
Gli oggetti di uso quotidiano possano influire sulla salute e sulla fertilità, purtroppo, ma piccoli cambiamenti possano fare la differenza. I prodotti in plastica sono presenti in quasi ogni aspetto della vita moderna: dagli imballaggi alimentari agli utensili da cucina, dalle fibre tessili ai cosmetici, fino ai giocattoli per bambini. Negli ultimi decenni, un numero crescente di studi ha collegato la plastica — e soprattutto le sostanze chimiche utilizzate per produrla — a numerosi problemi di salute, che vanno dall’infertilità al cancro.
Ora il documentario The Plastic Detox: microplastiche nel corpo umano, diretto per Netflix da Louie Psihoyos e Josh Murphy, analizza la scienza e le implicazioni umane della nostra dipendenza dalla plastica.The Plastic Detox esplora l’impatto dell’esposizione quotidiana alla plastica e alle sostanze chimiche contenute nei materiali plastici sulla salute e sulla fertilità. Con il supporto di scienziati e ricercatori specializzati in salute riproduttiva e ambientale, il docufilm mostra come queste sostanze si infiltrino nella vita quotidiana e indaga se modificare alcune abitudini possa davvero fare la differenza. [TRAILER in fondo]
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Di cosa parla The Plastic Detox?
Il documentario affronta una delle questioni ambientali e sanitarie più discusse degli ultimi anni: la presenza delle microplastiche nel corpo umano. Attraverso studi scientifici, testimonianze e analisi di laboratorio, il racconto mostra come particelle invisibili provenienti da oggetti quotidiani siano ormai presenti nel sangue, nei polmoni e persino negli organi, aprendo interrogativi ancora irrisolti sugli effetti a lungo termine sulla salute.
Guidate dall’epidemiologa ambientale e riproduttiva Shanna H. Swan, intraprendono un percorso di tre mesi per ridurre drasticamente l’esposizione quotidiana alle sostanze chimiche legate alla plastica, con l’obiettivo di migliorare i parametri di salute e aumentare le possibilità di gravidanza. La fertilità, spiega Swan, è stata scelta come lente di osservazione per due motivi: è un tema profondamente vicino a molte persone e permette di osservare risultati in tempi relativamente rapidi rispetto ad altre patologie.
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Microplastiche, BPA e altre sostanze chimiche
Le microplastiche sono minuscoli frammenti di plastica che derivano dalla degradazione di oggetti più grandi. Possono essere ingerite, inalate e, secondo alcune evidenze, assorbite anche attraverso la pelle. Molti prodotti plastici contengono sostanze chimiche aggiunte in fase di produzione, in particolare:
- Ftalati, che rendono la plastica morbida e flessibile
- Bisfenoli (come il Bisphenol A o BPA), che rendono la plastica rigida e sono presenti anche negli scontrini termici

Quali effetti possono avere sulla salute
Secondo gli esperti intervistati nel documentario, ftalati e bisfenoli appartengono alla categoria degli interferenti endocrini, sostanze capaci di alterare il sistema ormonale. Sono stati associati a: aumento del rischio cardiovascolare; alterazioni tiroidee; impatto sullo sviluppo cerebrale; aumento di peso; riduzione della fertilità. Molti di questi composti sono considerati anche obesogeni, cioè sostanze che favoriscono l’accumulo di grasso corporeo.
Cinque aree chiave per ridurre l’esposizione alla plastica
Il documentario individua cinque aree chiave.
1. Imballaggi alimentari e bevande
Meglio evitare, quando possibile, alimenti confezionati in plastica. Il calore aumenta il rischio: riscaldare cibo in contenitori di plastica può favorire il rilascio di sostanze chimiche. Alternative consigliate: vetro, ceramica, acciaio inox.
2. Profumi e prodotti profumati
Profumi, deodoranti per ambienti e candele profumate possono contenere ftalati.
3. Prodotti cosmetici e cura personale
Shampoo, creme, make-up e lozioni possono contenere sostanze chimiche potenzialmente problematiche. Particolare attenzione a: prodotti colorati, prodotti profumati, creme ad alto assorbimento cutaneo.

4. Tessuti sintetici
Materiali come poliestere e nylon possono rilasciare microplastiche. Meglio preferire fibre naturali: cotone, lino, lana, bambù. Soprattutto per: intimo, abbigliamento sportivo, lenzuola
5. Scontrini termici
Gli scontrini contengono spesso BPA. La soluzione più semplice: scegliere la ricevuta elettronica.
Attenzione alle etichette
Indicazioni come BPA-free, phthalate-free, non-toxic non sempre garantiscono reale sicurezza. Spesso una sostanza viene sostituita da un’altra molto simile, con rischi comparabili.
Cosa si sta facendo a livello globale?
Il documentario mostra anche iniziative più ampie:
- sviluppo della chimica verde
- ricerca di alternative biologiche
- proposte di regolamentazione nazionale
Secondo Swan, però, l’azione individuale resta importante:
Non serve aspettare che governi e industrie cambino: possiamo già scegliere prodotti migliori per proteggere la nostra salute.
Il trailer
Il documentario è disponibile su Netflix dal 16 marzo 2026 ►GUARDA SU NETFLIX

