
Ci sono stagioni sportive che non si limitano a entrare negli almanacchi: restano incise nella memoria collettiva. Il 1994 è una di queste. E non sorprende che Netflix abbia deciso di tornarci sopra con un nuovo documentario ( già nel 2021 venne lanciato Schumacher) destinato a far discutere, emozionare e riflettere. Si intitola Schumacher ’94 e arriverà nel 2026, promettendo di raccontare l’anno che ha forgiato una leggenda.
A oltre dieci anni dal drammatico incidente sugli sci del29 dicembre 2013 a Méribel, le condizioni di Michael Schumacher restano avvolte da un riserbo assoluto. Ma la sua storia sportiva continua a parlare, anzi a ruggire. E Netflix sceglie di farlo concentrandosi su un solo, decisivo capitolo: la stagione del primo titolo mondiale.
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1994: l’anno che cambiò tutto
Il documentario, diretto da Christin Freitag e prodotto da Leonine Documentaries, si focalizza sulla stagione in cui Schumacher, allora appena 25enne, conquistò il suo primo Mondiale al volante della Benetton. Un’annata quasi irreale: otto vittorie, una supremazia tecnica spesso contestata, un talento che divideva tifosi e addetti ai lavori. Ma il 1994 non è solo sport. È dramma puro, nel senso più tragico del termine. È l’anno segnato dalla morte di Ayrton Senna a Imola, un evento che ha spaccato la Formula 1 in un prima e un dopo. Un ideale passaggio di testimoni tra la leggenda brasiliana (a sua volta celebrata nella miniserie Netflix Senna) e il nuovo fenomeno tedesco.

È l’anno delle accuse, delle polemiche regolamentari, delle tensioni continue tra paddock e Federazione. Ed è anche l’anno in cui nasce la cosiddetta Schumi Mania: un fenomeno mediatico senza precedenti. Netflix lo definisce senza mezzi termini: una delle stagioni più drammatiche ed emozionanti nella storia della Formula 1. Ed è difficile darle torto.
Nessun racconto sul 1994 sarebbe completo senza Adelaide. L’ultima gara, il duello finale con Damon Hill, il contatto che ancora oggi accende dibattiti. Schumacher vinse il titolo per un solo punto, in un epilogo teso, controverso, quasi cinematografico. Ed è proprio qui che Schumacher ’94 promette di affondare il colpo: non per giudicare, ma per contestualizzare, restituendo complessità a un momento spesso ridotto a slogan.
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Il lato privato: Corinna e l’uomo dietro il casco
Come già avvenuto nello Schumacher del 2021, anche questo nuovo documentario sportivo darà altresì spazio alla dimensione più intima del campione. Un ruolo centrale lo avrà Corinna Schumacher, moglie di Michael e suo punto di riferimento emotivo da sempre. Attraverso le sue parole – e quelle di persone molto vicine alla famiglia – il film racconterà il doppio volto di Schumacher: il combattente implacabile, quasi ossessivo, in pista; l’uomo sensibile, empatico e riservato lontano dai riflettori. Particolarmente interessante sarà lo sguardo sugli inizi della loro storia d’amore, cresciuta in parallelo con l’ascesa vertiginosa di Michael verso l’Olimpo della Formula 1 e culminata poi negli anni d’oro in Ferrari.

Non solo per gli appassionati di F1
Schumacher ’94 non nasce per essere un semplice prodotto per fan della Formula 1. È, nelle intenzioni di Netflix, un racconto universale: ambizione, pressione, gloria, caduta, amore. Katja Hofem, vicepresidente dei contenuti DACH di Netflix, ha definito il 2026 come l’anno più ambizioso di sempre per la piattaforma in lingua tedesca. E questo progetto ne è il manifesto perfetto. Concentrarsi su un solo anno, invece che sull’intera carriera, è una scelta narrativa forte e intelligente. Perché il 1994 non ha solo creato un campione del mondo: ha cambiato per sempre la Formula 1.
Il documentario in uscita su Netflix
Sarà un ritorno al cuore pulsante di uno sport – e di una leggenda – che non ha mai smesso di farci discutere, soffrire e sognare. La data di uscita non è ancora stata annunciata e non disponiamo del trailer: segui anche la nostra pagina Facebook per scoprire tutte gli aggiornamenti.

