
Amanda è in fin di vita in una clinica rurale dell’Argentina. Accanto a lei c’è David — un ragazzino che non conosce, e il cui unico scopo sembra essere quello di farle ricordare qualcosa di essenziale prima che il tempo finisca. Lei non è sua madre. Lui non è suo figlio. Eppure tra loro c’è un legame che il film svela poco a poco, come un nodo che si stringe senza farsi vedere. Distanza di sicurezza — titolo originale Distancia de rescate — è un thriller psicologico diretto da Claudia Llosa, tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice argentina Samanta Schweblin, candidato al Man Booker International Prize.
Schweblin firma la sceneggiatura insieme alla regista, e questo rende il passaggio dell’atmosfera dal romanzo allo schermo uno dei più fedeli — e più spiazzanti — dell’intera filmografia Netflix. Il film non offre spiegazioni nette, non costruisce una tensione “classica” e non risolve nulla in modo convenzionale — ed è proprio per questo che è difficile da dimenticare. Cosa sta davvero cercando David nei ricordi di Amanda? E perché la risposta a questa domanda cambia tutto ciò che pensavi di aver capito fin dalle prime scene? [TRAILER in fondo]

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- Titolo originale: Distancia de rescate (Fever Dream)
- Formato: Film
- Durata: 1h 33min
- Genere: Thriller psicologico, Dramma, Horror
- Paesi di produzione: Spagna, Stati Uniti, Perù, Cile
- Lingua originale: Spagnolo
- Regia: Claudia Llosa
- Sceneggiatura: Claudia Llosa, Samanta Schweblin (dal romanzo omonimo)
- Cast principale: María Valverde, Dolores Fonzi, Emilio Vodanovich, Germán Palacios
- Classificazione per età: R (18+)
Di cosa parla Distanza di sicurezza
Il film è una coproduzione peruviana/spagnola/ statunitense. Amanda arriva con la sua bambina, Nina, in un villaggio rurale dell’Argentina per qualche giorno di vacanza. Accanto alla casa in affitto vive Carola — una donna del posto dal magnetismo insolito — e suo figlio David, un bambino segnato da una malattia misteriosa e da un rituale di guarigione che, a detta di Carola, gli ha salvato la vita ma gli ha lasciato l’anima alterata. Amanda e Carola stringono rapidamente un’amicizia intensa, ma qualcosa nel comportamento di David non rientra in nessuna categoria familiare: non è cattivo, non è simpatico, è semplicemente diverso, in un modo che l’istinto coglie prima ancora che la mente riesca a dargli una forma.
La narrazione si muove su due linee temporali che si intrecciano: il presente, in cui Amanda sta morendo, e il passato, in cui capiamo come ci sia arrivata. Tra i due piani, David conduce una sorta di interrogatorio della memoria, insistendo sul fatto che ci sia una cosa importante che Amanda deve individuare. Il film non dice mai esplicitamente qual è la minaccia — una contaminazione del terreno, un rituale ancestrale, un passaggio misterioso tra anime — e la lascia invece sospesa sopra ogni scena.
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Il cast e i personaggi
María Valverde interpreta Amanda, la madre in vacanza il cui istinto di protezione verso Nina diventa ossessivo. Valverde, nota al pubblico per Rifkin’s Festival, film di Woody Allen, costruisce un personaggio sospeso tra razionalità e panico: una donna che vede i segnali, ma non riesce a leggerli in tempo. La sua presenza domina la prima metà del film e ancora lo smarrimento dello spettatore a una figura riconoscibile.

Dolores Fonzi interpreta Carola, la madre del posto il cui figlio è passato attraverso il rituale di guarigione. Fonzi — una delle attrici più apprezzate dell’Argentina contemporanea, nota per La cordillera, popolare serie TV che al momento non è disponibile in Italia — dà al personaggio una dualità difficile: Carola è accogliente e spaventosa allo stesso tempo, una madre che ha scelto di salvare suo figlio a qualsiasi costo e convive con le conseguenze di quella scelta. Emilio Vodanovich interpreta David con una calma disarmante: un bambino che non si comporta come un bambino, ma neppure come un adulto, bensì come qualcosa di intermedio che il film si rifiuta di etichettare.
Dal romanzo allo schermo
Il film non è ispirato a fatti reali: è l’adattamento dell’omonimo romanzo pubblicato nel 2014 dalla scrittrice argentina Samanta Schweblin. Il libro è stato candidato al Man Booker International Prize nel 2017 e tradotto in oltre venti lingue — una delle opere di narrativa speculativa ispanoamericana più discusse dell’ultimo decennio —, pubblicato anche in Italia da Rizzoli. Schweblin ha collaborato direttamente con la regista Claudia Llosa alla sceneggiatura, permettendo di mantenere la struttura narrativa non convenzionale e l’ambiguità deliberata del romanzo, invece di trasformarla in un thriller con risposte chiare.
Cosa dice la critica
Il film ha ottenuto una valutazione del 71% su Rotten Tomatoes e 5,4 su IMDb — una divergenza che dice molto sulla sua natura: la critica ha apprezzato l’audacia stilistica e la coerenza dell’atmosfera, mentre una parte del pubblico ha provato frustrazione di fronte all’assenza di una vera “chiusura”. Variety ha descritto il film come “un brivido freddo che non si dispiega quanto dovrebbe”, mentre FilmAffinity osserva che “terrore e bellezza sono legati in modo inestricabile, spinti da uno strano senso d’urgenza”. La struttura frammentata e il rifiuto di spiegare sono esattamente ciò che divide il pubblico — ed è esattamente ciò che rende il film memorabile per chi accetta le sue regole.
Quando guardare il film su Netflix
Disponibile su Netflix dal 13 ottobre 2021. ► GUARDA SU NETFLIX

