
Nel 1979, nel quartiere di Monserrat, barrio storico di Buenos Aires, tre donne morirono avvelenate con il cianuro dopo aver preso il tè a casa di un’amica. Quell’amica era Yiya Murano. Il movente non era odio né follia: erano i debiti. Yiya aveva truffato le sue amiche convincendole a investire i risparmi in schemi piramidali inesistenti e, quando non riuscì a restituire il denaro, scelse un’altra via d’uscita. Fu condannata all’ergastolo. Ma la storia non finisce lì — neanche per sogno.
Negli anni ’90, libera e senza un briciolo di rimorso apparente, Yiya Murano diventò un personaggio mediatico: ospitate in TV, interviste tra ironia e sfrontatezza, e una capacità di gestire la propria immagine che lasciò senza parole le famiglie delle vittime. Il documentario true crime in arrivo su Netflix Yiya Murano: La morte arriva all’ora del tè ricostruisce le due fasi — quella criminale e quella mediatica. [TRAILER in fondo]
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- Titolo: Yiya Murano: Muerte a la hora del té
- Formato: Film documentario
- Genere: True crime/Documentario
- Paese di produzione: Argentina
- Lingua originale: Spagnolo
- Regia: Alejandro Hartmann
- Sceneggiatura: Lucas Bucci e Tomás Sposato
- Produzione: Vanessa Ragone / Haddock Films per Netflix
- Musiche: Leo Sujatovich
- Testimonianze: Martín Murano (figlio), Chiche Gelblung, Horacio Romeo, José Massoni, Rodolfo Palacios, Osvaldo Bazán, Virginia Messi, Jorge Arona, Mariana Olivera Venturini, tra gli altri
Il documentario aggiunge qualcosa che nessuna versione precedente aveva incluso: Martín Murano, il figlio, che sostiene che la madre abbia tentato di uccidere anche lui quando aveva dieci anni: sembra incredibile. Ebbene, è tutto vero. Questa angosciante storia vera di produzione argentina, diretto da Alejandro Hartmann e prodotto da Haddock Films e Vanessa Ragone, ha debuttato al BAFICI il 17 aprile 2026 al Cine Gaumont di Buenos Aires ed è imminente (nel nostro articolo vedremo quando) l’arrivo su Netflix in tutto il mondo.

Il true crime ricostruisce il caso su due piani temporali. Il primo è il 1979: Buenos Aires sotto l’ultima dittatura militare. Yiya Murano — nome reale María Bernardina de las Mercedes Bolla Aponte de Murano — aveva convinto le amiche a investire i risparmi in affari con interessi altissimi che non sono mai esistiti. Quando i debiti si accumularono e le amiche iniziarono a pretendere la restituzione del denaro, Yiya decise di eliminare il problema alla radice. Invitò Hilda Gamba, Lelia Formisano de Ayala e Carmen Zulema del Giorgio Venturini a prendere il tè. Tutte e tre morirono avvelenate con il cianuro. Il clima della dittatura — la censura, la repressione, la paura diffusa di fare domande — contribuì a ritardare la risoluzione del caso. La condanna arrivò, ma anche l’ergastolo non durò per sempre.
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Il secondo piano temporale sono gli anni ’90: Yiya è libera, dotata di un carisma sconcertante e di una totale assenza pubblica di senso di colpa, e si presenta nei programmi televisivi come se la sua storia fosse poco più di un aneddoto. Il documentario analizza quel fenomeno con un disagio deliberato: come i media abbiano costruito un personaggio quasi comico a partire da un’assassina, e cosa dica tutto ciò della società che lo ha reso possibile. È proprio questa seconda parte a conferire al docufilm la sua dimensione più attuale — la domanda su quale tipo di epoca produca figure simili e cosa accada quando quell’epoca sembra tornare.
L’elemento più inquietante è la testimonianza di Martín Murano, il figlio, che appare per la prima volta davanti a una telecamera per raccontare che la madre tentò di avvelenare anche lui quando aveva dieci anni — e che da decenni cerca di fare in modo che qualcuno presti attenzione a quella parte della storia.

Il team dietro il documentario
Alejandro Hartmann e Vanessa Ragone (Haddock Films) sono il tandem che ha consolidato il true crime argentino su Netflix. Carmel: Chi ha ucciso María Marta? (2020) è stata la prima produzione argentina della piattaforma a restare per settimane nelle Top 10 globali. Con Yiya Murano il team affronta la sfida opposta: una storia che tutti pensano di conoscere, un personaggio sovraesposto dai media e la necessità di trovare un angolo che renda davvero sensata una nuova versione. Lo hanno trovato nel fascicolo giudiziario — pochissimo esplorato nei formati precedenti — e nella testimonianza di Martín Murano, mai comparsa in nessuna produzione fino a oggi. Vale la pena ricordare che Haddock Films è anche la casa di produzione che nel 2010 vinse l’Oscar al Miglior Film Internazionale con Il segreto dei suoi occhi.

Esiste un’altra serie su Yiya Murano
Esiste un’altra serie su Yiya Murano, ma si tratta di una produzione separata e disponibile su un’altra piattaforma. La miniserie di finzione Yiya (5 episodi, con Julieta Zylberberg e Cristina Banegas) è una produzione Kuarzo disponibile su Flow, servizio di streaming argentino. Il documentario Netflix è un’opera indipendente, con un approccio completamente diverso: non fiction, atti giudiziari e testimonianze reali. Le due produzioni non hanno alcun collegamento tra loro.
Quando vedere il true crime argentino su Netflix
Il documentario è disponibile su Netflix dal 23 aprile 2026.
► GUARDA YIYA MURANO SU NETFLIX
Il trailer
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