — sede assegnata fin dal 1974 — sostenendo che i requisiti della FIFA fossero impossibili da rispettare. L’organismo si ritrovò senza un Paese ospitante a tre anni dal torneo e il Messico, che aveva già organizzato il Mondiale del 1970, alzò la mano. Quello che venne dopo non fu soltanto una candidatura: fu piuttosto un’operazione fatta di trattative, influenze e audacia che la storia ufficiale del calcio non ha mai raccontato davvero fino in fondo.

Ora che il Messico, assieme a Canada e Stati Uniti, sta per ospitare i nuovi campionati del mondo, questo film messicano in arrivo su Netflix, coprodotto dalla stessa Netflix, sta per riportarci a quella edizione del torneo, e più precisamente in quelle stanze e in quei corridoi in cui si è deciso tutto. Il film è diretto da Gabriel Ripstein e ha come protagonistiDiego Luna e Karla Souza. La produzione — intrisa disatira e umorismo nero, secondo la sinossi ufficiale — ricostruisce come il Paese sia riuscito a prendersi una sede che nessuno gli aveva promesso. E lo fa con quello che la piattaforma definisce “puro ingegno messicano“. [TRAILER in fondo]
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Messico 1986 non punta i riflettori sul campo né sui giocatori. Il suo territorio è la scrivania, la sala riunioni e la trattativa a porte chiuse. Diego Luna interpreta Martín de la Torre Vizcaíno, direttore della Commissione Disciplinare. Karla Souza è Susana Gómez-Mont. Daniel Giménez Cacho dà volto a Emilio Azcárraga, il magnate dei media. Il film è una coproduzione tra Gaumont USA e la stessa Netflix. Ora, vediamo tutto quello che c’è da sapere, compreso quando potremo guardare il film su Netflix.
- Titolo originale: México 86
- Formato: Film
- Genere: Commedia
- Paese di produzione: Messico
- Lingua originale: Spagnolo
- Regia: Gabriel Ripstein
- Sceneggiatura: Gabriel Ripstein e Daniel Krauze
- Cast principale: Diego Luna, Karla Souza, Daniel Giménez Cacho, Álvaro Guerrero
- Produzione: Gaumont USA / Netflix
Di cosa parla Messico 1986
La storia inizia prima dei Mondiali: negli anni che precedono il 1986, quando la Colombia — scelta come sede nel 1974 — accumula debiti, instabilità politica e pressioni dei cartelli, fino a decidere di rinunciare formalmente all’organizzazione. La FIFA ha bisogno di una soluzione urgente. A quel punto, il Messico entra in scena con una proposta che molti all’interno dell’organismo consideravano folle. Il Paese aveva appena ospitato il torneo sedici anni prima, e le condizioni non erano certo ideali.
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Quello che questa dark comedy ricostruisce è la macchina che si è messa in moto perché quella candidatura diventasse realtà: trattative tra dirigenti, pressioni diplomatiche, accordi tra imprenditori e funzionari. Mette in scena anche i dubbi storici sul ruolo che il denaro potrebbe aver avuto nella decisione finale. Il film non pretende di emettere una sentenza su quegli accordi, ma porta sul tavolo quelle versioni filtrandole attraverso la satira e l’umorismo nero, più che sul lato sportivo.

Cast e personaggi
Diego Luna interpreta Martín de la Torre Vizcaíno, direttore della Commissione Disciplinare: il personaggio che, a quanto pare, avrebbe usato la propria influenza per far avanzare la candidatura messicana. In molti, inoltre, lo avranno riconosciuto come l’interprete di Miguel Angel Felix Gallardo, uno dei narcotrafficanti più famigerati della Storia, in Narcos: Mexico, sempre su Netflix. Ha recitato anche in Dirty Dancing 2. È anche produttore di Messico 1986.
Karla Souza dà volto a Susana Gómez-Mont, un personaggio il cui ruolo esatto nella trama non è stato ancora confermato. Souza è una delle attrici messicane con il percorso internazionale più solido, conosciuta in Europa e oltreoceano per il suo lavoro in How to Get Away with Murder.
Daniel Giménez Cacho interpreta Emilio Azcárraga, il potente imprenditore dei media che fu una figura chiave nelle relazioni tra Messico e FIFA negli anni Ottanta. Giménez Cacho vanta una lunga carriera nel cinema d’autore messicano e internazionale, con all’attivo collaborazioni con Pedro Almodóvar e Alfonso Cuarón.
Álvaro Guerrero è Guillermo Cañedo, dirigente della FIFA e figura centrale nella storia reale di come venne presa la decisione di assegnare la sede al Messico.

Il regista
Gabriel Ripstein è figlio del leggendario regista messicano Arturo Ripstein e si è costruito una carriera tutta sua, a cavallo tra produzione e regia. Il suo debutto alla regia, 600 Millas — con Tim Roth —, ha vinto il Premio per la Miglior Opera Prima al Festival di Berlino. Ha lavorato come produttore in titoli come El coronel no tiene quien le escriba (1999) e Chronic (2015). In televisione ha diretto episodi della serie Narcos.
La storia vera
Il film è basato su fatti reali: la rinuncia della Colombia alla sede dei Mondiali 1986 e il processo con cui il Messico venne designato come Paese ospitante sostituto. I personaggi principali — Azcárraga, Cañedo — sono figure storiche documentate. Il film adotta tuttavia un tono da satira e umorismo nero per ricostruire quegli eventi: propone un’interpretazione drammatizzata dei fatti, non un documentario. Non mostra lo spettacolo in campo, ma quello che si negozia fuori.

Quando arriva su Netflix
Netflix non ha ancora annunciato una data ufficiale. Messico 1986 è previsto per il 2026, con un’uscita attesa prima dell’inizio dei Mondiali, l’11 giugno 2026. Dunque, manca poco: segui anche la nostra pagina Facebook per scoprire tutte gli aggiornamenti.
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