
50 volte il primo bacio è spesso ricordato come una commedia romantica leggera, ma sotto la sua superficie solare nasconde qualcosa di più profondo: una storia sull’amore come atto di responsabilità, pazienza e scelta quotidiana. È un film che fa sorridere, sì, ma che allo stesso tempo tocca corde intime, parlando di memoria, perdita e del bisogno umano di sentirsi scelti, anche quando tutto sembra destinato a svanire. Ambientato tra i colori caldi delle Hawaii, il film usa la leggerezza come porta d’ingresso per raccontare una relazione emotivamente complessa, dove l’amore non può basarsi sul ricordo, ma solo sulla volontà di restare. Finito in Top 10 dei film più visti in Italia, ecco tutto ciò che c’è da sapere su questa commedia romantica dolce e profonda, perfetta per stasera [ TRAILER in fondo ].
Informazioni sul film
- Titolo originale: 50 First Dates
- Titolo italiano: 50 volte il primo bacio
- Anno: 2004
- Regia: Peter Segal
- Genere: Commedia romantica, Drammatico sentimentale
- Cast principale: Adam Sandler, Drew Barrymore
- Durata: 99 minuti
La trama: amare qualcuno che non può ricordarti
Henry è un uomo incapace di legarsi, convinto che l’amore sia solo una parentesi. Lucy, invece, vive intrappolata in un eterno presente: a causa di un trauma, ogni mattina si sveglia senza ricordare nulla del giorno precedente. Quando i due si incontrano, nasce qualcosa di autentico, ma anche profondamente fragile.
Ogni giorno Henry deve riconquistare Lucy da zero, reinventare il loro legame, accettare il rischio del rifiuto continuo. La relazione non evolve in modo tradizionale: non c’è accumulo di ricordi condivisi, non c’è continuità. E proprio qui il film trova la sua dimensione più drammatica: cosa significa amare qualcuno che non può ricordare di averti amato?
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Un amore che è scelta, non abitudine
Il cuore emotivo di 50 volte il primo bacio sta nella sua idea più semplice e potente: l’amore non è ciò che resta, ma ciò che si decide di fare. Henry non resta accanto a Lucy per inerzia, ma perché sceglie ogni giorno di esserci, anche sapendo che lei potrebbe non riconoscerlo mai più.
Il film mostra con delicatezza la fatica emotiva di questo gesto. Dietro la comicità di alcune situazioni si nasconde una verità amara: l’amore può essere anche rinuncia, ripetizione, dolore silenzioso. Non c’è idealizzazione, ma un’accettazione piena dei limiti dell’altro.
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Adam Sandler e Drew Barrymore: chimica e vulnerabilità
La forza del film risiede molto nella coppia protagonista. Adam Sandler abbandona in parte i toni più caricaturali per offrire un personaggio sorprendentemente empatico, mentre Drew Barrymore dà a Lucy una dolcezza fragile, mai artificiosa. La loro chimica non è solo romantica, ma emotiva: ogni sguardo, ogni sorriso porta con sé la consapevolezza che nulla è garantito, e che l’amore, qui, è sempre sul punto di ricominciare o finire.
Dietro i toni luminosi e le gag, 50 volte il primo bacio racconta una storia di perdita quotidiana. Lucy perde ogni giorno una parte di sé, mentre Henry deve imparare a convivere con l’idea di non essere mai davvero “ricordato”. È una malinconia discreta, che non cerca il colpo basso emotivo, ma resta sospesa, come un sottofondo costante. È proprio questo equilibrio tra dolcezza e dolore a rendere il film ancora oggi così amato: fa ridere, ma non mente.

Perché rivederlo oggi
50 volte il primo bacio è uno di quei film che cambiano con chi li guarda. Da giovani si sorride alla sua leggerezza; da adulti si coglie il sacrificio silenzioso che lo attraversa. È una storia che parla di amore senza illusioni, ma senza cinismo. Un film che ricorda che, a volte, amare significa avere il coraggio di ricominciare, anche quando sarebbe più facile andare via.
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